Recensione Cubase 7

In più di vent’anni Cubase, il software professionale per la produzione di musica, si è evoluto in continuazione. I grandi cervelli teutonici di casa Steinberg in più di un’occasione sono stati dei veri pionieri. Ad esempio la tecnologia “VST” (Virtual Studio Technology), fondamentale per l’utilizzo di effetti e strumenti virtuali, è stata sviluppata da loro, così come l’architettura per audiostreaming “ASIO”, cioè il software che permette agli user di pc di suonare strumenti virtuali con latenza bassa.

L’ultima versione di Cubase non ha subito un semplice lifting, ma un grosso intervento di chirurgia estetica, come si poteva già dedurre dalla lunga lista di novità e miglioramenti annunciati sul sito di Steinberg: oltre al mixer completamente rinnovato Cubase 7, offre funzioni nuove e creative come Chord Track e Chord Assistance, VariAudio 2.0, nuovi strumenti e l’online recording tool VST Connect SE.


Installazione
L’installazione del software è stata veramente semplice, anche se è stato un po’ un trauma il forzato passaggio a Windows 7. Già perché Cubase 7 non funziona su Windows XP, perciò tutti gli user di PC che come me erano ancora affezionati al buon vecchio sistema operativo, devono per forza installare prima Windows 7 o Windows 8 se vogliono usare l’ultima versione del “cubo”. Per Mac è richiesto un sistema con processore Intel e OSX 10.7 (o più avanzato).

Una volta in possesso dell’ eLicenser, la solita chiavetta USB di Steinberg per evitare l’uso di copie piratate, ho semplicemente scaricato dal sito di Steinberg la versione zippata di Cubase 7 per Windows e trasferito sulla chiave la licensa di utilizzo, che abilita all’uso del software su qualsiasi computer, basta che l’ eLicenser sia collegata a una porta USB.

Il cuore del programma pesa solo 370 MB, tutto il resto dei 7 GB dei files installati è materiale additivo come VST Instruments con i rispettivi suoni e progetti demo.

Manuale e tutorials
Il manuale di 900 pagine (!!!) per adesso esiste solo in formato pdf in lingua inglese.
Molto belli sono come sempre i video tutorials messi a disposizione online, che permettono non solo di scoprire passo per passo tutte le novità dell’ultima versione di Cubase, ma possono essere considerati una guida significativa per tutti coloro che si sono decisi di optare per il software di produzione audio della casa tedesca.

Steinberg Hub
All’apertura del programma, dopo l’immagine splash che accompagna il caricamento, assieme all’assistente per i progetti, viene visualizzato lo Steinberg Hub, una nuova funzione che è stata integrata stabilmente nella nuova versione. Per chi ha collegato il computer della sua DAW in rete, qui può accedere alle varie info e update che riguardano Cubase, con un accesso diretto alla community. Chi invece come me, magari per semplici ragioni d’igiene di sistema, non è online con il suo computer dello studio si troverà affianco ai template dei progetti suggeriti da Steinberg un messaggio piuttosto dettagliato che segnala la mancanza di rete e l’impossibilità di connettersi ai servizi offerti.

Poiché ho installato Cubase 7 su un sistema vergine, non ho potuto appurare se l’utilizzo in parallelo di qualche versione precedente potesse magari creare qualche problema, ma leggendo i post sull’ottimo forum di Steinberg ho capito che non c’è nessuna ragione di preoccuparsi: l’installazione di Cubase 7 non compromette l’utilizzo contemporaneo di una versione più datata, una buona notizia per chi magari ha bisogno di finire ancora progetti con una versione precedente.

Prima impressione
Dopo l’azzurro di Cubase SX e la tendenza con le versioni successive di utilizzare dei cromatismi sempre più scuri, la nuova piattaforma in generale si presenta con una varietà di toni di grigio, che le dona una certa sobrietà.
A parte il nuovo mixer ed alcune nuovi funzioni sfiziose non ci sono da segnalare delle cose rivoluzionarie a livello del funzionamento. Significa che tutti quelli che hanno già lavorato con una versione precedente di Cubase non avranno alcun problema con il project window di Cubase 7.

