Recensione Mesa Drive Pedals

Non ci capita spesso di poter recensire una serie intera di nuovi prodotti. L’occasione di questo inizio 2013 di avere tra le mani la nuova linea di pedali per chitarra Mesa Drive Pedals era troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire. Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare un servizio speciale con non una, non due ma ben quattro test in un solo articolo.
Per fare questo e non rendere il nostro articolo un ‘papiro’ lungo e pieno di dati tecnici (che potete sempre trovare sul sito Mesa Boogie), abbiamo deciso di darvi soprattutto la possibilità di ascoltarli a fondo, registrando decine di esempi con suoni diversi e tutto quello che siamo riusciti ad estrarre da queste ‘macchine del gain’.

La serie Mesa Drive Pedals

Questa nuova serie di pedali, arrivati nei negozi nel mese di gennaio, comprende quattro modelli:

  • Tone Burst: un booster di carattere con equalizzazione;
  • Grid Slammer: un overdrive semplice che rievoca sonorità calde e vintage;
  • Flux-Drive: un overdrive moderno e versatile, con molto gain ed equalizzazione;
  • Throttle Box: un distorsore cattivo, con due modalità di gain e filtro di taglio delle medie.

Fin da subito, appena tirati fuori dalle loro eleganti scatole nere questi pedali si sono presentati benissimo. Costruiti tutti a Petaluma, California, dagli stessi artigiani del suono che hanno ideato i rinomati amplificatori Mesa Boogie Mark Five, Dual Rectifier e TransAtlantic TA-30.
L’aspetto è semplice, la finitura eccellente, molto resistente con verniciatura industriale a prova di bomba, graffi e anni di dura vita on-the-road. Ognuno ha un suono colore: rosso per il booster Tone Burst, nero per il distorsore Throttle Box, azzurro e verde acqua mettallizzati per i due overdrive Grid Slammer e Flux-Drive. Questi ultimi due molto belli e stylish.

Sono pedali semplici, classici nell’approccio alla costruzione del suono e nei controlli. L’alimentazione è tramite batteria interna a 9V o alimentazione esterna (opzionale). E’ davvero scomodo che per la sostituzione della batteria bisogni svitare ben quattro viti e rimuovere tutto il fondo, ma ne guadagna la solidità dello chassis.
Unico footswitch di medio/alta durezza per ogni pedale e passaggio del segnale True Bypass quando il pedale è disinserito.
Non c’è molto altro da dire in generale su questa serie se non che danno l’idea della affidabilità assoluta. Ora bisogna sentirli, uno per uno, fino in fondo nella nostra prova completa. In ogni video troverete gli esempi dei pedali con visualizzazione dei setting sia del pedale che della chitarra.

La prova

Tone Burst

Questo pedale è in realtà un Booster/Overdrive poiché con i suoi +20dB di guadagno non è solo in grado e un secondo stadio di guadagno che comprime poco è in grado di fornire un innalzamento generale del segnale in entrata nell’amplificatore ma anche una piccola quantità di saturazione che aggiunge armoniche e grinta al suono in modo discreto.
Se settato tutto a ore 12 il Tone Burst è abbastanza trasparente e alzando il livello si ottiene solo aumento di volume. L’aumento del gain da tre quarti corsa in poi inizia ad aggiungere saturazione e un timbro brillante ma mai acido o troppo tagliente.

Un booster è un pedale che tutti dovrebbero avere nel proprio setup, questo Mesa è anche versatile, potendo equalizzare il segnale con Alte e Basse. L’ho provato su qualsiasi tipo di suono ed il miglior risultato, a mio parere, si ottiene sulle sonorità rock, arpeggi con molto attacco su suoni clean, boost su overdrive poco spinti per dare più grinta ed ha un ottima capacità di aumentare il sustain per gli assoli.
Ottimo pedale che da una leggera patina american-style al suono. Non perfettamente trasparente ma con carattere.

Ascoltatevi i nostri esempi registrati in questo caso con una classica Fender Stratocaster.

Grid Slammer

Dedicato alla riproduzione del classico suono overdrive caldo, vintage, con un gain che va da praticamente zero fino ad una buona dose ma senza mai sfondare nella distorsione totale.
Anche qui +20dB di guadagno sul controllo di Livello possono servire come boost se si setta il Gain basso, ma i suoni migliori si ottengono da un quarto fino a tre quarti del gain, li dove vive la saturazione dinamica, l’El-Dorado di ogni chitarrista che si rispetti con un buon amplificatore.

Non mi sbilancio troppo se dico che il Grid Slammer è il mio preferito della serie. Non è solo un overdrive, è un overdrive Mesa, il carattere si sente, in ogni suono, ed il controllo del Tono pur non avendo un impatto drammatico sui piccoli spostamenti regala sfumature preziose per i chitarristi che fanno della dinamica e del tocco il loro segno distintivo.
Non c’è niente di meglio di un pedale apparentemente troppo semplice per essere prodotto nel 2013 che però ti porta nel mondo di Jimi Hendrix, di Ritchie Blackmore, di Jimmy Page, di Eric Clapton e Albert King, ma è anche in grado di sfornare suoni moderni con una strizzata d’occhio alle timbriche retrò.

