Recensione Elektron Analog Four

Quando sei così geniale nella comunicazione come Elektron da realizzare un trailer promozionale per un prodotto del genere che potete vedere qui sotto, è normale che la curiosità per il tuo ultimo giocattolo salga alle stelle. Ed è proprio la cosa che è successa a me con il l’Analog Four di Elektron. Annunciato nel 2012 ma uscito nei negozi ufficialmente solo a gennaio 2013 e arrivato a noi tra i primi in assoluto grazie al distributore italiano di Elektron, Sound Wave.

Assurdo vero? Ma parliamo un po’ del dispositivo. L’Analog Four è un sintetizzatore analogico a 4 voci, una macchina con cui si possono realizzare davvero un mare di cose ma che, per sintesi estrema all’inizio di questa recensione possiamo dire essere l’attrezzo ideale per realizzare groove, basi e persino intere canzoni per musica elettronica, house, disco e sperimentale.

Il prodotto

L’Analog Four si presenta come una bella mattonella di circa 20×35 cm con un peso di poco più di 2 Kg. La prima cosa che ho notato quando l’ho aperto è l’aspetto solido e, provando senza accenderlo tutti i tasti e tutte le manopole, ho avuto l’impressione di un oggetto durevole con chassis in acciaio verniciato e parti mobili in plastica molto resistente. L’altezza di 6 cm è quella giusta, molto importante che non sia ne troppo bassa o troppo alta poiché questi oggetti vanno sempre assieme a console, tastiere e turntable ed è meglio che siano tutti allo stesso livello.
Le meccaniche dei pulsanti sono differenziate secondo l’utilizzo e questo da un buon feeling sui tasti e le manopole sono morbide, con un’azione progressiva lenta che può essere resa più veloce con una rotazione e pressione contemporanea, per effetti full-throttle o kill che si usano moltissimo su questi apparecchi. Precisione e funzionalità: un punto a favore.

Se guardo l’interfaccia vedo una disposizione abbastanza razionale e convenzionale che consente di smanettare velocemente. L’impostazione generale è quella del classico step-sequencer, poiché l’Analog Four di fatto lo è, pur avendo altre possibilità. In basso i pulsanti del sequencer a 16 step, con 4 pagine, per cui in totale si possono creare groove a 64 step; appena sopra una mini-tastiera da un’ottava per suonare e assegnare i suoni ai singoli step; sopra la tastiera i 16 encoder rotary-push per il controllo di tutte le funzioni in tempo reale; tutto a destra i tasti per attivare/disattivare le 4 tracce, effetti e controlli esterni; al centro i comandi di navigazione, trasporto ed il display; a sinistra la sezione master, volume canale, tasti funzione e banchi per cambiare i pattern salvati.
Una gran parte dei tasti hanno una doppia funzione, attivabile con il tasto ‘Function’, che consente di accedere ad altre utilities, questo ha permesso di risparmiare un po’ di spazio ma alcune combinazioni frequenti in questo modo sono un po’ macchinose.

Il retro ospita davvero tutte le connessioni di cui c’è bisogno:input e output stereo, cuffie indipendenti, controlli esterni, MIDI In, Out e Thru e la porta USB che fa diventare l’Analog Four una interfaccia in grado di comunicare con un computer e serve anche per fare upload e download di aggiornamenti e campioni.

La Prova

Inizialmente ho provato un po’ l’Elektron Analog Four attraverso i preset già inclusi e le canzoni demo già salvate nell’unità. E’ un’ottima cosa questa poiché tutti i suoni e i salvataggi di default possono essere ‘smanettati’ a piacere senza dovere per forza studiarsi tutto il manuale in maniera approfondita prima di metterci le mani sopra.

Per essere sinceri quando ho letto il nome Analog Four per la prima volta mi attendevo una macchina completamente analogica, sia nella creazione dei suoni che nel loro processing. La realtà è che questo Analog Four è l’unione di un sequencer a quattro tracce con un processo di sintesi ed elaborazione del suono a metà tra il digitale e l’analogico. Questo connubio consente di avere la ricchezza di un suono analogico dagli oscillatori fino all’uscita audio, attraverso la gestione digitale dei controlli invece si riesce ad avere l’editing ed il salvataggio di tutti i parametri, le automazioni, il controllo esterno via MIDI e tutte le funzioni che ormai sono indispensabili per la club music moderna. E’ una macchina completa quindi, che genera suoni di qualità con ottimi processori, filtri ed effetti.