Mixer? MixConsole!
Appena si apre il primo progetto, tutta l’attenzione è immediatamente calamitata dalla mixer window, completamente rinnovata. Sono sicuro che la maggior parte degli utenti inizialmente saranno abbastanza perplessi, ma direi che è normalissimo quando una parte così importante di un software è ridisegnata ex-novo.

La forza della MixConsole sta nella migliorata flessibilità del layout. La modalità a schermo intero e la libera scalabilità dell’intera interfaccia utente permettono l’adattamento alle esigenze più varie, dal notebook a schermi di grande formato.

Il fatto è, che in confronto ai mixer precedenti nella MixConsole adesso ci possono stare tante opzioni ed informazioni in più. Per fortuna garantiscono una buona visuale le configurazioni personalizzabili, che danno la possibilità di decidere in che modo vengono disposti EQ, processori di dinamica e mandate, e di salvare e caricare delle combinazioni personalizzate.
In tutto sono messe a disposizione quattro di queste
configurazioni layout, chiamate View-Sets.

Ci sono vari modi per decidere che cosa voglio o non voglio vedere nella mixer window. Posso scegliere di attivare o disattivare la panoramica dei canali, il meter bridge (secondo me un po’ invadente), la curva dell’equalizer, i rack dei canali, le immagini (già incluse nel programma, ma volendo anche personali) e un notepad per ogni canale e la sezione dedicata al monitoring.

Una bella idea è la funzione Channel Zones, che offre la possibilità di specificare quali canali usare e dove visualizzarli. Se la scelta dei tipi di canali visibili la conosciamo già da precedenti versioni, in Cubase 7 adesso è possibile ancorare i canali tutto a sinistra o tutto a destra del mixer. Questa funzione da velocemente accesso al canale desiderato e mantiene il canale sul quale voglio lavorare in una posizione fissa, davvero utile!

Bello che anche gli shortcut di restringimento/allargamento della project window (G e H sulla tastiera) adesso funzionano anche per la finstra della MixConsole. In questo modo si riesce sempre ad adattare e ottimizzare la visuale globale o più dettagliata dei canali in modo desiderato.

La MixConsole è divisa in varie sezioni (rack) che possono essere inserite a piacere nella parte superiore al mixer: Routing (assegnazione), Pre (filtraggio, gain e rotazione di fase); Inserts (insert), Equalizers (eq); Channel Strips (channel strip), Sends (mandate), Cue Sends (mandate cue), Quick Controls (controlli rapidi) e Device Panels (pannelli delle periferiche).

A parte la flessibilità guadagnata grazie al nuovo layout, MixConsole offre altre novità semplici ma molto funzionali che velocizzano il workflow: grazie alla funzione Quick Link System e Control Link Groups adesso è diventato facile collegare in modo temporaneo o permanente i canali o solo alcuni parametri selezionati.

Con la funzione di bypass globale si possano disattivare tutti gli effetti d’insert, send, channel strip o eq dei canali con un semplice click con il mouse, il che è fantastico per fare ascolti di confronto con il materiale di partenza. Altre novità per migliorare il flusso di lavoro sono la comparazione A/B di tutti gli effetti audio e VST-Instruments (niente paura, non comporta un caricamento doppio, perché la parte inattiva viene tolta dalla memoria), la funzione di ricerca dei plug-in e il supporto esteso per drag-and-drop che consente il trasferimento veloce delle impostazioni tra i canali.
Devo dire che dopo una prima fase smarrimento tutti i miglioramenti del nuovo mixer in pochissimo tempo sono diventati preziosissimi, a tal punto che mi sono chiesto come ho potuto fare senza queste features per così tanto tempo.

