Recensione Boss RC-20XL

Da molto tempo desideravo recensire questo tipo di pedale, le Loop Station, perché a differenza di molti altri pedali effetto, sono un vero e proprio complemento allo strumento. Il Boss RC-20XL, come del resto tutte le loop station, può essere visto come uno strumento da suonare assieme alla chitarra, al basso, alla tastiera o alla voce ed in quanto tale comprende la sfida di imparare ad utilizzarlo e cercare di creare qualcosa che sia più della semplice somma delle parti.

Ho scelto questo Boss, che si ripropone rinnovato da qualche anno nella versione XL, perché è la soluzione più ‘economica’ per avere qualcosa di professionale in questo campo. Facendo parte della serie Twin Pedals è un pedale doppio, con due footswitch per capirci, il che lo rende in grado di fare un gran numero di cose che si vorrebbero da un looper senza però occupare tutto lo spazio dei prodotti più grandi, completi e molto più costosi.
Non è un caso che anche Andy Summers nel suo tour reunion del 2007 con i Police ne avesse proprio uno nella sua pedaliera sul palco.
Questo giustifica in parte la mia scelta, il resto ve lo lascio scoprire con calma nella recensione e nei video che abbiamo realizzato.

Descrizione

Non voglio annoiare nessuno con cose già note o che si possono trovare in maniera estremamente dettagliata sul sito Boss (Link ). Mi limito solo a poche righe di commento a ciò che si trova nella confezione e qualche osservazione a prima vista su questo Boss RC-20XL.

 

Il pedale è appunto un Twin Pedal quindi occupa uno spazio circa doppio rispetto ad un classico stomp-box. La realizzazione solida e resistentissima è una delle caratteristiche migliori di Boss, che fa dei pedali davvero difficili da distruggere anche impegnandosi. I footswitch e i pulsanti sono rialzati rispetto alle manopole, così da scongiurare pedate fatali alle parti più delicate non i metallo. Tutto il resto è in acciaio spesso circa 1 mm, rivettato e incernierato molto bene. La verniciatura è ottima e la mascherina superiore è molto chiara. Sul fondo il vano pile si apre facilmente e due ampi piedini in gomma danno una stabilità perfetta a questo pedale.

Le pile, ben 6 batterie AA purtroppo, sono incluse nella confezione ma non vi dureranno molto. Giusto il tempo di fare un po’ di pratica e poi dovrete sostituirle. Questo pedale consuma un discreto quantitativo di energia e le circa 10-12 ore di autonomia della batterie se ne vanno alla svelta. Questo rende una scelta molto consigliata quella dell’utilizzo dell’alimentatore esterno. Qui devo fare una piccola critica. Un pedale di questo prezzo, oltre 200 euro, a mio parere meriterebbe di avere incluso nella confezione il suo alimentatore, che invece è venduto separatamente; sotto quest’ottica i circa 30 euro dell’alimentatore stabilizzato Boss da 9V e 4,5W non si spendono molto volentieri.

La prova

Ho cercato di mettere alla prova questo pedale su più campi, testando tutte le sue funzioni, e devo dire che l’ho trovato davvero competitivo.
Una caratteristica fondamentale in questo tipo di loop station è la precisione e la latenza zero che devono esserci tra la pressione del pedale e la registrazione/riproduzione. In molte pedaliere multi-funzione è integrato un looper ma difettano proprio su questo punto, vuoi per la bassa qualità degli switch, vuoi per il processing lento. Il Boss RC-20XL è una loop station dedicata ed il segnale non risente di alcun ritardo apprezzabile, nemmeno quando lo si spinge al limite, registrando molti layer o con loop molto lunghi. Oltre a questo la pressione sui pedali non è a scatto ma morbida e offre anche una certa resistenza al peso. Fattore quest’ultimo da non trascurare, sarebbe infatti spiacevole se alla minima pressione partisse un loop o si fermasse tutto. La durezza leggermente superiore permette infatti di appoggiare il piede sul pedale e attendere il momento giusto per premere senza attivarlo accidentalmente.

