Recensione Schertler Yellow Blender

L’azienda svizzera Schertler è famosa in tutto il mondo per i suoi formidabili prodotti mirati alla riproduzione di strumenti acustici a corda. Il suo fondatore, il contrabbassista Stephan Schertler, dagli inizi degli anni ’80 cominciò una sua ricerca per trovare alternative di qualità superiore alla tecnologia piezoelettrica. Nel corso degli anni questa ricerca lo ha portato allo sviluppo di diversi brevetti internazionali, tra cui la tecnologia STAT, un pickup  elettrostatico da ponte per strumenti ad arco, così come anche la tecnologia “air chamber” di Schertler, usata nel sensore Lydia, un sistema sottoponte, combinazione di microfono a condensatore ed elettronica dedicata, per chitarre classiche e acustiche.

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Oltre ai sensori, Schertler costruisce anche sistemi di amplificazione per strumenti acustici ed ha esteso la sua gamma di prodotti anche ai sistemi wireless, ai preamplificatori e ad una nutrita varietà di accessori.

Il prodotto che abbiamo in prova, lo “Yellow Acoustic Class-A Blender”, è fondamentalmente un preamplificatore a due (+1) canali, con circuiti elettronici in Classe A per strumenti acustici e segnali microfonici che, grazie a una quantità di funzioni e controlli, permette molte configurazioni ed utilizzi diversi.

Prima impressione
Lo Yellow arriva in una bella custodia di nylon imbottita nella quale è contenuto anche un’alimentatore da 24 V. Si presenta benissimo fin dall’inizio: il case in alluminio anodizzato color azzurrino che contiene l’elettronica è leggero, robusto e molto stiloso. Un design  sofisticato, bello da vedere e toccare.  I controlli rotatori e gli switch sono tutti di metallo e i connettori rigorosamente Neutrik. Grazie ad un apposito attacco filettato sul retro, Yellow può essere fissato anche all’asta di un microfono.

Nel dettaglio
Il lato superiore presenta gli ingressi dei due canali completamente indipendenti Microphone (XLR, bilanciato) e Instrument (jack, sbilanciato), oltre alle prese jack Send e Return per il collegamento di eventuali processori. Troviamo inoltre una presa cuffia mini-jack.

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Nella parte bassa del Yellow troviamo un’uscita master bilanciata (XLR), un’uscita master sbilanciata (Jack), una uscita DI e il connettore per l’alimentazione DC 24V.

yellow_mic_channelIl canale Microphone è fornito di controllo gain (con un LED rosso ad ore 10), di un’equalizzatore a 4 bande e del controllo Send1 per la gestione della mandata effetti. Il canale microfonico è dotato anche di un notch filter, denominato Reson, per il controllo ed eliminazione del feedback generato dalle basse frequenze. Tramite uno switch è possibile scegliere tra due frequenze d’intervento, 150Hz o 220Hz e con un controllo rotativo si imposta la quantità di intervento, da flat a -20dB.

Altri tre controlli a tasti attivano l’alimentazione phantom, nel caso d’utilizzo di microfoni a condensatore, un pad di riduzione gain da -15dB e uno switch per l’inversione di fase, utile quando ci sono problemi di feedback o uno sfasamento tra i due canali.

Ovviamente c’è un controllo del volume del canale che interviene su Send1, Di-Out, Master-Out e Phones.

yellow_instr_channelIl canale Instrument è strutturato in modo simile a quello microfonico. Troviamo sempre un controllo gain con LED rosso, un equalizzatore a 4 bande, il rispettivo controllo Send e il controllo volume. Ulteriori controlli sono un pad di riduzione gain da -15dB, un filtro passa-alto (low cut) che taglia le frequenze sotto i 120 Hz, un filtro passa-basso chiamato  “Warm” che aiuta a smorzare un po’ le frequenze alte nel caso di utilizzo di pickup da ponte tipo il STAT. Sul canale Instrument è inseribile la phantom power a 10V, necessaria per alimentare microfoni electret e i sistemi della Serie Schertler Stat, Basik e Lydia.

Mancano all’elenco dei controlli solo il Master Volume e il controllo Return/Line-In. Effettivamente la mandata effetti send-return consente di collegare, in alternativa ad  un processore d’effetti, una terza sorgente sonora, con la possibilità di regolarne il volume grazie all’apposito controllo ‘Return Line-In’, trasformando così il preamplificatore in un potenziale mixer a 3 canali.

