Recensione RCF Ayra 8 e Ayra 10 Sub

Quando RCF ha annunciato che era in procinto di lanciarsi anche nel mercato dei monitor da studio e home recording, tanti si sono chiesti perchè non l’avesse fatto prima. Avendo un know-how così elevato nella costruzione di diffusori professionali poteva sembrare un passo alquanto logico, anche perchè RCF è uno dei pochi costruttori al mondo in grado di progettare e realizzare completamente trasduttori, diffusori, amplificazione, cabinets ed elettroniche di controllo. Invece l’azienda di Reggio Emilia ha aspettato più di 60 anni per presentarsi nel 2010 con la serie di reference monitor Mytho (con due modelli con woofer da 6,5” e 8”) e nel 2012 con la Serie Ayra, una linea di monitor più mirato al home recording.

La serie di diffusori attivi Ayra si compone di tre modelli, più un sub, ovvero: Ayra Five, Ayra Six e Ayra Eight, alle quali si può affiancare il subwoofer Ayra Ten Sub.
Noi per la recensione ci siamo fatti spedire una copia del modello più potente, Ayra 8, e già che c’eravamo anche il subwoofer Ayra Ten Sub.

Panoramica e prima impressione:
L’Ayra Eight è uno studio monitor attivo a due vie progettato per un ascolto nearfield, equipaggiato con un tweeter da 1” a cupola morbida con guida d’onda, e un woofer da 8″ in fibra di vetro. Il cabinet è costruito in fibra di legno medium density e laccato di nero. Pesa 11 kg e le sue dimensioni sono di 38,4cm x 26,6 cm x 32,8 cm.  La risposta di frequenza a -3db si estende da 45 Hz a 20.000 Hz e l’amplificazione in Classe AB è di 80W per le frequenze medie e basse + 30W per le frequenze alte, erogando una pressione max SPL di 110 dB.

Il subwoofer attivo Ayra Ten Sub, come si capisce già dalla sigla, monta un altoparlante da 10″ in fibra di vetro ed è progettato per essere utilizzato unitamente agli studio monitor serie AYRA ma, volendo, ovviamente anche per l’utilizzo come subwoofer stand-alone. Dotato di amplificazione in Classe AB (250W), ha una risposta di frequenza da 35 Hz a 130 Hz e una pressione max SPL di 113 dB. Come forma è praticamente un cubo (38,4 cm x 35,6 cm x 40,3 cm), pesa quasi 17kg e come l’Ayra Eight è costruito in MDF e laccato di nero.

Il look dell’Ayra Eight come anche del sub è molto elegante. Le accurate finiture in nero semi-lucido in contrasto con il cono bianco risultano molto stilose, schiacciando un po’ l’occhio alle amate/odiate Yamaha NS-10, diffusori messi sul mercato verso la fine degli anni ’70. Creati inizialmente per il mercato home audio, sono poi invece diventate i monitor da riferimento negli anni ’80, ancora in uso in tantissimi studi di registrazione.

La manifattura dei cabinet Ayra è veramente ottima. Grande robustezza ma con eleganza, grazie anche agli angoli e bordi smussati. La grande cura per il progetto e il design viene confermato anche da features come la verniciatura anti riflesso del frontale, la waveguide di precisione per il tweeter, l’apertura bass reflex frontale e una bella griglia di protezione per l’altoparlante del subwoofer.
Nell’angolo in basso sulla destra dei woofer si trova in bianco e nero il logo retroilluminato dell’azienda, che si accende quando i monitor sono in funzione. Very cool!

Ingressi e controlli
Tutti gli ingressi e  controlli necessari si trovano nel pannello posteriore dei monitor.

Su quello dell’Ayra Eight sono presenti ingressi bilanciati XLR, come anche Jack e RCA sbilanciati. I controlli sono gestiti da due manopole: un trim per le alte frequenze con quattro step (–2dB, -1dB, 0dB, + 1dB) e un controllo continuo per la sensibilità di input (da ∞ a 0 dB). Tra il connettore per l’alimentazione e il tasto di accensione è anche presente un selettore per i 115V e i 230V.
Il subwoofer Ayra Ten sub invece presenta sul retro due ingressi XLR bilanciati L/R e due uscite crossover  XLR bilanciati L/R. Tramite due manopole si può controllare la sensibilità dell’input (da ∞ a 0 dB) e regolare un filtro passa-basso selezionabile (da 50Hz a 130hHz) per determinare la frequenza di crossover del sub e la frequenza crossover in output. Ci sono anche un ingresso e un’uscita stereo in RCA e due ingressi jack L/R. Un microswitch permette di invertire la fase del sub.