Demo 1

 Dimostrazione di un approccio a 360° alla loop station, utilizzando solo la chitarra per ottenere le parti di un’intera band: chitarra, basso e batteria.

I tre LED operativi (Rec, Play e Overdub) sono molto ben visibili e in tre colori, inclinati verso di noi ed al centro, per separarli nettamente da quelli delle funzioni sul pannello. I pulsanti se attivi si illuminano grazie ad un led centrale che fa immediatamente capire cosa è attiva e cosa no, il contrasto di colori delle manopole da anche da lontato un’idea precisa delle impostazioni e dei livelli.
La preamplificazione non è del tutto neutra, e chi utilizzerà questo pedale noterà una leggera colorazione sulle medie che si enfatizza man mano che il livello di input viene alzato. Con il potenziometro a unity gain, a ore 12, si avverte poco e anche oltre non è mai negativa se non quando si va a saturare, con il suono che diventa molto compresso, ma l’indicatore di peak aiuta a stare intelligentemente al di sotto di questa soglia. Attraverso un uso sapiente dell’input gain si possono adattare perfettamente tutti i tipi di chitarra, acustica, elettrica, con single coil o humbucker, e differenziare il volume di ogni parte registrata in modo da avere un mix efficace e non monodimensionale.
Il livello della riproduzione è sensibile quanto basta ed ha una buona dinamica. Peccato che non ci sia la possibilità di avere un pedale di espressione esterno per regolarlo live, sarebbe stato molto utile. I due ingressi pedale possibili sono per il cambio di frase memorizzata, sacrosanto, e per la funzione Reverse, forse non altrettanto indispensabile. Se ci fosse uno sviluppo successivo consiglierei proprio di evitare lo switch a pedale per il Reverse e inserire un controllo di volume per la base.

Veniamo alle funzioni più caratterizzanti di questo pedale. Tre principalmente: la funzione di quantizzazione, la registrazione multi-layer con possibilità di Undo e la funzione Auto Start.
La funzione di quantizzazione è una di quelle cose di cui non si percepisce immediatamente l’utilità, soprattutto per chi è già abituato ai looper, ma quando ci si fa la mano non la si lascia più. Live non è così utile ma se si deve studiare o registrare e memorizzare un loop è il modo migliore per ottenere un risultato preciso al millisecondo sul tempo. Grazie alla guida del tempo, il cui volume è regolabile e il cui suono è selezionabile tra diverse opzioni più o meno probabili, si può impostare un riferimento metronometrico acustico, tramite tap tempo via pulsante o pedale. Una volta fatto questo azionando la registrazione il pedale ci da quattro quarti di pre-conteggio, con lampeggio della spia rossa Rec, dopo i quali si inizia a registrare realmente, esattamente come su di una DAW. Nel momento in cui terminiamo la registrazione premendo di nuovo il pedale Rec/Play l’RC-20XL farà finire la registrazione al quarto successivo o precedente, secondo quale dei due si trovi più vicino all’istante di pressione del pedale. In questo modo il nostro loop è inizierà, finirà e verrà ripetuto esattamente a tempo ogni volta dando la possibilità di essere riprodotto su basi, sequenze, parti complesse con il proprio gruppo, senza generare quel fastidioso effetto delay che rende spesso inadatti questi pedali a suonare con altri. Non è tutto. Salvando il loop avremo salvato anche il tempo impostato, le modalità di esecuzione e il suono della guida prescelto.

Demo 2

 Esecuzione di Winter Canon, brano che ho scritto appositamente in stile contrappunto classico alla Bach, per dimostrare come questo pedale si presti anche a generi molto diversi.
In questo pezzo ho registrato prima una parte di basso che crea la base armonica per tutto il brano, salvandola in memoria. Su questa parte di basso eseguo prima una parte in minore in modalità Play. Successivamente eseguo una parte in maggiore ma in modalità Rec che farà poi da contrappunto all’ultima parte, sempre in maggiore ma più veloce.

