Intervista a Stef Burns

Settimana scorsa siamo andati a trovare Stef Burns al Live Forum di Assago in occasione della sua clinic organizzata da Lucky Music (Link), famoso negozio di strumenti musicali milanese.

Stef Burns è in giro per l’Italia in questo periodo come chitarrista per il Vasco Europe Indoor Tour, con Vasco lavora da quasi 15 anni e durante l’intervista che ci ha rilasciato ha confessato di sentirsi ormai come a casa nel nostro paese. Se molti qui lo conoscono solo per il suo impegno con il rocker di Zocca, è necessario dire che Stef Burns, oltre che aver prodotto due dischi da solista (“Swamp Tea” e l’ultimo "World, Universe, Infinity") e un bellissimo progetto con il chitarrista acustico Peppino d’Agostino "Bayshore road", ha avuto una carriera di altissimo profilo, suonando e collaborando con artisti di calibro internazionale quali: Michael Bolton, Alice Cooper, Y&T, Prince, Huey Lewis and the News a molti altri ancora.

Conoscere Stef è stata un’esperienza bella, una persona divertente e disponibile come poche se ne incontrano in questo ambiente. La sua capacità di far cantare la chitarra la si può notare anche nei suoi assoli con Vasco durante i live, ma durante i concerti con il suo Stef Burns Group e le clinic esce il carisma e la creatività melodica di un musicista che pensa la musica connettendo lo strumento al cervello e non solo alle mani.
In questi anni ho partecipato ad un numero incredibile di clinic, concerti e masterclass, e se la mia esperienza può avere qualche valore devo dire che vedere anche così tante ragazze e donne alla clinic di Stef mi ha fatto capire, oltre al fatto che è molto apprezzato dal gentil sesso, che la sua vena melodica anche nei lavori solisti lo rende capace di parlare a tutti, anche a quelli che non sono attirati dal semplice virtuosismo sulle corde, pavoneggiamenti spesso inutili a cui le chitarriste sono più immuni di noi.

Ecco cosa ci ha raccontato Stef e, mi raccomando non perdetevi i nostri video esclusivi tratti dalla clinic e il video con alcuni estratti dell’intervista, tutto anche su ZioMusic TV.

ZioMusic: Stef parlaci un po’ di queste clinic. Cosa suoni di solito e qual è il tuo programma?

Stef Burns: Durante le clinic di chitarra suono un po’ di pezzi dai miei due dischi “Swamp Tea” e “World, Universe, Infinity” e poi di solito suono anche su un paio di basi per dimostrare il blues in modo semplice. Questo mi permette di essere abbastanza flessibile e poi andare in direzioni diverse a seconda della serata. Parlo poi dell’importanza di ascoltare non solo chitarristi ma altri strumenti e farsi influenzare.
Poi ci sono le domande e si va nella direzione dove queste ti portano.

ZioMusic: Qual è la domanda che ti rivolgono più spesso?

Stef Burns: Quella che mi rivolgono in molti è come ci si senta a suonare davanti a 50 mila persone. Rispondo sempre: “Male, molto male” [ride]. Oltre a questo devo dire che le domande che mi fanno durante le clinic sono davvero molto diverse ogni volta.

ZioMusic: In “World, Universe, Infinity” tu suoni sia le chitarre che il basso e sei anche cantante. Sappiamo che hai inziato a suonare la chitarra quando eri molto piccolo, hai inziato a cantare subito oppure questa voglia di aggiungere anche la tua voce è venuta dopo?

Stef Burns: Direi subito. Quando ero giovane capitava di cantare dei pezzi. C’è anche una vecchia registrazione di quando ho nove anni in cui canto un pezzo. Nei dischi invece come voce solista “World, Universe, Infinity” è stata la prima volta. Capitava a volte con gli Y&T e anche Alice Cooper di registrare i cori nei dischi ma da qualche tempo ho iniziato a scrivere dei pezzi che mi hanno permesso di trovare la mia voce, il mio modo di cantare.
D’ora in poi scriverò per i miei dischi sia pezzi in cui canto che pezzi strumentali.

Stef in un momento ispirato durante la sua clinic.

ZioMusic: Nonostante la tua tecnica dal punto di vista chitarristico sia eccellente, tu non sembri un maniaco della tecnica, il tuo stile sembra molto naturale e passionale.

Stef Burns: Si, dici bene. Sostanzialmente il mio stile si basa sul blues e poi dal punto di vista melodico anche dal jazz e dal rock. La tecnica è importante di certo e ogni tanto vorrei averne anche di più di quella che ho, però è importante sapere che non è la cosa numero uno da tenere in mente quando si suona. Devi cercare di suonare con il cuore, con gusto; poi se quello che ti piace è suonare velocemente, essere uno shredder, allora fallo.
Quando ero giovane ascoltavo davvero tanto, ad esempio, chitarristi come Jeff Beck. Lui è unico, non si può essere come lui, ma mi ha ispirato davvero molto.

ZioMusic: Dopo tanti anni di carriera qual è il tuo approccio allo studio della chitarra. Hai ancora tempo per studiare e cercare cose nuove?

Stef Burns: In questo periodo mi preoccupo principalmente di scrivere pezzi nuovi, trovare nuove melodie e improvvisare. Di solito faccio un po’ di scale per riscaldarmi ma non molto di più. Quando ho tempo libero lo occupo a trovare cambi di accordi interessanti e melodie che si accompagnino bene.

ZioMusic: Qual è stata la situazione in carriera che hai trovato più difficile?

