ZioMusic Selection – Them Crooked Vulteres

Them Crooked Vultures
RCA
Novembre 2009

Ma Dave Grohl non doveva fare una pausa per riprendersi dalle fatiche FooFighteriane?

Invece l’ex batterista dei Nirvana ha fatto da collante tra il chitarrista e cantante Josh Homme, amico di lunga data, nonchè mente e corpo degli "Queens of the Stone Age" e John Paul Jones, amico un po’ più recente e bassista di un gruppo semisconosciuto di nome Led Zeppelin, per tuffarsi in una nuova avventura musicale con un power trio che è stato subito titolato da tutta la stampa il "supergruppo" del nuovo decennio.

All’insaputa di tutti, questi "tre amici" si sono rintanati nei Pink Duck Studios di Josh Homme, hanno assoldato il pluridecorato Alan Moulder (Smashing Pumpkins, Nine Inch Nails, Marylin Manson, U2)  alla console e si sono divertiti a scrivere e incidere musica, senza limiti.

Quello che esce dagli artigli di questi tre avvoltoi cosi singolari ma decisamente rock(‘n’roll) è esattamente quello che speravo di sentire: riff pesanti e ipnotici, cambi di strutture e tempi a dir poco progressive e una grande varietà di generi e sonorità. Il drumming di Grohl è come sempre devastante, John Paul Jones va come un treno e Josh Homme impressiona per il suo mood sempre più "cool", sia per il modo di suonare la chitarra che per il suo canto, sempre un po’ "malato" ed inquietante. Nelle tredici tracce succede veramente di tutto. Non c’è qualcosa di veramente nuovo o rivoluzionario, ma ogni brano tiene in serbo qualche sorpresa riguardo stesura, arrangiamento e/o sonorità che sanno divertire e fanno spesso  sorridere. I brani sembrano nati da lunghe jam in studio e sono farcite di sovvraincisioni che creano un intricato groviglio di suoni e rumori che spesso sfocia nello psichedelico, senza abbondonare però l’anima rock, pesante e trascinante e mai dimenticando il rock’n’roll e il blues.

I suoni in generale sono grezzi e a volte davvero "skrausi" (licenza poetica, ndr), presumo volutamente. Su tutti gli strumenti e le voci salta all’orecchio l’uso di riverberi e delay corti, con ambienti e room dal suono decisamente analogico. Le batterie suonano molto naturali e sembrano equalizzate e compresse piuttosto poco rispetto alle ultime tendenze. Insomma, tutto è molto vintage. Anche le chitarre hanno un suono piuttosto retrò e sono raramente molto distorte. Il basso di JPJ invece è bello presente e si distingue sempre benissimo, spesso e volentieri è distorto (a volte anche tanto). Il bassista dei Led Zeppelin si diverte anche suonando altri strumenti, tra cui una keytar, con risultati sorprendenti. Sulle voci c’è sempre qualche effetto: riverbero, delay, filtro, distorsore e cose del genere, che si sposano comunque benissimo con l’attitudine vocale di Josh Homme. Il mix ha il suono di un disco rock anni settanta, con tutti i suoi pregi e difetti.

Voglio evitare di fare i soliti paragoni con altri (super) gruppi o generi diversi come succede di solito per dischi di questo tipo: i riferimenti ed ispirazioni sono veramente tanti e piuttosto ovvi; d’altronde da musicisti di questo calibro, con un background personale così importante non c’era da aspettarsi altro. Se dovessi per forza fare un commento del genere direi che suona come un bellissimo disco nuovo dei QOTSA con un Dave Grohl veramente ispirato e un bassista nuovo che fa scintille.

Faccio fatica a dire qual’è la mia traccia preferito di questo CD, una cosa che non mi succedeva da tempo. Qui ogni brano ha la sua storia e un appeal personale.

Consiglio di comprare (e non scaricare o copiare) questo disco perchè dimostra che si può suonare del rock intelligente, fregandosene altamente delle leggi del mercato, convincendo l’ascoltatore per la costante energia creativa che pervade tutto il disco. Ho la netta sensazione che questi tre avvoltoi si divertono parecchio quando suonano insieme. Viva la musica!

Sito Ufficiale 

Wikipedia

Them Crooked Vultures
LIVE  @ Rockpalast  
8 dicembre 2009 – Köln, Palladium

 

Guido Block

 

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