La funzione Undo da la possibilità di cancellare l’ultima modifica fatta al vostro loop senza distruggere tutto. In questo senso, e su questa fascia di prezzo e dimensione, questa è una piccola rivoluzione. Chi ha usato una loop station sa quanto possa essere frustrante creare un loop con molti layer e magari sbagliare giusto l’ultima nota dell’ultimo livello e dover ricominciare tutto da capo. Con il Boss RC20-XL non ci sono più problemi, anche senza salvare il loop, ogni volta è possibile annullare l’ultima modifica fatta al loop cancellando la parte o addirittura ripristinandola. Sicuramente uno dei motivi per cui ho scelto questo pedale tra i tanti.

Demo 3

Dimostrazione della funzione Undo di questo pedale che permette di cancellare, ed eventualmente ripristinare, l’ultimo layer aggiunto al nostro loop.

Premendo il tasto Auto Start il pedale ci attende per registrare, non abbiamo bisogno di premere al momento giusto, basterà iniziare a suonare al momento desiderato e “lui”inizierà a registrare quando il livello dell’input supererà la soglia dell’udibile. Utilissimo quando si registra qualcosa di complesso e non si vuole complicare il tutto dovendo anche premere il pedale in contemporanea, utile con la propria band quando l’attenzione deve essere rivolta altrove, utile se non si è ancora troppo pratici e si vuole semplicemente registrare al momento della prima nota.

Un’altra cosa per cui questo pedale è straordinariamente utile, non esagero, è lo studio. Non solo l’abitudine ad accompagnarsi e fare le parti soliste da una consapevolezza maggiore di quello che si fa ma anche l’attitudine alla registrazione aumenta, soprattutto se esercitata di continuo. I grandi sembra che non sbaglino mai, in realtà sono molto esperti e preparati. In questo un pedale loop station aiuta molto a migliorare con obbiettività.
Inoltre attraverso l’ingresso ausiliario possiamo registrare da una fonte esterna come un lettore Mp3, il computer e così via. Possiamo imparare gli assoli suonandoci sopra e addirittura rallentare le parti registrare con il tap tempo per procedere passo passo. Un’ottima idea questa.

Ci sarebbero molte altre cose da dire su questo pedale ma per non essere troppo prolisso vi lascio alle diverse demo che ho girato per questa recensione e che potete guardare sparse per questo articolo ed infine a qualche conclusione finale.

Demo 4

Utilizzo creativo della loop station per creare un loop inusuale in stile latin hip-hop sfruttando parti percussive di chitarra, la funzione Reverse per ottenere accordi in stile pad di tastiera e un effetto scratch tipo DJ turntable.

Conclusioni

Per chiosare ancora poche parole riassuntive e qualche giudizio sintetico.

L’RC-20XL è un ottimo pedale loop station?
Certamente si.

Può essere considerato la miglior soluzione nella sua fascia di prezzo?
Considerando che funziona anche a batteria e l’alta qualità costruttiva, probabilmente si.

E’ un pedale facile da usare?
Sicuramente vi aiuterà con le nuove funzioni sopra descritte ma se pensate che farà tutto da solo sbagliate, alla fine sentirete esattamente quello che avete suonato. Intelligentibus pauca…

Ci sono delle cose che miglioreresti?
Non posso dire di no. Alcune cose le ho già dette. Aggiungerei l’alimentatore nella confezione, toglierei la funzione Reverse perché poco utile e credo aggiungerei la possibilità di avere un pedale volume esterno per il loop. Un ingresso XLR al posto del TRS sarebbe stato preferibile per il microfono. Se il numero di 11 loop memorizzabili e 16 minuti di tempo registrabile è buono, l’assenza di una memory card estraibile si fa sentire per chi ne vuole fare un utilizzo intenso.

Il Boss RC20-XL suona bene?
Senza dubbio ha la riproduzione migliore che ho sentito in giro.

Qual è il miglior pregio ha questo pedale?
Questa è una bella domanda e mi faccio i complimenti per essermela posta. Il miglior pregio è che unisce un buon numero di funzioni ad un livello professionale e che più lo si usa e più si trovano modi nuovi e spettacolari per utilizzarlo, coltivando la creatività e soprattutto la qualità di chi suona.

Luca “Luke Reds” Rossi
Redazione ZioMusic.it

 

Vai alla barra degli strumenti