La differenza con il digitale puro o i sequencer software, soprattutto per chi non maneggia queste macchine tutti i giorni, può non essere immediatamente percepibile. Tuttavia l’analogico permette una variabilità quasi infinita dei suoni, non è basato su campioni pre-registrati e in generale, se i processori usati sono buoni come in questo caso, da una profondità maggiore ai mix proprio perché non interviene alcun campionamento intermedio a comprimere i suoni.

Quello che mi è piaciuto di questo Analog Four è che, anche per un musicista come me che non fa clubbing tutte le sere ma ha già usato macchine del genere, in pochi giorni si può imparare ad utilizzarlo decentemente e con un po’ di preparazione di pattern e kit appositi si possono creare ottimi mix in poco tempo. Basta solo essere degli smanettoni, anzi è assolutamente necessario.

Per chi inizia la gamma di preset già disponibili è buona, e vi consiglio di scaricare subito i suoni aggiuntivi gratuiti dal sito Elektron. Essendo gestito via MIDI si possono purtroppo salvare ‘solo’ 128 suoni, 128 pattern e 128 kit. Per chi come me è abituato ai software è un po’ fastidioso non poter caricare tutte le librerie disponibili, a conti fatti però la scelta è comunque grande e dopo un po’ di giorni a capire quali suoni piacciono e quali meno si avrà la propria tavolozza di preset e di suoni creati preferiti.

Per chi invece è già esperto di synth e di sequencer di questo tipo non sarà per nulla difficile inizare a farsi i propri suoni partendo dai due oscillatori, sub-oscillatori, filtri e compagnia bella. La qualità qui è garantita.

La sezione parametri ed effetti è quella classica di ogni synth analogico, descriverla un punto alla volta richiederebbe pagine e pagine che annoierebbero soltanto. La gestione dei parametri sullo schermo piuttosto piccolo è comunque efficace anche se da questo punto di vista qualcosa si potrebbe migliorare soprattutto pensando agli ambienti bui in cui solitamente si usano questi ‘giocattoli’.
Un’altra cosa che mi piace è che i invece di andare a cercare tutte le volte i propri effetti e parametri preferiti, per ogni kit si possono memorizzare dei controlli nella sezione Performance per riunire parametri di sezioni diverse e avere 10 controlli rapidi da usare subito. Se poi si entra nei rispettivi menù tutto è modificabile, tutto è assegnabile, sincronizzabile con dispositivi esterni e la flessibilità è infinita.

Conclusioni

Pur essendo un chitarrista sono un musicista che considera tutta la musica importante, elettronica inclusa. Tuttavia credo che la maggior parte di queste macchine, che hanno potenzialità enormi e capacità sonore notevolissime, vengono usate nei club per spalmare ore ed ore di groove di banalissima cassa in quattro quarti.
Considerazioni musicali a parte questo Analog Four è in grado di fare questo ‘sporco’ lavoro alla grande, senza troppa pena e permette di farlo anche ad un utente neofita nel giro di pochi giorni. Le sue potenzialità vanno molto oltre questo, permettono di fare musica vera, e aggiungendo questa macchina a setup più complessi si possono creare cose davvero interessanti.

Dal punto di vista dei suoni devo dire non ho trovato nulla di veramente nuovo, ma la qualità della sintesi è ottima. Si possono riprodurre più o meno tutte le sonorità classiche e cercare combinazioni originali e avere una macchina che sarà perfetta per il clubbing di qualsiasi genere.
Gli effetti interni non sono molti ma sufficienti ad ottenere un buon numero di variazioni e transizioni, potete applicarne di esterni e aumentare così il vostro arsenale.

Una piccola nota negativa, che doveva essere risolta con l’aggiornamento del firmware ma non lo è stata del tutto, è l’instabilità dell’unità su alcune funzioni quando è collegata via USB. Diverse volte ho dovuto riavviare l’Analog Four. Scollegata dal computer invece non ha dato segni di malfunzionamenti.

Veniamo al discorso prezzo. Il costo dell’Analog Four è di 1099€, un prezzo già da materiale professionale, ed infatti il target di questa macchina è proprio quello, poiché penso che chi voglia risparmiare sulla qualità dei suoni e sulla versatilità opterà per una soluzione software, visto che ormai ce ne sono molte.
A livello di concorrenza ad un su qualità comparabile, anche se ci sono alcune differenze importanti, possiamo dire che la Tempest di Dave Smith costa poco meno del doppio, per cui l’Analog Four è comunque concorrenziale a questo livello.

 

Info: www.elektron.se

Info: www.soundwave.it

 

 
Luca “Luker” Rossi

Redazione ZioMusic.it

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