Spectrasonics Trillian

Dopo anni di sviluppo, Spectrasonics ha presentato l’anno scorso il nuovo virtual instrument Trilian, il successore del Trilogy bass module, software di grandissimo successo del produttore americano. Progettato da zero Trillian viene descritto come lo strumento per creare bassi acustici, elettrici e synth più versatile del momento. Si presenta con una libreria di ben 34GB!

Di fatti per installare tutto il materiale contenuto nei 5 DVD che si trovano nella confezione assieme al manuale multilingua ho impiegato quasi quattro ore! L’autorizzazione invece richiede poco tempo, sempre che si ha una connessione Internet a disposizione, perchè questo è l’unico modo. Basta registrarsi sul sito della Spectrasonics, entrare nel proprio account creato e tramite numero di serie e challenging code creare con una specie di keygenerator il codice di autorizzazione. Chi non ha una connessione internet sul proprio computer per il desktop recording deve comunque in qualche modo portare il numero di serie e challenging code su un computer collegato in rete, creare il codice, riportarlo sul proprio pc e inserirlo nel form di Trilian dedicata all’autorizzazione.

Beh…posso già anticipare che è valsa la pena di avere un po’ di pazienza durante l’installazione: Trilian in questo momento è sicuramente il virtual instrument per i suoni di basso più avanzato è completo sul mercato! Molto flessibile ed eclettico, contiene al suo interno in un unico motore ed un’unica interfaccia, suoni di basso di ogni tipologia, dal contrabbasso al Moog Taurus passando per tutti i più famosi bassi elettrici. Oltre ad altre particolarità quali ad esempio, il Chapman Stick. Con un’interfaccia nuova e innovazioni di software, Trilian è il primo software di nuova generazione della Spectrasonics a 64-bit, basato sul già noto STEAM Engine di Omnisphere (il successore di Atmosphere), altro fantastico software della Spectrasonics, che assieme a Stylus Rmx hanno in pochi anni rivoluzionato il lavoro di tutti i produttori del mondo, in particolare l’industria di film e fiction sembra non poter più fare a meno delle genialiate di Eric Persing, mente e corpo della Spectrasonics, per le loro colonne sonore.

Trilian è un software cross-platform ed offre la piena compatibilità su sistemi Apple Macintosh OS X 10.4 (e superiori) in formato Universal Binary ed è compatibile con Microsoft Windows XP/Vista. Sono supportati i formati Audio Units, VST, ed RTAS risultando compatibile con tutti i principali host esistenti.
Come già detto usa la tecnologia STEAM Engine, l’ultimo software con tecnologia core di Spectrasonics, ed è il primo virtual instrument ad integrarsi perfettamente con la libreria di Omnisphere, cioè vuol dire che da Omnisphere posso "vedere" e "browsare" il suoni di Trilian e combinarli con i suoni appunto di Omnisphere.

Faccio presente che per far girare veramente bene il software e sfruttare al massimo i suoni combo e multi ci vuole un computer bello potente (minimo Intel Core2Duo, 2.0 GHz, ma meglio più veloce) con almeno 4 giga di RAM!

La prova
Da frequente user dei prodotti Spectrasonics ero curioso di vedere quali fossero stati le evoluzioni di Trilian rispetto al suo predecessore. Anche se l’interfaccia di Trilian a prima vista è molto simile a Trilogy, le novità sono tante, cominciando con la cosa che ovviamente ci sta più al cuore: la qualità e veridicità del  suono, in combinazione con la possibilità di eseguire delle parti di basso che poi sembrano veramente suonati da un bassista. Bene, i bassi acustici ed elettrici in Trilian sono stati campionati ad un altissimo livello di dettaglio e la combinazione intuitiva del software rendono questo VST uno strumento straordinario!

