Musikmesse 2014: Com’è andata?

Tornati a casa dalla Germania, non abbiamo ancora fatto in tempo a smaltire la stanchezza che è già ora di tirare qualche somma.
Se avete letto i nostri reportage e avete visto i nostri video giornalieri vi sarete già fatti una mezza idea per conto vostro su quanto di interessante il Musikmesse 2014 ha avuto da offrire, tuttavia c’è una cosa che da casa non si percepisce, un po’ come quando si guardano le partite alla TV: il colpo d’occhio, il polso della situazione.

Uno dei concerti all'Agorà stage durante il Messe. Sul palco Greg Koch ed il suo trio.

Uno dei concerti all’Agorà stage durante il Messe. Sul palco Greg Koch ed il suo trio.

L’impressione generale è, detto in poche parole: ProLight&Sound, ovvero la parte della fiera dedicata ad audio e luci professionali, ha ripreso a buon ritmo e con fiducia verso il futuro; Musikmesse, fiera degli strumenti musicali, mostra un settore che sta cercando di uscire da questa crisi ma verso il quale la cura dalla malattia è a volte dura quanto la malattia stessa.
Le defezioni importanti di alcuni marchi storici e grandi, come Shure e Warwick, mostrano come alcune grandi aziende stiano valutando alternative diverse dalla fiera europea per rafforzare il loro business. Non è quindi più solo una questione economica quella che tiene lontani marchi piccoli e grandi dai trade show, ma un ripensamento profondo sul modello di business globale in cui forse le fiere non sono più così essenziali ed attuali.
Certo per i medi e piccoli marchi il Musikmesse ed il NAMM saranno sempre ottime vetrine, ma le colonne portanti di queste fiere sono i grandi, sia dal punto di vista dell’attrattiva verso il pubblico che dell’importante contributo che versano per esserci. Se una colonna o due vengono meno il tempio scricchiola, se ne cadono altre quattro o cinque non è certo che rimanga in piedi.

Per quanto riguarda l’affluenza di pubblico bisogna fare un discorso differente. La strana impressione che qualcuno, per ottenere numeri simili all’anno scorso nonostante avvisaglie negative, abbia truccato le carte c’è. Il Musikmesse apre mercoledì mattina e chiude sabato nel tardo pomeriggio. Solo il venerdì pomeriggio ed il sabato viene aperto al pubblico che paga un biglietto (quest’anno ribassato a 20€) per entrare.
I sospetti di una politica di manica molto larga sui pass accreditati (quelli gratuiti per operatori, espositori e stampa) ci è venuta quando sin da mercoledì abbiamo visto girare tra gli stand un numero notevole di ragazzi molto giovani e gente evidentemente non del settore. In pratica è come dire che un concerto è tutto esaurito regalando la metà dei biglietti.
Venerdì il pubblico non ha fatto una gran differenza mentre sabato l’afflusso di visitatori è stato come al solito generoso, anche se c’è chi dice sia stato comunque meno copioso. La mancanza di esibizioni di artisti di prima fascia ha sicuramente inciso.
Aspettiamo di leggere i numeri a consuntivo per capire meglio.
Affrontando il discorso dal punto di vista delle aziende, c’è da dire inoltre che anche molte grosse aziende presenti hanno ridotto significativamente i loro spazi espositivi. C’è quindi chi ha scelto di esserci come sempre in grande stile, chi ha scelto di esserci ma con una presenza più contenuta e chi invece ha optato per altre strade di promozione passando l’appuntamento fieristico.
Non è possibile dare un giudizio senza conoscere i casi specifici, è chiaro però che ci sono forti cambiamenti in atto ed il mercato è diventato più difficile.

Tante novità anche dalle grandi aziende. Qui la nuova interfaccia Apollo Twin di Universal Audio, talmente fresca che è ancora sotto vetro...

Tante novità anche dalle grandi aziende. Qui la nuova interfaccia Apollo Twin di Universal Audio, talmente fresca che è ancora sotto vetro…

Probabilmente proprio a causa di questa frammentazione e riduzione del mercato, abbiamo assistito quest’anno ad un fenomeno positivo, la presenza massiva di novità non solo dalle piccole aziende, spesso motore dell’innovazione, ma soprattutto dalle major. La grandi compagnie hanno invaso il mercato di nuovi prodotti effettuando un ricambio forte nei loro cataloghi. Quando il mercato si restringe, o rimani competitivo o la tua fetta rischia di diventare ben presto trasparente. Sono momenti come questi in cui invece le aziende che lavorano bene riescono a conquistare nuove fasce di mercato puntando sui prodotti giusti e battendo la concorrenza.

C’è chi tra i giornalisti l’ultimo giorno parlava del Musikmesse più magro degli ultimi 20 anni, c’è chi già suonava il de profundis della grande fiera europea. Io personalmente non credo ad uno scenario così catastrofico. La fiera avrà ancora per diverso tempo un ruolo importante in questo settore, per molti motivi. Tuttavia è diverso tempo che esprimo le mie perplessità su di un format che rimane praticamente tale e quale da trent’anni. Le piccole fiere musicali, come quelle italiane, sono rimaste vittima della mancanza di prospettiva e visione; forse le due più grandi al mondo, Musikmesse e NAMM, avranno a disposizione un po’ più di tempo per cambiare, e cambiare molto.
In un mondo che cambia così velocemente però non bisogna aspettare, bisogna giocare d’anticipo.

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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