Musikmesse 2014 – Parte 3

In questa terza parte entriamo nel padiglione più rumoroso e temuto da tutti: il padiglio 3.0, girone infernale dei batteristi e dei percussionisti. Questo padiglione rimane vivibile solo dalle 9:00, orario di apertura, alle 9:15, dopo di che parte una ridda poliritmica di centinaia di piatti, tamburi, cajon e percussioni varie ed eventuali. Il volume è talmente alto e costante che tutti gli espositori portano i tappi per le orecchie per poter resistere a tale punizione divina per tutta la giornata.

Questo detto il padiglione delle batterie e percussioni quest’anno ci ha regalato delle belle novità, soprattutto dalle grandi case, che hanno monopolizzato l’attenzione con tanti prodotti che usciranno a breve e durante tutto il 2014.

meinl slap top cajon

Iniziamo da chi gioca in casa in terra tedesca, Meinl, azienda storica e tra i leader in assoluto nella costruzione di percussioni e piatti in tutto il mondo.
La quantità di novità che questa casa ha messo in campo per quest’anno è davvero notevole. Non potendole vedere tutte, abbiamo fatto una buona selezione di ciò che ci è sembrato più interessante, bello o particolare.
Citato anche nei nostri video-editoriali giornalieri tra i migliori prodotti in assoluto nel Messe 2014, lo Slap-Top Cajon è un particolare cajon, la percussione più venduta al momento, che invece di essere appoggiato a terra viene appoggiato sulle ginocchia. La sua particolare sagoma a T gli consente di avere quattro zone suonabili distinte. Le due zone laterali nascondono all’interno della cassa due cordiere, per il classico suono cajon. La zona centrale più vicina al percussionista è il suono della cassa senza cordiera, con intonazione più alta, mentre la zona centrale più lontana è dedicata al basso. Molto completo e con suoni eccellenti. Un vero e proprio arsenale per percussionisti.

meinl artisan flamenco cajon

Forse i cajon migliori al mondo, al momento, i Meinl Serie Artisan Edition Flamenco Cajon ora vedono aggregarsi alla fortunata, e costosa, serie anche il modello Fandango Line. E’ realizzato con il durame (la parte interna e più dura del tronco) di legni indiani per quanto riguarda il frontale, mentre la cassa è costruita in pioppo da 14”. Cordiere accordabili, cassa scavata all’interno per un suono più secco e con smussi ergonomici sugli spigoli per migliorare il suono e non rovinare le mani di chi suona. Qui siamo in quota eccellenza, suono e dinamiche al massimo livello. Prezzo non ancora definito ma sicuramente sopra i 700 euro.

meinl sub bass cajon

Nei cajon Meinl finiamo c’è anche il nuovo Subwoofer Jumbo Bass Cajon, dedicato alle frequenze basse. E’ un sostituto in chiave percussionistica della cassa da batteria. Porta frontale per le basse molto grande e superfici riflettenti interne per la maggiore proiezione su queste frequenze estreme.

meinl rapc bongos

La costruizione RAPC (Radial Ply Construction) usata solitamente per i fusti delle batterie ha trovato un’ottima applicazione nei bongo. I nuovi bongo RAPC in noce da 6 3/4” e 8” meritano davvero. Questa tecnica permette un corpo più leggero ed allo stesso tempo più risonante rispetto alle doghe. Per di più il sistema Free Ride di montaggio delle pelli permette di non fare alcun buco sui fusti per una qualità ancora superiore.

Sul fronte accessori Meinl sa sempre inventare nuovi giochi sonori per percussionisti.
I Motion Shaker e Foot Shaker si indossano su dita e al piede, per un utilizzo a 360° del movimento e un arrangiamento sempre più pieno e multi-timbrico. Gli Slap Shake, Techo Shaker e Nacchere sono invece accessori applicabili ovunque, su un piano o su un cajon, per aggiungere sempre più suoni con piccoli oggetti sempre di ottima qualità.
Anche il didgeridoo è cresciuto in questi anni, ed ecco allora arrivare lo Stereo Didgeridoo e il Didgeridoo Mouthpiece. Il primo è un didgeridoo a forma di scatola, con una porta di entrata centrale e due porte laterali di uscita. Il suono esce proprio in stereo verso le orecchie di chi suona, dando una sensazione stereofonica più coinvolgente. Utile anche per studiare, registrare o suonare live dove non c’è spazio per un vero didgeridoo lungo. Il Mouthpiece invece è un anello realizzato al 100% in cera d’api che può essere adattato a qualsiasi didgeridoo. Oltre ad essere più igienico, permette un maggior comfort ed una maggiore facilità nel tenere suoni prolungati.