Channel Strip
Nella sezione mixer Steinberg ha puntato molto su un look da “console analogica” e si vede in particolare nella sezione channel strip. I sei slot a disposizione per ogni canale sono occupati da un noise gate, un compressore (a scelta standard, vintage e valvolare), un enveloper (per elaborare i transienti, maggiormente usato per materiale percussivo), un slot per effetti di saturazione (tape e valvolare) e un limiter (standard, brickwall e maximizer).

Sample audio: 
Batteria dry -> Eq -> Eq + Insert -> Eq + Insert + Send -> Eq + Insert + Send + Channel Strip

Per tutti gli utenti che non amano “spippolare” molto, il produttore Allen Morgan (Taylor Swift, Ninch Inch Nails) ha realizzato 150 preset per la channel strip, 150 preset per le tracce e molti preset di effetti. Tanta roba!

Manca all’appello solo l’EQ che come nuova feature può vantare un analizzatore di spettro integrato e altre funzioni utili, come la sezione pre gain, con filtri high e low cut e l’inversione di fase. In più adesso è possibile scegliere anche tipi diversi di eq per ogni banda. Per ogni canale tutti gli elementi del rispettivo channel strip sono liberamente collocabili, vuol dire che la loro successione può essere impostata semplicemente con la funzione drag&drop.

Volendo è anche possibile collocare il channel strip come unità con tutti i suoi elementi prima e non dopo il rack degli insert. Importante quando si vuole magari usare il channel strip per il “grosso” e dopo lavorare di fino con qualche plug in.

Voxengo CurveEQ
A chi non bastassero i filtri offerti nella sezione channel strip, Cubase 7 mette a disposizione anche la versione completa del plug in Voxengo CurveEQ, bellissimo EQ “spline” a 64 bande, estremamente versatile con modalità lineare e a fasi lineari. Il Voxengo è un attrezzo talmente complesso che si potrebbe dedicare un articolo solo a lui! L’analizzatore di spettro integrato consente di visualizzare, caricare e salvare curve statiche per applicare la risposta in frequenza di una sorgente ad una traccia audio. La ciliegina sulla torta è la tecnologia di “matching” che consente di analizzare lo spettro di una traccia audio e di trasferire questo spettro a un’altra traccia. Questo non significa che un brutto mix diventerà improvvisamente bello, ma può essere veramente di aiuto per capire dove manca o c’è di troppo nel qualcosa mix. Potente!
Nuovo Loudness Meter integrato
Negli ultimi anni il livello del loudness è aumentato drasticamente. Per essere preparati alle prossime battaglie nella “loudness war” Steinberg ha pensato di dare agli utenti le armi adeguate. Il nuovo loudness meter integrato oltre a fornire le classiche rappresentazioni visive di volume con scala digitale e RMS è anche compatibile con lo standard EBU R128, DIN e altre scale come per esempio la scala K-System sviluppata da Bob Katz.

Finestra Channel Settings ridisegnata
La finestra Channel Settings è stata ridisegnata per fornire l’accesso immediato a tutti i parametri, incluso il metering degli ingressi, le assegnazioni di routing, gli insert, la nuova channel strip con EQ, moduli di dinamica e AUX e le mandate Cue per le cuffie, più altre funzioni utili. Non serve più scorrere su e giù nel mixer per cercare delle cose o aprire e chiudere la finestra se voglio magari solo cambiare il canale sul quale lavorare o aprire un canale send fx con rispettivo plug in. Tutto è accessibile direttamente dalla finestra dei channel settings. Davvero comodo e ben riuscito!

Remote Control Editor
Il nuovo Remote Control Editor contiene il supporto nativo per molti controller in commercio, e consente di personalizzare il layout dei parametri degli effetti sulla superficie di controllo. Basta selezionare un controllo hardware e il parametro software da controllare. Tra i controller supportati ci sono Avid System 5 MC, Avid Artist Series, Mackie Control, Steinberg Houston, WK-Audio’s ID, Yamaha DM2000 e altri.