Ma quanti suoni!!!
Trilian mette a disposizione più di 60 suoni di basso elettrico a 4, 5  e 6 corde, nelle variazioni delle tecniche fingered, picked, fretless, slapped, tapped e muted e sono stati campionati con l’aiuto di sei bassisti diversi. Per indicarne solo qualcuno, tra i bassi elettrici si può trovare un Music Man 5-string Studio Bass (il Bongo), il Chapman Stick (!), un Lakland™ Rock P-Bass, un Fender Jazz Bass "pulito", un Hardcore Rock Bass (sempre uno Stingray 5 corde suonato da Matt Bisonnette, molto potente!), e un divertentissimo Retro 1960’s Epiphone Viola Bass (tipo il Hofner ma con più pancia). Come già detto ce ne sono molti altri, compresi tutti i suoni che sono stati mantenuti da Trilogy (si si, anche il Jaco Bass!), appositamente rimasterizzati e dotati anche loro di più features di dettaglio. Come ulteriore regalino Spectrasonics aggiunge anche i mitici sample "Bass Legends" di Marcus Miller, John Patitucci e Abraham Laboriel.

Ma la novità più impressionante è sicuramente la qualità del nuovo basso acustico, lo strumento più dettagliato che Spectrasonics abbia mai rilasciato, con 4 canali audio e oltre 21.000 campioni! Il realismo del suono è davvero incredibile.

Come anche nei suoni dei bassi elettrici le variazioni grazie alle funzioni di legato, attacco, rilascio, glissato, staccato, armonici, stoppato sono moltissime. La combinazione della selezione intuitiva automatica del legato e rilascio e le variazioni  cosiddette "Round-Robin" introdotte per linee di basso con note ripetute – crea una suonabilità più dinamica e sottile. Le varietà di espressione ottenibili tramite i vari valori di velocity permettono parti che sembrano veramente autentiche.

Il reparto dei suoni di basso synth (ho scaricato la patch aggiornata dal sito della Spectrasonics) apre poi un mondo ulteriore sulle già vastissime applicazioni possibili. Synth, che sono stati campionati da sintetizzatori storici come Novation Bass Station, Yamaha CS-80, Cwejman Modular, Moog Minimoog, Little Phatty, Voyager, Taurus Pedals, Korg MS-20, Oberheim 2 voice, ARP 2600, Roland Juno 60/106, Waldorf Pulse, DSI Mopho and Tetra, Roland TB-303, SH-101, Metasonix KV-100 Assblaster, SE-1, Omega, ATC-1 e molti altri.

L’interfaccia
Bisogna dire che Spectrasonics come sempre è rimasto fedele alla filosofia di pensare che per creare bella musica bisogna inanzitutto divertirsi. Così l’interfaccia si presenta con una grafica piacevolissima e molto user-friendly. Chi non ha voglia di "spippolare" tanto si trova subito pronto delle patch che permettono di partire subito, basta scegliere uno strumento, caricarlo e via. Chi invece vuole entrare più profondamente nelle applicazioni di Trilian non ha che l’imbarazzo della scelta, le possibilità di trasformare il suono a proprio piacere sono enormi.

Così per ogni strumento si trovano nella pagina Main i controlli per le impostazioni generali, che variano leggermente da strumento a strumento, comunque sempre in modo molto musicale. Per gli strumenti elettrici si può scegliere la quantità di segnale dell’ampli e/o la diretta (in fase!), compressione ed equalizzazione più qualche controllo particolare come il wah-wah e altre possibilità di processare il suono, invece sul basso acustico ci si trova oltre al suono ripreso dal microfono e pick-up, il controllo sui rumori del tocco delle dita o il legato.

Se non vi bastano i controlli della pagina Main potete entrare nella pagina Edit per modificare anche drasticamente il suono, tramite modulazione, filtro, envelope e LFOs.

Per non parlare della possibilità di poter aggiungere altra effettistica nella pagina FX. Qui si possono scegliere tutti i tipi di effetti classici e non per il basso ed inserirli comodamente in un rack virtuale. Anche questa sezione è strutturata in modo molto semplice e gli interventi degli effetti sono sempre molto musicali. Integra 32 effetti come simulatori amp e compressori, EQ, riverbero e delay e molti altri processori che possono essere automatizzati o lavorare in real-time.