Nel mondo dei cajon e percussioni c’è un altro nome sinonimo di eccellenza e buone idee per percussionisti: Schlagwerk. Anche loro tedeschi hanno avuto un paio di trovate mica male per chi suona il cajon. La prima è per i modelli Agile Pro, che hanno conquistato con estrema rapidità una considerevole schiera di ammiratori. Il nuovo modello Zebra ha un bel design zebrato abbinato alla massima precisione nella regolazione nel suono snare. Grazie poi alla tecnologia SoftTouch, che consiste nell’introduzione di una sottile striscia di gomma sotto la parte alta della piastra frontale, questa nuova versione consente di suonare in modo più confortevole anche durante esibizioni particolarmente lunghe.
Bello anche il Cajon Cabasa, che si attacca a lato dello strumento, add-on perfetto per suonare pattern continui, suoni singoli o anche loose hats prolungati.

tama silverstar cocktail jam kit

Ci spostiamo solo di qualche metro per raggiungere lo stand di un’altra azienda major delle batterie come Tama. Se l’anno scorso Tama aveva lanciato diverse nuove batterie complete, per questo Musikmesse 2014 la vera novità è un drum-kit particolare, il Silverstar “Cocktail-Jam” Kit. Un drum-kit che si ispira ai cocktail kit da tumbao e musica latin ma in versione moderna. Tutta la batteria sta sugli stessi tre piedi, la cassa è aperta e verticale, sopra di essa c’è il timpano, anch’esso aperto, a fianco il rullante e un piccolo tom, dall’altra parte un crash-ride ed un charleston chiuso. Si porta tutto in due borse, suona bene ed è perfetta per piccoli locali e sale prove. Il prezzo è tra le 500 e le 600 euro.

tama 40th ann snare

Tama celebra nel 2014 il suo 40-esimo anniversario. Questa ricorrenza ha spinto la casa giapponese a creare una serie limitata di rullanti che ripercorrono la storia del marchio. Molto belli, sia quelli in legno che quelli in ottone, saranno prodotti in non più di 200-300 pezzi ciascuno per tutto il mondo. Un’operazione nostalgia quasi da collezionismo, che però ripropone tecnologie e suoni dal passato e quindi può avere anche un senso per chi ricerca quel tipo di timbriche.

Tama ha anche programmato l’uscita, per la fine del 2014, della sua nuova linea di aste e hardware per batteria. Si tratta di hardware top di gamma, ad indirizzo professionale. Ogni dettaglio è curato e niente è lasciato al caso, dai feltri di diversa densità al blocco a clip per i piatti, dagli snodi a singolo bloccaggio al rivestimento interno in gomma delle guide per assorbire le vibrazioni e disaccoppiare i piatti dal terreno, fino al supporto per i tom con snodo sferico. La linea si chiama Star Hardware.

premier one drumkit

Per i drumkit completi, sulla fascia alta troviamo Premier con le sue One. Vere e proprie batterie custom con cui si può avere il privilegio di una batteria costruita da una casa di primo livello sulle proprie specifiche. Inoltre Premier realizzerà il look della vostra batteria solo per voi, avendo la certezza che il drumkit quindi sarà unico al mondo.

premier one snare

Anche i rullanti serie One sono vero opere d’arte a mio giudizio, con intarsi ed un lavoro sul legno da ebanisti di prima scelta.

pearl ePro Live drumkit

Girando tra i marchi migliori, sono stato catturato dalla demo allo stand Pearl della nuova batteria ePro Live 2014. Questo drumset è un ibrido con fusti e hardware da batteria vera su cui vengono montate pelli in schiuma espansa che fanno da trasduttori MIDI. Diventa quindi una batteria elettronica che ha però l’aspetto di una batteria vera. Importante ad esempio per gli studi televisivi o per chi suona in locali dove non si può montare una vera batteria ma si vuole evitare l’effetto un po’ deprimente della batteria elettronica.
Pearl, in collaborazione con ePro Live, ha realizzato quindi una centralina/mixer per la gestione dei suoni campionati. Il feeling sulle pelli in schiuma è buono, anche se la risposta è un po’ diversa, meno elastica. I suoni sono credibili e la suggestione, per chi vede da lontano suonare la ePro Live è quella di avere una batteria reale, soprattutto se i suoni sono all’interno di un mix completo.

meinl byzance 2014

Rientriamo nello stand Meinl per affrontare l’argomento piatti, dove ancora una volta la casa tedesca non è davvero seconda a nessuno.
I nuovi Tradition Ride della serie Byzance di Meinl sono piatti di altissima qualità. In tutti questi piatti è stata ricercata la possibilità di avere sia il suono crash che ride sullo stesso piatto. Per questo motivo il bordo è stato assottigliato così da renderli molto reattivi e flessibili al colpo ed allo stesso tempo permettere di non perdere mai la definizione sul ride, anche sopra le code del colpo crash. L’aspetto grezzo e martellato è molto distintivo ed il suono molto professionale.

