Recensione Cubase 7.5

I nostri lettori più assidui probabilmente si ricorderanno la recensione del nostro super-crucco Guido Block all’uscita della versione 7 di Cubase, la digital audio workstation della software-house tedesca Steinberg.
Citando il nostro illustrissimo voglio proprio ripartire dalle sue conclusioni per introdurre a nostra volta l’aggiornamento delle recensione suddetta in occasione dell’uscita di Cubase 7.5, un update importante che ha risolto diversi problemi ed è andato incontro alle richieste degli utenti per migliorare ulteriormente una DAW già ottima.

cubase 7-5

Guido scrisse: “Cubase 7 è un software potentissimo con tante novità e miglioramenti rispetto alla versione precedente. Consiglio a tutti i Cubaser (e non) di fare l’upgrade (o comprarsi la versione full), e al team dei tecnici di Steinberg di uscire a breve con un update ufficiale per sistemare una serie di bug.

Per essere schematici, visto che si tratta di un aggiornamento, dividerò questa recensione in due parti, andando a scovare prima le nuove funzioni ed i miglioramenti più riusciti della versione 7.5. Quindi ci occuperemo di vedere se i maggiori problemi rilevati nella versione 7 sono stati risolti.
Per tutto il resto che riguarda Cubase 7.5 vi consiglio di leggere la completissima recensione di Guido alla versione 7, poichè tutte le funzioni principali e vantaggi sono descritti davvero bene.

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Nuove funzioni e miglioramenti

Iniziamo con il dire, prima di vedere i nuovi ‘giochini’ di questa versione 7.5, che tra i primi miglioramenti universalmente apprezzati della nuova versione c’è il sensibile lavoro di velocizzazione nel caricare e gestire progetti di grandi dimensioni. Oggi giorno, con microfonazioni multiple per ogni di chitarra o piano, tracce reamping, una batteria minimamente ben ripresa, qualche traccia virtuale, voci e cori e gruppi-bus si raggiungono facilmente le 30 tracce anche per una semplice canzone.
Ora Cubase 7.5 ha un sistema di gestione meno monolitico, che non ti fa aspettare minuti per caricare un progetto e permette di lavorare in modo stabile anche senza fare continui freeze o mixdown parziali.

Prima tra le novità migliori c’è sicuramente la funzione TrackVersion. L’ho amata fin da subito. Da la possibilità di creare diverse versioni della stessa traccia in modo parallelo, senza fare copie che consumano risorse e comparando velocemente i risultati. Si possono fare versioni alternative di tracce audio, MIDI, strumento, accordi, tempo e signature, praticamente tutto.
Immaginate di poter ascoltare il vostro pezzo in comparazione A/B con una diversa equalizzazione delle chitarre, con variazioni di tempo differenti o di voler semplicemente ri-mixare una batteria il giorno dopo per vedere se vi suona meglio. Ora si può.

Bella anche la funzione Track Visibility, che in grandi progetti consente di vedere solo le tracce che servono. I progetti diventano più puliti, soprattutto per chi ha l’abitudine di registrare molto di più di quello che poi effettivamente usa.

Sempre parlando di tracce, le tracce Strumento sono state aggiornate. Ora ogni strumento virtuale può essere ‘esploso’ in uscite audio multiple. Questo è utilissimo soprattutto perchè evita il noioso e lungo lavoro di esportare gli strumenti che prevedono uscite multi-canale. Pensiamo al classico esempio di una batteria virtuale: ora, senza fare mixdown audio di ogni canale, possiamo avere la cassa su un canale audio in uscita, il rullante su di un altro e così via, senza usare bus e conservando la flessibilità del MIDI. La flessibilità di uno strumento virtuale con la potenza dei canali audio di Cubase.