Live Mode…si suona!
Sempre seguendo l’idea che la musica in generale vada suonata, Eric Persing  ha voluto dare ai musicisti la possibilità di eseguire dal vivo delle parti di basso realistiche, con tutte le sfumature. Il Live Mode risponde solo a un canale midi, ma permette di saltare tra le patch "on the fly". Significa che posso caricare otto parti diverse e cambiarle al volo mentre suono, semplicemente schiacciando un tasto del registro basso della tastiera (che prima viene assegnato a ogni parte). Rilasciando poi il tasto nuovamente  si ritorna al suono principale. Questo permette una performance live molto articolata, ma sempre fluida.

Il modus Stack è un altra funzione utile, che permette di controllare l’alternare tra vari suoni, mappati a proprio piacere, tramite l’uso di commandi midi come control change, notes e velocity.

Non dimentichiamoci dell’ Arpegiattore! Ha tutti i feature necessari come lunghezza della nota, swing, octave, mode ecc. ed è facile selezionare fino a 32 tasti il "groove" voluto. Veramente divertente è la possibilità di poter far "mangiare" un qualsiasi file midi o per esempio un groove di Stylus RMX all’ arpeggiatore, tramite la funzione Groove Lock. Basta draggarli nella zona dedicata all interno di Trilian, tutto molto semplice.

Recording
Come sempre ho creato qualche esempio audio, che potete ascoltare in fondo alla pagina (Vai). I suoni sono veramente spettacolari e il workflow del software è eccezionale. Ripeto ancora che ci vuole un computer potente e tanta memoria ram per poter sfruttare al massimo tutte le qualità del programma. Questo non vuol dire che non gira anche con pc meno potenti, visto che esiste anche una versione "Lite" di ogni strumento, ma quando si creano delle patch belle pienotte e considerando il fatto che poi magari si vuole farlo girare assieme a Omnisphere o altri VST mangia-ram, sarebbe meglio essere provisto di un sistema adeguato. Anche una bella master keyboard con aftertouch è sicuramente utile per divertirsi al massimo.
Bisogna imparare a dosare le velocity, perchè le varie dinamiche rispondono a suoni anche molto differenti, ma dopo poco tempo la cosa funziona egreggiamente. Visto però che non sono il nuovo Stefano Bollani sono molto contento che quello che sto suonando viene registrato su tracce e canali midi divisi, così da poter aggiustare qui e la qualche nota. Editando le velocity ci si rende conto ancora meglio quanto dettagliato viene riprodotto il suono e la grande quantità di campioni che sono stati usati per una solo nota.
I suoni dei vari bassi sono tutti belli. Non c’è ne uno che non ha un suo carrattere e potrebbe diventare utile in qualche mix. Lo Studio Bass è quello più equilibrato e verrà utilizzato sicuramente in tantissime produzioni, spettacolare poi il basso acustico, bella l’idea di inserire il Chapman Stick. Visto che sono un rockettaro (e bassista) quello che mi esalta di più però è l’Hardcore Fingered Bass. Veramente heavy!
L’ho usato negli esempi audio per l’intro con gli armonici e la parte del groove rock, aggiungendo solo un pochino di chorus agli armonici. Per la parte centrale funky ho usato una patch combo del Modern Slap Bass con le varie altre articolazioni e infine c’è la sua maestà, il basso acustico. Per la parte della batteria  rock ho usato BFD invece sotto il contrabasso ho messo un groove tagliato ad hoc di Stylus RMX.
I bassi synth sono una vera forza della natura!!! Campioni potentissimi di tutti synth più amati, con ampie possibilità di editing per farci qualsiasi cosa! Potenza vera! Per il pezzo dance nel file audio da ascoltare ho usato le campionature di Minimoog, Oberheim SEM, Juno 60, Alpha Juno e Arp Odyssey.

Valutazione finale
Vedi sopra: Trilian in questo momento è sicuramente il virtual instrument per i suoni di basso più avanzato è completo sul mercato! (e come prezzo siamo sotto i 230 Euro. Halleluja!  n.d.r.)

ZioMusic ringrazia Midi Music, in particolare Gianfranco Milone del supporto tecnico.

Info: www.spectrasonics.net

Info: www.midimusic.it

YouTube: Eric Persing – Demo Trilian


 
Guido Block
 Staff ZioMusic

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