Stef Burns: Non è una cosa in particolare ma ciò mi riesce più difficile è stare fuori da casa per così tanto tempo. Ho due figli, uno grande, è un uomo ed è già andato via da casa e non mi c…a mai e questo mi fa un po’ soffrire; l’altro è più piccolo e mi manca tanto. A volte capita di non tornare a casa per più di un mese e allora sento molta nostalgia. Allo stesso tempo mi sento davvero molto fortunato di poter fare questo mestiere che mi piace.

ZioMusic: Quali sono secondo Stef Burns i comandamenti da non dimenticare mai per un chitarrista professionista?

Stef Burns: Bella domanda [Ride]. Bisogna cercare di suonare sempre con il proprio stile. Ascoltare davvero molto quelli che hanno suonato certe cose prima di noi. Suonare più che si può ma qualche volta stare anche zitti, evitare di suonare. Come nella vita quelli che parlano troppo annoiano, la stessa cosa nella chitarra. Bisogna saper dare spazio alla musica e valorizzare le pause.

ZioMusic: Vasco Rossi in Italia è il numero uno nel rock ed essere il suo chitarrista da così tanti anni ti ha fatto diventare uno dei chitarristi più conosciuti e apprezzati nel nostro paese. C’è anche un fan club dedicato a Stef Burns. Che effetto ti fa venire in un paese straniero ed essere così amato e come se fossi a casa?

Stef Burns: Voglio ricordare e ringraziare Damiano Lissi, creatore dello Stef Burns Fan Club che ha anche un sito e un gruppo su Facebook (Link).
Sentire questo tipo di affetto qui in Italia è come un sogno, è meraviglioso. Ora mi sento come se questa fosse la mia seconda casa. Se potessi portare qua mio figlio forse potrei anche non tornare negli USA, ma lui purtroppo non parla italiano. Io mi trovo molto bene qui, ho tanti amici tra Milano, Bologna, Napoli e tanti altri posti che ho frequentato dal 1995 fino ad oggi.
Di solito mi muovo di più tra Milano e Bologna. Bologna perché Vasco sta lì e ci facciamo tutte le prove e Milano perché è il posto principale dove si fa promozione. Però quando siamo in giro andiamo da Aosta a Trieste fino a Reggio Calabria e Lecce. Dalle Alpi alla Sicilia, insomma, mi trovo bene dappertutto.

La testata Marshall JCM900 di Stef modificata by DAmi Mods.

ZioMusic: Suoni sia con amplificatori Marshall che Fender. Quando usi uno e quando l’altro marchio?

Stef Burns: Marshall va benissimo per situazioni più rock mentre per cose più pop o blues va bene anche il Fender, come con Huey Lewis and the News o Peppino d’Agostino (che tra parentesi Stef ci ha svelato fare un’ottima pasta al pomodoro).
Della Marshall mi piace soprattutto la JCM 900, come quella che ho qui, ma quella che suonavo all’inizio aveva troppe alte zanzarose e allora adesso ne uso una modificata da DAmy Mods (sempre Damiano Lissi, fondatore del Fun Club, ndr) che ha un suono molto più corposo e funziona molto bene. Poi ho anche una JCM 2000 che suona molto bene e un Fender Super Reverb del ’66 che ha un suono blues eccellente.

La pedaliera che Stef utilizza per le clinic by DAmi Mods.

ZioMusic: Qual è la tua esperienza in fatto di cablaggio e quanto ritieni che questo influenzi il tuo suono, sia nel tuo setup live che in studio?

Stef Burns: I cavi sono importanti. Puoi certamente sentire la differenza quando usi cavi di alta qualità. Ora uso cavi Reference Lab e trovo che siano fantastici. Davvero il miglior suono che abbia mai sentito, sono fatti davvero bene.

ZioMusic: Ho visto il video del tuo singolo “Space Time”, è davvero divertente. Sembra che vi siate divertiti molto a girarlo. E fatto qui in Italia, vero?

Stef Burns: Si, è stata un’idea di Luca Cibelli che ha girato tanti filmati in giro: all’autogrill, al soundcheck, backstage e molte altre situazioni di viaggio e non. Abbiamo scherzato un sacco, sostanzialmente ci siamo divertiti tra noi. Poi tutto questo materiale video è stato montato ed è diventato il video definitivo.

ZioMusic: Tu hai ancora un bel numero di date con Vasco in giro per l’Italia e poi andrai in Australia in marzo per il tour con Huey Lewis and the News. Ci sono altre “news” per Stef Burns in arrivo?

Stef Burns: Nuovi pezzi stanno arrivando pian piano perché sicuramente registrerò un altro disco solista con molti dei musicisti dello Stef Burns Group con cui ho girato per l’Italia. Sarà un lavoro rock e blues nel mio stile, anche se non so bene definire quale sia. Poi c’è il lavoro con Vasco e Huey Lewis and the News e un altro disco con Peppino d’Agostino. Quest’ultimo si farà, non è ancora possibile sapere quando perché dobbiamo ancora trovarci a perfezionare molti pezzi e scriverne altri ma si farà certamente. Se ci metti anche che ho una famiglia direi che è abbastanza, per cui mi accontento di questo.

Un ringraziamento particolare a Mauro di Lucky Music (Link)

 

Info: www.stefburns.com

Info: www.myspace.com/stefburns1

Info: www.stefburnsfansclub.com

Luca “Luke Reds” Rossi
Redazione ZioMusic

 

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