Sempre della serie Byzance il China Exrta Dry è un timbro particolare, asciutto e un po’ scuro, che si accompagna molto bene con gli altri piatti Byzance.
Bello anche il nuovo China della serie Meinl Sound Caster Custom: piccolo e traforato, ha un suono aggressivo ma corto, per non sormontare troppo sul altri elementi di drumming.

Tra gli accessori signature segnaliamo anche l’uscita del Benny Greb Masterpad in versione grande, dopo la versione da viaggio dell’anno scorso, per allenarsi con un pad delle dimensioni reali di un rullante.

Se abbiamo parlato di Meinl, non possiamo certo mancare lo stand Zildjian, leader mondiale nei piatti per batteria e orchestra.
Da Zildjian troviamo due novità principali per quest’anno. La prima è la nuova serie Kerope, serie di fascia medio-alta, che riprende e riporta in vita modelli del passato utilizzando gli stessi processi e tecnologie nella costruzione a mano di piatti che contengono 390 anni di storia ed esperienza.
La serie Kerope ha visto la collaborazione di un batterista mitico come Steve Gadd, che colleziona piatti da 40 anni e sa come dei piatti vintage dovrebbero suonare. Prodotti per ora nei modelli charleston da 14” e 15”, e crash/ride da 18”, 19”, 20” e 22”, hanno un suono caldo, scuro e pastoso, con una coda morbida ed un attacco mai troppo aggressivo. Sono stati creati con in mente i batteristi jazz, ma sono già stati adocchiati da tutti gli amanti del rock classico, per la loro capacità di ricreare certe sonorità che gli aggressivi piatti moderni non riescono a raggiungere.

L’altra novità di casa Zildjian è la nuova generazione dei Gen16, i piatti ‘silenziosi’ con processing elettronico. Terzo step dello sviluppo di questo interessante prodotto, la caratteristica più evidente è la finitura al bronzo, più bella e calda della precedente al nickel e con un suono meno acido. C’è anche qualche piatto in più nella gamma: charleston da 14” e 15”, splash da 12”, crash da 16” e 18”, china da 16” e ride da 20”.
Il sistema di pickup è identico alla serie precedente, che eliminava i problemi di feedback, crosstalk e sfasamento della prima serie che aveva invece dei veri microfoni.
Molto utili per chi ha batterie elettroniche o per chi vuole una batteria silenziosa per suonare nel broadcast o studiare.

Esattamente come per gli altri strumenti, anche il mondo della batteria ha i suoi mille accessori di corredo. Al Messe abbiamo trovato Humes & Berg, produttore americano di custodie morbide e case duri per batteria. Ci sono piaciuti molto i case serie Pro Lining, con le loro colorazioni stravaganti ed una qualità superiore. Per chi è in tour spesso e chi ha batterie dal prezzo notevole, come Christain Meyer che li usa, conviene proteggere i propri pezzi in modo adeguato con case di qualità come questi. Plastica leggera ma durissima, maniglie e cinghie ultra resistenti. Inoltre i case tutti colorati fanno davvero una bella scena.

Lasciamo il mondo della batteria con qualcosa che sta al confine ma che ormai ha inevitabilmente invaso la vita dei batteristi, i software di batteria virtuale. La novità di quest’anno in questo settore, a meno di altre uscite non ancora nei nostri radar, sarà l’uscita di EZ Drummer 2, della svedese Toontrack. Ancora avvolta da una parziale patina di mistero, questo software sarà svelato e messo in commercio il 6 maggio. Pare che sia una vera e propria rifondazione, con nuova interfaccia, nuovi suoni migliorati, funzioni avanzate per la composizione e per la registrazione. I batteristi di solito non amano per nulla queste v-drums, perché temono già ora spesso li sostituiscono in molte pre-produzioni e persino produzioni definitive. Tuttavia il processo di evoluzione è già in corso da un pezzo, per cui se non puoi batterlo è meglio farsele amiche, anche perché suonano davvero bene.

Tra qualche giorno l’ultimo appuntamento con i nostri reportage dal Musikmesse 2014, con tanti begli aggeggi elettronici e cosette simpatiche da non perdere.

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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