La prova
Ho provato lo Yellow Blender per tre settimane un po’ in tutte le salse e con vari strumenti e sono rimasto in primis impressionato dalla grande resa sonora e della pulizia del circuito in Classe A, con il quale Schertler è riuscita a migliorare ancora la performance delle precedente serie Pre-A di preamplificatori.
Anche se lo Yellow è sicuramente pensato maggiormente per l’uso dal vivo, per situazioni dove non si ha un proprio amplificatore per lo strumento acustico a disposizione e ci si collega a un amplificatore acustico, un impianto audio o un monitor attivo, devo dire che la grande flessibilità nella progettazione permette un utilizzo molto vario.

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Ho qualche preamplificatore di buona qualità in studio (Prism, Api, Telefunken, Trident) e devo dire che lo Yellow regge benissimo il confronto. La grande qualità dei componenti e l’eccellente manifattura si riflette anche a livello sonoro. Fa piacere lavorare con la sezione eq perché gli interventi si sentono, funzionano e sono sempre musicali. Le quattre bande sono fisse, con caratteristica shelving per le sezioni Low (+15/-23 dB @ 60Hz) e High (+23/-23 dB @ 12 kHz) e caratteristica peaking per le sezioni Low-Mid (+12/-12 dB @ 300 Hz) e High-Mid (+12/-12 dB @ 1.3 kHz). Il progetto risulta riuscito anche perché con i vari filtri “extra”, come il notch, il low cut e il passa-basso warm, si riesce velocemente ad intervenire su eventuali problemi in modo molto efficiente.

Dopo alcuni test con strumenti e microfoni diversi ho deciso di sfidare lo Yellow Blender con una chitarra acustica Starsun, di produzione rigorosamente cinese. E’ da anni la mia chitarra “da battaglia”, per la quale ho speso meno di 180 euro. Uno strumento con una tastiera decente e buona suonabilità ma con un suono modesto e molto medioso. Anche il piezo e l’elettronica non sono un granchè. Il risultato di questa sfida, dalla quale lo Yellow esce decisamente vincitore, lo potete ascoltare nel file audio qui sotto.

Nel file audio trovate per primo un sample della chitarra acustica registrata con il piezo in flat. Sono entrato direttamente nella mia scheda audio Fireface 800 senza utilizzare alcun tipo di eq dell’elettronica della chitarra (e si sente!). Nel secondo sample a seguire ho utilizzato il canale Instrument di Yellow, utilizzando l’eq a quattro bande. Nel terzo esempio audio del file ho collegato anche un microfono AKG 414 nel canale Microphone ed ho miscelato (blended) a mio piacere la quantità di segnale proveniente dal canale microfonico e dal canale Instrument. Veramente incisivo è il notch filter ‘Reson’. Facendolo intervenire in modo piùttosto importante sui 150 Hz ha immediatamente ridotto l’effetto “boomy” ma senza snaturare troppo il suono, in modo  molto musicale.
Ho fatto anche alcuni esperimenti nella sala che utilizzo per le lezioni di canto, che è provvista di due monitor wedge da 150W, simulando così una potenziale situazione live. Prima con l’AKG 414 e poi con un Shure SM58 ho creato i sample audio chitarra e voce che potete ascoltare qui di seguito.

In tutti file audio non è stato utilizzato nessun ulteriore processing in post-produzione. Quello che si sente arriva solo ed esclusivamente dallo Yellow.

Valutazioni finali
Lo Schertler Yellow Blender è un preamp in Classe A non solo per quello che riguarda i componenti e i circuiti elettronici. Anche design, manifattura e innanzitutto il suono sono di prima scelta. L’intelligente progettazione permette di sfruttare lo Yellow sia nelle applicazioni live che in studio in svariati modi, con grande flessibilità. Purtroppo anche il prezzo del Blender è di Classe A e ce lo aspettavamo. Lo street price si aggira sulle 680,00 Euro. Sono tanti soldi, la qualità si paga. Esiste anche un fratellino più piccolo, una versione monocanale (+1): lo Yellow Single, che è uscito recentemente e costa un po’ di meno (sulle 490,00 Euro). Comunque chi cerca un preamplificatore per strumenti acustici di alto livello per applicazioni live (e non solo) non può non fare i conti con lo Yellow di Schertler.
L’unica cosa che non sono riuscito a capire sinceramente è: perché si chiama “YELLOW”?

Info: www.schertler.com

Info: www.facebook.com/pages/Unplugged-Chitarre

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