La prova
Ho potuto provare per circa un mese le performance delle Ayra Eight e il Ten sub in due ambienti diversi del mio studio. Una stanza è abbastanza piccola (3mx4m), trattata acusticamente con trappole per medie/bassi e panelli risonanti, facendola risultare molto “ferma”. L’altro ambiente è una regia di circa 25mq, sempre trattata accuratamente a livello acustico con vari tipi di trappole, diffusori ecc., e dove di solito la fanno da padrone due monitor Dynaudio BM15. Nell’ambiente multiuso più piccolo ho testato solo le due Ayra 8, invece nella regia più grande ho montato anche il subwoofer.

Il set up del sistema monitor + sub è semplicissimo. Va speso un po’ di tempo per trovare  la frequenza ottimale di crossover del sub, che dopo un po’ di esperimenti ho settato tra i 70Hz-80Hz. Scrivo “tra”, perchè con questo tipo di controlli non è mai facile essere molto precisi. La sensibiltà di ingresso invece l’ho impostata a ore dodici, ovvero a circa +6dB.

Durante il tempo di prova ho svolto tutti i tipici lavori di registrazione e mix con queste casse, ascoltando inoltre tutti i miei cd preferiti di referenza, da Donald Fagen ai Foo Fighters, da Michael Jackson ai Nickelback, da Dvořák a Miles Davis e un bel po’ di materiale house, dance, dub, elettropop e hip-hop dell’ultima generazione.

In ascolto
La cosa che impressiona di più è la grande potenza delle Ayra Eight! Anche la resa dei bassi dei due monitor è sorprendente. Devo dire che con questo modello non ho sentito neanche tanto la necessità del supporto di un sub, in particolare nell’ambiente più piccolo. I bassi sono profondi, fermi e con risposta veloce. Grancassa e basso vengono  riprodotti con allegria e senza distorsioni, anche con volumi importanti. Le medio-basse (160Hz-315Hz ) risultano equilibrate, come anche le medie (315Hz-2.5KHz).

Le frequenze medio-alte vengono emesse dal tweeter a cupola in modo abbastanza aggressivo, in particolare intorno ai 3000 Hz l’ascolto è un po’ duro. Sulla riproduzione delle frequenze alte niente da dire, la risposta è bella frizzante, senza però infastidire. Io mi sono trovato bene con una attenuazione del tweeter di 1 dB, che rende a mio avviso più equilibrata la performance del monitor in generale.
La copertura è buona, l’angolo di apertura di 110° in orizzontale (e verticale) offre uno sweet spot sufficientemente largo per non dovere rimanere per forza “imbalsamati” in una posizione fissa davanti ai monitor.
Forse all’Ayra Eight manca un po’ di definizione e focus, ma ricordiamoci che stiamo parlando di un nearfield che costa sotto i 250,00 Euro. (nell’online store di Lucky Music, per fare un esempio, vengono venduti a 239,00 Euro)

L’Ayra Ten Sub in aggiunta si è comportato molto bene. Come già detto, credo che potrà essere sfruttato ancora meglio in abbinamento con i due modelli più piccoli, Ayra Five e Ayra Six, ma questo non significa che non ha senso utilizzarlo anche con le Ayra Eight. Ho settato la frequenza di crossover nel punto dove le Ayra Eight cominciano ad essere un po’ meno performanti, intorno ai 70Hz. Effettivamente il sound con il sub risulta più completo, con basse riprodotte in scioltezza e con più definizione. Per quello che riguarda la potenza del sub vale lo stesso discorso delle Ayra Eight. Volume incredibile!

Non posso nascondere che inizialmente ho fatto un po’ di fatica a farmi piacere la timbrica delle Ayra Eight, essendo abituato alle Dynaudio BM15, che suonano completamente diverse, ma costano anche 5 volte tanto, perciò lungi da me fare qualsiasi confronto! Comunque col passare del tempo le mie orecchie si sono abituate alla resa e al sound diverso, e ho notato con piacere che i mix nell’ultima fase di “controllo qualità” (dicasi l’ascolto nell’impianto di casa o nello stereo della macchina) risultano precisi ed equlilibrati, che è la cosa più importante di tutte.

Conclusioni
I tecnici del reparto di sviluppo e progettazione di RCF si sono impegnati molto per creare un monitor di fascia bassa di prezzo, senza però sacrificare prestazioni, design e manifattura, e ci sono riusciti bene. A chi cerca dei nearfield potenti a un prezzo ragionevole consiglio vivamente di andarsi a sentire le Ayra Eight. A chi non bastassero i suoi bassi già piuttosto performanti, esiste nella famiglia Ayra anche il Sub Ten.

Nella stessa fascia di prezzo vi posso consigliare di ascoltarvi per un confronto le KRK RP8 G2 e le Yamaha HS80M.

Info: www.rcf.it

Guido Block
Redazione ZioMusic.it

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