VariAudio 2.0
Tutti erano entusiasti quando in Cubase 5 è stato integrato stabilmente VariAudio, un software che permette di analizzare e intonare le tracce audio, schiacciando fortemente l’occhio a Melodyne. Nella nuova versione 2.0 si può editare diverse parti VariAudio all’interno di un unico editor ed è stato migliorato l’algoritmo di rilevamento delle note. VariAudio funziona meglio adesso ma siamo comunque ancora ben lontani da poter fare un vero paragone con Melodyne.

Traccia Accordi (Chord Track)
Oltre per la solita trasformazione di cantanti stonati in ugole d’oro, diventa molto interessante utilizzare VariAudio 2.0 in abbinamento con la funzione traccia accordi, una novità assoluta. Cubase può adesso rilevare dai dati MIDI esistenti la struttura armonica di un progetto e creare una traccia accordi con tutte le progressioni al posto giusto. In alternativa si può inserire ovviamente gli accordi anche a mano. Il chord assistant integrato può dare una mano e suggerire nuovi accordi basati su quelli già usati o vi può aiutare a generare qualsiasi tipo di struttura armonica, dal pop semplice alle complesse sequenze jazz.

Sample audio:
Voce lead con due armonizzazioni generate e poi editate con VariAudio 2.0 (vedi immagine sopra)

Con una traccia accordi attiva è possibile “istruire” tracce MIDI o VariAudio a seguire la progressione e creare nuove armonie basate sul materiale già esistente. In pratica le armonizzazioni suggerite possono essere molto utili in fase creativa, per esempio per creare un arrangiamento di cori con la nuova funzione “spread”, che aggiunge voci di soprano, contralto, tenore e basso. Bisogna dire però che il risultato sonoro è comunque un po’ artefatto e dubito che possa trovare spazio nel mix finale di una produzione professionale, a meno che non si punti proprio su sonorità del genere, come può accadere in produzioni hip hop e r&b. Comunque per chi al momento non ha sotto mano una corista, può essere molto comodo utilizzare in combinazione VariAudio e Chord Track per sviluppare le parti delle voci guida, per sostituire poi in un secondo momento le tracce create meccanicamente con voci vere.

VST Connect SE Performer
Con il recording tool VST Connect SE è possibile comunicare direttamente via internet con altri musicisti in tutto il mondo e produrre musica insieme. Questo software peer-to-peer, scaricabile gratis dal sito di Steinberg, fornisce talkback, chat, audio e video streaming in tempo reale, anche con musicisti che non possiedano Cubase! Fondamentale è ovviamente una connessione internet potente è stabile, con almeno 256 kBit/s di flusso dati in upstream. Anzichè usare una connessione wireless conviene collegarsi da entrambi le parti con un bel cavo ethernet direttamente al router e chiudere tutte le applicazioni Internet. VST Connect SE Performer utilizza una compressione di dati simile al mp3, la risoluzione audio è adattabile alla banda disponibile con cinque step che vanno da 128 kbps a 384 kbps. Il monitor mix per il musicista viene impostato semplicemente aprendo il plug-in VST Connect SE Cue Mix in un canale di gruppo o efx .
Non essendo collegato in rete con il mio pc in studio non ho potuto provare VST Connect SE Performer personalmente. L’idea è sicuramente bella.

Altre novità
La lista di nuove funzioni e miglioramenti è veramente troppo lunga per essere trattata a fondo in questa recensione. Va menzionato che la performance del computer è stata migliorata sensibilmente grazie alla tecnologia Asio-Guard, anche se al momento supporta esclusivamente i canali audio e VST Instrument, compresi i plug-in che da questi sono utilizzati. Steinberg ha annunciato che presto sarà possibile collegare e scollegare in tempo reale dall’ASIO Guard un canale audio o una traccia VST Instrument.
Molto interessante anche l’implementazione della tecnologia d’intonazione Hermode, che modifica l’intonazione delle note sintetizzate al volo per essere compatibile con la scala temperata, mantenendo allo stesso tempo la massima pure per gli intervalli di terza e quinta, soprattutto quando si combinano strumenti a intonazione variabile come fiati e legni con strumenti a intonazione fissa come chitarra e pianoforte.
Sono stati aggiunti altri suoni per HALion Sonic SE. La nuova Hybrid Expansion, che contiene 300 suoni ibridi con pianoforti, cori, archi e texture analogiche-digitali. Cubase 7 contiene anche 30 nuovi kit di batteria per Groove Agent ONE e 150 nuovi loop pattern prodotti da Allan Morgan, che personalmente però non mi fanno impazzire.

