Recensione TC-Helicon Harmony Singer

Quante volte da chitarristi e cantanti avete sognato di poter avere una scatola magica che facesse i cori per voi, così da avere parti più coinvolgenti sia quando si suona con la band che quando si fa uno show solo acustica e voce?
Ci sono ovviamente già dei pedali o effetti harmonizer per la voce, però tutti, o quasi, prevedono l’impostazione di una tonalità per riconoscere quali armonie realizzare e quindi sono per lo più poco pratici e poco flessibili, mentre tutti noi chitarristi sappiamo che tra suonare, cantare, ricordare i testi e gli accordi, il tip-tap con i pedali e i monitor che non vanno mai bene, vogliamo qualcosa di più semplice possibile. Poco sbattimento e molto rendimento, insomma.
Forse l’abbiamo trovato, il TC-Helicon Harmony Singer è il nuovo pedale della casa danese che riconosce automaticamente gli accordi della nostra chitarra, elettrica o acustica, e armonizza cori fino a 2 voci.
Prima di ‘cantare’ vittoria però, come nostro solito, abbiamo voluto provarlo a fondo.

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Presentazione

Il TC-Helicon Harmony Singer è un pedale in formato stompbox delle dimensioni classiche di tutti i nostri pedali per chitarra, trova quindi il suo spazio ideale nella pedaliera anche se il piede in gomma nella parte inferiore ne permette anche un utilizzo stabile appoggiandolo semplicemente a terra.
L’alimentazione avviene tramite un alimentatore esterno, niente batterie poichè il pedale necessità di 12V in continua e almeno 400mA di corrente assorbita. L’alimentatore è incluso nella confezione e garantisce anche l’alimentazione phantom, sempre inserita e non disinseribile, per un eventuale microfono a condensatore. Occhio quindi a non attaccare microfoni a nastro, c’è il rischio di giocarseli. Con i microfoni a condensatore e dinamici invece nessun problema, solo plug-and-play.

Il pedale è costruito molto bene: chassis in metallo piegato molto resistente ma abbastanza leggero, lo switch è morbido e senza scatto, le manopole sono in plastica ma ben fissate così anche come i connettori e la placca posteriore in metallo.

Vediamo nell’ordine i diversi controlli e input/output ed a cosa servono.

Pannello Superiore

  • Switch in metallo per l’attivazione delle armonie;
  • Pulsante “Tone” per attivare il processing automatico con deesser, equalizzazione e compressione;
  • Manopola “Harmony” per selezionare il tipo di armonia;
  • Manopola “Level” per impostare il volume del coro rispetto alla voce principale;
  • Manopola “Reverb” per impostare uno dei tre riverberi a disposizione tra Room, Club e Hall ed il rispettivo livello dry/wet.

Pannello Posteriore

  • Attacco per l’alimentatore esterno;
  • Mic input e Mic output XLR bilanciati a cui collegare l’ingresso e l’uscita microfonica;
  • Porta USB per eventuali aggiornamenti futuri del pedale da parte di TC-Helicon.

Pannello Destro

  • Ingresso jack da 1/4″ per la chitarra;
  • Pulsante Mic-Control per attivare il pedale tramite il comando sul microfono opzionale TC-Helicon MP-75;

Pannello Sinistro

  • Instrument Thru da 1/4″ per uscire con il segnale della chitarra verso un amplificatore, sistema PA o altri pedali;
  • Pulsante “Ground Lift” per eliminare eventuali interferenze di rete;
  • Controllo “Mic Gain” per regolare il livello dell’ingresso microfonico così che non saturi o non sia troppo basso.

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La Prova

Iniziamo con il dire che l’ho trovato per molti aspetti un pedale facilissimo da usare. Tuttavia è giusto aggiungere che i pedali harmonizer sono sempre insidiosi per natura, per due ragioni: non avendo algoritmi di correzione dell’intonazione non farà magie, se si canta stonati anche i cori saranno stonati, e il risultato sarà veramente orribile; se non si sceglie bene il tipo di armonizzazione da utilizzare a seconda della canzone i cori potrebbero risultare troppo alti in intonazione o troppo bassi ed il pitch shifting, per quanto intelligente, li renderà artificiali e poco gradevoli.

