Rolling Stones Gear

rolling stones gearIl tempo di chi amava i Beatles o i Rolling Stones sono finiti da un pezzo, la passione infinita che queste band hanno saputo ispirare però è sopravvissuta negli anni ed ancora oggi milioni di fans comprano dischi, raccolgono memorabilia, suonano le loro canzoni e si ispirano al loro suono, al loro look, ai loro strumenti.

Proprio a questa nutrita schiera di appassionati, di cui faccio orgogliosamente parte, è dedicato il volume “Rolling Stones Gear”, scritto da Andy Babiuk e Greg Prevost e pubblicato da Beakbeat Book.
E’ un libro, oserei dire un ‘librone’ viste le sue 672 pagine, che raccoglie, ordina e racconta in modo certosino tutta la strumentazione che i Rolling Stones hanno usato dai loro primi passi nel lontano 1960 fino ad oggi. C’è davvero di tutto, chitarre, bassi, amplificatori, piano, tastiere, synth, batterie e tutti i pezzi di strumentazione conosciuti che hanno avuto un ruolo importante, curioso o anche solo scenografico nella lunga carriera dei quattro inglesi.

La parte testuale stupisce per la precisione ed il lavoro monumentale che ha sicuramente richiesto per mettere insieme una mole così imponente di informazioni, storie e testimonianze. La parte fotografica però è un piacere per gli occhi, quello che vi farà comprare questo libro e che rende il solo sfogliarlo un bel viaggio nei ricordi, per chi c’era, ed in un mondo quasi mitologico per i più giovani.
Le fotografie delle chitarre e dei bassi, i veri protagonisti del libro, a doppia pagina sono di ottima qualità, e gli strumenti ne escono rivitalizzati, raccontati per il loro contributo a qualcosa che a suo modo ha fatto la storia degli ultimi 50 anni.

Leggendo “Rolling Stones Gear” i musicisti non avranno solo qualcosa da raccontare agli amici davanti ad una birra, ma potranno anche carpire trucchi e segreti poco o per nulla conosciuti degli Stones, dei loro concerti e delle registrazioni.
Potreste ad esempio scoprire che il suono del basso di Bill Wyman dei primi anni ’60 non veniva da una testata e cassa Vox T-60 come appare dalle foto, bensì da una testata Vox AC-30 modificata per il basso e da un cabinet Vox T-60. Questo perchè la testata T-60 solid-state continuava a rompersi per surriscaldamento e questo spinse la Vox a produrre poi un AC-30 per basso, oggi considerato una assoluta rarità da collezionisti.

Potrete vedere una delle Stratocaster più amate da Keith Richards, una Fender del ’59 di cui si innamorò durante il tour del 1972 con corpo in frassino e manico in acero. Apparentemente una chitarra normale, Keith la usa ancora oggi in studio e sul palco per il feeling unico che ha con questo strumento.
Poi ci sono i pezzi rari, le stranezze e gli strumenti che spiegano più di tante parole lo stile eccentrico alla Rolling Stones. Uno di questi è certamente la chitarra cinque corde Ted Newman Jones Keith Richards signature che Keith usò nel “New Barbarians Tour” tra il 1979 e l’80. “Less is more!“.

E’ un volume certamente da collezionisti, da amanti incedibili e per i musicisti che non ne hanno mai a sufficienza di chitarre, bassi, amplificatori, batterie e tutto quello che può fare musica. La band di Jagger, Richards, Wood e Watts ne ha fatte veramente di tutti i colori ed è semplicemente impressionante vedere tutta la strumentazione che hanno usato ed i segreti del suono di questa band leggendaria. Le storie poi che gli strumenti ‘raccontano’ vanno oltre le solite ‘technicalities’ da nerd della musica, sono veri e propri frammenti di storia della musica, visti da una prospettiva inedita e fresca che sono certo vi coinvolgerà.

“Rolling Stones Gear”
Copertina rigida: 672 pagine
Autori: Andy Babiuk, Greg Prevost
Editore: Backbeat Books (gennaio 2014)
Lingua: Inglese
ISBN-10: 1617130923
ISBN-13: 978-1617130922
Peso: 3,3 Kg
Prezzo: 60$ (prezzo di copertina), 41€ (Amazon.it)

Info: Hal Leonard

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