Cubase7 vs Cubase Artist 7
La versione Artist costa molto meno della versione Cubase 7 full, ma mancano delle cose interessanti. Ci sono il mixer nuovo e il channel strip, ma funzioni come Quick link come anche il nuovo loudness meter non sono inclusi. La traccia accordi è integrata ma senza chord assistant. Nella versione snellita, non si trova VST Connect SE, VariAudio, il Voxengo Curve EQ e alcuni plug, come il riverbero REVerence o il compressore multi-banda. Cubase Artist 7 offre 64 tracce audio, 128 tracce MIDI e 32 tracce instrument.

Valutazioni finali
Da vecchio steinberghiano ero veramente curioso di vedere, sentire e toccare con mano la nuova versione di Cubase. Il nuovo mixer (scusate…MixConsole!) richiede un po’ di tempo di rodaggio ma poi, grazie alla lunghissima lista di miglioramenti, è possibile godere di una flessibilità mai provata. Peccato che a livello grafico ci siano ancora tanti bug da togliere. Ogni tanto succedono delle cose strane: spariscono degli elementi (la barra con i nomi delle tracce), ci sono problemi di resize (fader che appaiono solo a metà), la visualizzazione dei send a volte impazzisce ecc. Tutte cose che comunque a breve Steinberg sicuramente dovrebbe risolvere con un update ufficiale che è stato annunciato per la seconda settimana di febbraio. Per il resto il sistema mi sembra molto stabile, non ho avuto un crash durante tutta fase del test.
Il channel strip è molto valido, suona bene e contribuirà a un prezioso risparmio di memoria RAM, come anche il loudness meter integrato, che compie una funzione per la quale prima bisognava sempre caricare qualche plug in.
L’integrazione del Voxengo CurveEQ troverà sicuramente tutti d’accordo, gran bel plug-in!
L’introduzione della traccia accordi per qualcuno può essere sicuramente preziosa in fase di songwriting o anche a livello didattico, ma personalmente non ci vedo tutta questa utilità.
Interessante la combinazione traccia audio con VariAudio 2.0 per l’elaborazione di voci da coro, anche se il risultato può al massimo fungere a livello di demo, in fase di composizione o come effetto sintetico voluto.
La possibilità di effettuare con VST Connect SE registrazioni via internet è una bellissima idea. Bisogna vedere quanto le risorse di banda incidono effettivamente sulla qualità delle registrazioni.

Conclusione
Cubase 7 è un software potentissimo con tante novità e miglioramenti rispetto alla versione precedente. Consiglio a tutti i Cubaser (e non) di fare l’upgrade (o comprarsi la versione full), e al team dei tecnici di Steinberg di uscire a breve con un update ufficiale per sistemare una serie di bug.

Info: www.steinberg.net

 

 


Guido Block
Redazione ZioMusic.it

  1. […] Da buon tedesco sono da sempre un felice utente dei prodotti Steinberg, ed ero curioso di vedere e sentire non solo le tante novità dei nuovi sampler e rompler, ma anche l’integrazione e il workflow con Cubase 7, che ho recensito all’inizio dell’anno. L’articolo in questione lo potete leggere QUI. […]

  2. […] nostri lettori più assidui probabilmente si ricorderanno la recensione del nostro super-crucco Guido Block all’uscita della versione 7 di Cubase, la digital audio workstation della software-house […]

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