Proprio in virtù di queste caratteristiche ho deciso di registrare esempi non solo con la Fender Stratocaster ma anche con gli humbucker di una Gibson Flying V. Il Grid Slammer riesce a conservare ottimamente il carattere dei pickup, soprattutto quando sono buoni.

Ecco la Fender Stratocaster.

Ecco la Gibson Flying V.

Flux-Drive

Il Flux-Drive rispetto al Grid-Slammer è dedicato ai suoni più moderni, ha più riserva di gain ed una equalizzazione a due bande, per scolpire meglio il suono. Devo dire che sotto molti aspetti i due pedali sono sovrapponibili. Il Grid Slammer è più sensibile sul gain mentre il Flux-Drive ne ha di più e riesce quindi ad arrivare fino a suoni distorti. La grossa differenza sta nell’equalizzatore a due bande che consente di creare suoni più estremi o più versatili, insomma meno classici agendo sulle frequenze alte o basse.

Il tocco Mesa si sente sempre, è inevitabile, e lo trovo un pregio più che un difetto, visto che questi sono timbri che tutti cercano di copiare da anni. Se vi serve un overdrive tutto fare il Flux-Drive fa per voi. Ci sono poche timbriche che non riuscirà a coprire e la ‘grana’ della saturazione varia con il gain permettendo di variare da suoni più rifiniti a più garage.

Ecco i nostri esempi registrati con la Gibson Flying V, per sonorità che passano dagli AC/DC fino ai Foo Fighter al metal crunch alla Trivium.

 

Throttle Box

Qui entriamo nella zona del gain, gain e ancora gain. Si parte da crunch compressi fino ad arrivare alle distorsioni più moderne che hanno reso famosi gli amplificatori Mesa presso una parte consistente dei chitarristi metal di tutto mondo.
La particolarità del Throttle Box sta anzitutto nel piccolo switch centrale Lo-Hi. Questa levetta consente di accedere a due stadi di guadagno differenti: Lo, per distorsioni meno spinte a grana più grossa; Hi, per spingere fino in fondo sull’acceleratore e saturare il segnale fino all’ultima goccia.
Oltre a questo i controlli oltre a Livello e Guadagno, sono: Tono, per passare da un’enfasi sulle frequenze basse a un boost sulle alte; e Mid Cut, filtro che taglia più o meno le frequenze medie fino a raggiungere suoni scavatissimi molto moderni. Il Mid Cut su questo pedale è una risorsa importante, perché di suo il Throttle Box tende ad essere abbastanza medioso, soprattutto se usato con pickup humbucker, come capiterà nella stragrande maggioranza dei casi. Anche il Tono aiuta ed a me la prima metà non è piaciuta troppo, da ore sette a ore dodici tende a rendere il timbro un po’ plastificato, da metà in poi invece ridona la brillantezza originale ai pickup.

Questo pedale è una piccola testata Mesa in miniatura, quindi gli amanti del suono Mesa molto distorto lo ameranno, è come una firma inconfondibile. Se usato su un buon amplificatore valvolare si riesce ad ottenere anche una certa dinamica, anche se la tendenza genetica del Throttle Box è quella di comprimere un bel po’ il suono e bisogna giocarsela bene con combinazioni opportune di Livello, Gain e modalità Lo-Hi soprattutto negli assoli per non perdere tutte le sfumature, oppure mettere tutto al massimo per scaricare note come fosse grandine.

Ecco il Throttle Box suonato con la Gibson Flying V.

 

Conclusioni

Non c’è dubbio, siamo di fronte ad un’ottima serie di pedali boost, overdrive e distorsione. D’altra parte mi sarei stupito se Mesa avesse fatto uscire prodotti di qualità poco consona al suo blasone ed ai suoi prezzi.
Come detto sono rimasto soddisfatto di tutti, sebbene abbia apprezzato in particolar modo il Grid Slammer per la quantità di dinamica che restituisce.
I prezzi di questi pedali sono di 185 euro per Tone Burst, Grid Slammer e Flux-Drive e 205 euro per il Throttle Box. Costosi ma anche resistenti e di qualità costruttiva come pochi altri sul mercato non boutique.

Per versatilità eleggerei primi a pari merito il Tone Burst e il Flux-Drive, mentre per cattiveria il Throttle Box sbaraglia. Timbricamente il Grid Slammer è il più interessante, soprattutto guardando ad oggi dove il ritorno di molte rock band ai suoni vintage rende questo pedale di ispirazione ’70 probabilmente e paradossalmente anche più moderno degli altri.

Info: www.mogarmusic.it

Info: www.mesaboogie.com

 

 

 
Luca “Luker” Rossi

Redazione ZioMusic.it

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