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Passando quindi agli strumenti virtuali possiamo parlare di HALion Sonic SE 2. Come in tutti gli aggiornamenti che si rispettino questa nuova versione arriva con un bel po’ di bei suoni nuovi, se non vi fossero bastate le tonnellate di preset della versione 7.
La vera novità qui è invece il synth Trip. E’ un sintetizzatore virtuale analogico, dotato di un arpeggiatore niente male e circa 150 suoni. Ci sono anche 8 effetti aggiunti: Tape Saturator, Wah Wah, Auto Filter, Step Flanger, Ring Modulator, Octaver, Vintage Ensemble, Envelope Shaper e un Rotary Effect più credibile. In questo modo si risparmiano soldi per comprare altri plug-in e risorse CPU per caricarli.
Trip non è niente di trascendentale, ma è una freccia in più nel vostro arco, in specie per chi fa musica elettronica o sonorizzazioni.

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Groove Agent SE 4 ha ben 30 drumkit nuovi ed un’interfaccia in stile Akai MPC che aiuta molto chi ha dimestichezza con questo tipo di campionatori. Se vi piace lavorare con batterie più verosimili come quelle di Toontrack o Native Instruments probabilmente lo lascerete lì a prendere polvere, ma per un certo tipo di pop o musica più commerciale può risultare molto utile e veloce da usare. I suoni che mi piacciono di più sono quelli più particolari ed effettati, per gli altri preferisco ancora i miei preferiti sopracitati.

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LoopMash FX non è invece un vero e proprio strumento virtuale ma un effetto che si suona come uno strumento. Devo dire che qui hanno copiato un po’ troppo The Finger di Native Instruments e purtroppo i risultati non sono altrettanto convincenti. Si possono creare break, stop, modulazioni in tempo reale su qualsiasi traccia trasformandola anche drasticamente o realizzando remix abbastanza credibili. La cosa più positiva è l’integrazione perfetta con Cubase e la possibilità di automatizzare tutto via MIDI per realizzare performance in studio o registrare e poi riprodurre le proprie prestazioni live.

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REVelation è invece una gran bella novità. E’ un algoritmo di riverberazione professionale dalle sonorità morbide e vintage, che emula le vecchie unità riverbero hardware in grado di produrre timbri che stanno tornando sempre più di moda. Basti pensare a produzioni alla Adele, Raphael Gualazzi, Glass Vegas o Lenny Kravitz, o una sezioni di violini alla Gold Finger: se non hai un riverbero bello vintage non ci arrivi mai, e di solito non costano poco. Le emulazioni dei riverberi TC o quelli valvolari sono fatte molto bene.

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Magneto 2 è il simulatore di Tape Machine di Steinberg, ovvero quell’effetto che emula la saturazione dei registratori a nastro vintage come i famosi Studer, ad esempio. La registrazione digitale per molti ha portato le tracce ad essere troppo dirette, troppo frizzanti e nette nella divisione delle frequenze. Questi simulatori di nastro magnetico creano una saturazione benigna e una maggior fusione tra le frequenze che spesso rende le tracce più morbide e più belle nei mix. La novità di Magneto 2 è che ora si può scegliere anche il range di frequenza a cui applicare l’effetto Tape, magari per addolcire solo le alte di una chitarra o batteria, lasciando inalterato e preciso il resto.
I plug-in belli che emulano le tape machine, come quelli Waves o Universal Audio, costano anche centinaia di euro, quindi Magneto 2 è davvero ben accetto.

Anche se non ho putroppo avuto modo di sperimentarla personalmente, la funzione VST Connect SE 2 è una delle novità più grandi introdotte in Cubase 7. La possibilità di registrare via internet con chiunque possieda un altro Cubase in qualsiasi parte del mondo apre scenari nuovi e prima impossibili, collaborazioni in tempo reale ed espande enormemente le possibilità dei piccoli studi professionali. Ora VST Connect SE 2, oltre al lavoro sull’audio, consente anche di trasmettere e ricevere dati MIDI, così si possono registrare strumenti virtuali in remoto come batterie, piano o chissà cos’altro.
Notevolissimo.

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Sembrerà una sciocchezza, ma quando si registra da soli è un grande risparmio di tempo. Non so perchè non ci abbiano pensato prima. La funzione Re-Record è un’altra cosa che amo. Quando si parte a registrare una take e magari si sbaglia subito e si vuole ripartire immediatamente, cestinando la take appena sbagliata, ora basta ripremere Record e si ri-inizia subito a registrare, senza premere in successione, Stop, Cancella e poi di nuovo Record.
Salva-tempo.