L’Harmony Singer ha otto impostazioni di armonia vocale, con un massimo di due voci oltre la nostra da scegliere sempra tra terze e quinte nella nostra ottava o in quella inferiore. Troviamo nell’ordine:

  • 6a sotto + 5a sopra
  • 4a sotto + 3a sopra
  • 3a sopra
  • 5a sopra
  • 3a sopra + 5a sopra
  • 4a sotto
  • 6a sotto
  • 4a sotto + 6a sotto

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Una volta che si prende un pochino la mano con i livelli sia dei cori e del Mic Gain, il pedale ha bisogno di poco o nient’altro. Basterà scegliere il coro giusto per la canzone che farete. Ad esempio se il pezzo ha un ritornello che va molto in alto, è sconsigliabile aggiungere la 5a sopra perchè risulterà artificiale e sembrerà come aver assunto Alvin Super-Star come corista. Lo stesso discorso per canzoni in tonalità basse, andare nell’ottava sotto con i cori li farà suonare sgranati e poco udibili e in generale piuttosto scuri e funerei.

Fatta la scelta giusta invece, ed è un’abilità che si guadagna in qualche ora a smanettare, l’Harmony Singer sembra una scatola magica: ingrossa le voci, rende più belli i ritornelli e le parti salienti delle canzoni, supporta la voce e aggiunge quel tanto di riverbero e processing che fanno sempre sembrare la nostra voce più a fuoco e professionale.
E’ davvero bello sentire i cori cambiare con gli accordi, anche quando si mantiene la stessa nota vocale. Il riconoscimento di armonie minori e maggiori è davvero efficace, purchè gli accordi siano espliciti e non si dimentichi di mettere la terza o si eseguano accordi complessi che il pedale può fraintendere.

Quello che ho notato è che il pedale ha un gate interno, non regolabile, per cui le armonie vocali si attivano solo oltre un certo volume della voce, non troppo alto ma avvertibile. Se sussurrate nel microfono potreste avere un effetto attacca e stacca dei cori poco armonioso. Bisogna tenerne conto e regolare il proprio canto ed il gain di conseguenza.

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Il pulsante “Tone” va lasciato sempre inserito, a meno che un fonico voglia processare successivamente la vostra voce. Equalizza il segnale tagliando le basse più ‘boomy’, aggiunge presenza, comprime per dare spessore e diminuisce le sibilanti. La voce in generale suona sempre meglio quando è attivato, anche su impianti di non eccelsa qualità.

I riverberi sono di buon livello. Non sono eccezionali, ma questo è un pedale harmonizer, vanno benissimo giusto per non lasciare la voce troppo asciutta e per amalgamare i cori con la voce principale. Sinceramente non ho mai usato il riverbero Room, è troppo corto e tagliente, mentre il Club e l’Hall suonano bene a seconda del bisogno.

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Gli Esempi

In questa nostra playlist troverete un esempio per ogni tipo di impostazione coro disponibile sul pedale. Sono tutte molto belle e se scelte opportunamente possono davvero fare la differenza in un pezzo.

Per le registrazioni ho voluto simulare un live set chitarra acustica e voce, una classica situazione in cui questo pedale può fare tanto con poco. Quindi ho utilizzato una chitarra acustica con un po’ di delay dove serviva, un microfono classico da live e abbastanza secco come lo Shure Beta 57A, un mixer Yamaha con un po’ di delay sulla voce dove serviva e niente equalizzazione o compressione aggiunte. Niente altro, tutto il resto viene dall’Harmony Singer.

Un dettaglio che mi sembra non da poco da evidenziare è che il pedale ha memoria di quello che è stato suonato prima e mantiene la stessa armonizzazione fino all’accordo successivo, anche se non si sta più suonando. Inoltre utilizza un algoritmo che, immagino, somma le note nel tempo, permettendo di armonizzare la voce anche quando si suonano arpeggi o pizzicati in fingerpicking. Molto, molto smart.

Conclusioni

In conclusione posso solo dire che, avendo provato il pedale in diverse situazioni nel mio studio, in sala prove e in alcune serate live, si è sempre comportato molto bene. Più lo si usa e più si impara a prevedere il risultato e a non esagerare con i cori, cosa che all’inizio si tende a fare.

Bisogna imparare a gestire l’inserimento dei cori nella nostra routine della pedaliera, ed anche questo può richiedere un minimo di esercizio, ma se non avete altri effetti da inserire sarà molto intuitivo e difficile sbagliare.

La reazione generale del pubblico nelle serate in cui l’ho usato è stata di stupore prima, e di piacevole sorpresa poi. Tutti inizialmente si chiedevano dove fosse nascosto il corista, poi vedendomi premere spesso il pedale hanno capito e, sebbene lo temessi, nessuno mi ha detto di aver sentito la mancanza di un corista vero.

Il mio consiglio è di provarlo a tutti i cantanti/chitarristi. E’ difficile uscire dal negozio senza quando si comincia a capire quanto le canzoni migliorino con dei cori ben allineati. Il prezzo di 170 euro non è poi così alto per quello che fa e, a mio parere, li vale.

 

Info: www.tc-helicon.com

 

Luca “Luker” Rossi
Redazione ZioMusic.it

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