Problemi risolti

I problemi segnalati da Guido sono stati risolti per quello che siamo riusciti a sperimentare. Dobbiamo dire che effettivamente non  abbiamo più riscontrato tali problemi, soprattutto quelli grafici che ad un primo impatto erano quelli più evidenti.
Per rendere però un servizio a tutti gli utenti e fare una recensione più completa, siamo andati a curiosare nel forum Steinberg e nei forum locali per capire quali erano i problemi più discussi e più segnalati. Siamo poi andati a controllare queste funzioni in Cubase 7.5 ed onestamente al 90% li abbiamo trovati risolti. Un bel lavoro di ascolto da parte di Steinberg.
Ecco i maggiori esempi di debug che migliorano in modo decisivo la vita di chi lavora con questo software per ore e ore ogni giorno.

E’ stato risolto il problema dei Mute sulle tracce Folder, che ora funziona effettivamente su tutte le tracce contenute sia in Mute che in UnMute.

Non sono molti quelli che lavorano su più progetti contemporaneamente, ma capita. Prima il Rack Instruments se caricato su più istanze aveva dei problemi. Ho provato ora con Kontakt e alcune batterie virtuali in contemporanea su due progetti e con diversi strumenti e non ho notato malfunzionamenti o crash.

Le tracce nascoste ora possono essere cercate con il motore di ricerca e tornano visibili nella ricerca. Se si usa Cubase per registrare basi o centiania di campioni, diventa quasi vitale.

Era abbastanza fastidioso prima, quando si incollavano due parti MIDI, dover spesso correggere diverse note che risultavano trasposte in modo casuale nella sovrapposizione delle due tracce. Ora non accade più.Molti avevano segnalato che il blocco delle tracce rendeva ancora possibile il ridimensionamento delle parti. Ora sono effettivamente bloccate e non bisogna spostarle altrove per paura di fare danni notevoli lavorando con selezioni generose del mouse.

Chi lavora molto nella sostituzione di campioni di batteria o mettendo a tempo tracce per molte ore sa quanto è importante avere un rilevamento automatico efficace degli hitpoint. Nella versione 7 c’erano un po’ di problemi ed il sistema faceva diversi errori. Ora messo alla prova non è perfetto ma quasi, il che restringe le correzioni manuali a pochi sporadici casi.

Infine i problemi con il plug-in Phaser, che funzionava un po’ come gli pareva nella prima release, sono stati risolti e, benchè non sia il miglior phaser del mondo, ora fa quello che gli chiedi.

Conclusioni

Tutti coloro che hanno comprato e attivato Cubase 7 o Cubase Artist 7, upgrade dalle versioni precedenti compresi, dopo il 15 ottobre 2013, possono usufruire del Grace Period che consente l’aggiornamento completamente gratuito a Cubase 7.5 o alla versione Artist 7.5. Se ne avete la possibilità fatelo, il software è decisamente più stabile e migliorato, soprattutto nella gestione di progetti di grandi dimensioni.

Per chi invece ha Cubase 7 acquistato prima di tale data forse l’aggiornamento a pagamento non sarà la priorità principale, a meno che da questi miglioramenti e soluzioni di problemi dipenda il vostro lavoro di tutti i giorni. Chi invece possiede Cubase 6 può essere decisamente più fiducioso e affrontare l’upgrade con ottimi risultati e senza gli inconvenienti di un software nuovo e con poco debug, ad un prezzo tra i 200 e 250 euro, a seconda che si venga dalla versione 6 o 6.5.

Cubase 7.5 non è un software completamente nuovo, non aggiunge il tanto atteso plug-in “Trasforma il Progetto in una Hit e Rendimi Ricco”, però è un major-upgrade che migliora davvero il lavoro di chi ci mette le mani tutti i giorni, evitando problemi, tempi morti, perdite di dati e di tempo prezioso.

Info: www.steinberg.net

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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