Sennheiser ew 300 IEM G3 e ew 500 G3

E’ innegabile che la tecnologia wireless (dall’inglese: senza fili), ovvero la comunicazione tra dispositivi elettronici senza cavi, è entrata in modo prepotente in tutte le applicazioni dello spettacolo professionale. Un tempo, a causa del prezzo degli apparecchi wireless, questa tecnologia veniva utilizzata solo in caso di condizioni in cui l’uso di cavi era difficile o impossibile. Mano mano che i prezzi sono diminuiti, la tecnologia wireless, prima con i microfoni radio e poi con i sistemi in-ear monitoring, ha conquistato il pro audio, grazie ai suoi grossi vantaggi in tantissime applicazioni nello showbiz rispetto alla soluzione “wired”, cioè la trasmissione del segnale via cavo.

In particolare i sistemi di in-ear monitoring (IEM) hanno rivoluzionato il settore dell’audio professionale, esaltando ancora di più i vantaggi che offre la tecnologia wireless ai cantanti e musicisti, che adesso non solo con i loro radiomicrofoni possono muoversi liberamente sul palco ma riescono sentirsi anche sempre in modo ottimale, in qualsiasi punto si trovano.

Un sistema monitor tradizionale, con cosiddetti floor monitors (diffusori a terra), spesso chiamate anche “wedges”, direzionate verso i musicisti, comporta un alta fonte di disturbo del palco. In particolare gli strumenti “forti” come per esempio la batteria hanno bisogno di altissimi volumi nei monitor per sovvrastare il già alto volume naturale dello strumento (Conosco comunque anche dei cantanti che hanno bisogno di volumi allucinanti per sentirsi al proprio agio). Questa “guerra dei monitor” ovviamente influisce non solo fortemente sull’ascolto del musicista, ma anche sul suono generale “fuori”, in particolare nelle location di media grandezza, nei teatri ecc.

Cosi nelle performance live gli in-ear monitor, che non sono altro che “cuffiette”professionali, vengono collegati a un ricevitore (il cosiddetto “belt pack”) che riceve il segnale monitor da un trasmettitore radio (wireless) collegato a un mixer monitor o, come spesso succede, prende il segnale direttamente da un uscità monitor o aux del mixer di sala, per esempio nelle situazioni piccole/medie dove non c’è un mixer monitor, ma tutto viene gestito dal mixer FOH (front of house, ovvero mixer di sala).

EXHIBO, il distributore italiano di Sennheiser, mitico produttore tedesco di equipment per l’audio professionale e da sempre anche uno dei più forti innovatori del settore nello sviluppo di sistemi radio, ci ha messo a disposizione per una prova un sistema in-ear monitor della serie evolution wireless ew 300 IEM G3, e in più anche un sistema completo di radiomicrofono/ricevitore della serie 500, ovvero l’evolution wireless ew 500 G3.

ew 300 IEM G3, è un sistema completo in-ear monitor UHF e composto dal trasmettitore fisso, inseribile a rack, SR 300 IEM G3 e dal ricevitore portatile stereo EK 300 IEM G3, estremamente compatto.

La confezione contiene oltre al trasmettitore e ricevitore portatile il set di auricolari IE 4, un kit per montaggio a rack GA3,  alimentatore NT 2-3, l’antenna telescopica,  2 pile stilo 1,5V tipo AA e il manuale di istruzione tradotto in otto lingue diverse.

Il sistema cosi come mi è arrivato era già pronto per l’uso. Ho semplicemente assemblato il power supply (switching) che serve per alimentare il trasmettitore, ho attacato l’antenna e messo le pile nel belt pack. Basta accendere e il sistema è già funzionante. Davvero semplice!

Il trasmettitore SR 300 IEM G3 che è largo metà unità rack circa ha un display grafico LCD, grazie al quale si riesce a capire con una semplice occhiata lo stato del livello audio, del banco di canali e numero del canale impostati, la frequenza di trasmissione, il nome del sistema, la potenza di trasmissione, l’impostazione dell’ equalizzatore, la sensibilità d’ingresso e se abbiamo o no attivato il blocco tasti. Sul davanti si trovano anche una presa jack per cuffia con affianco il suo regolatore, un tasto "sync" che, grazie all’interfaccia a infrarossi, permette una sincronizzazione rapida e semplice del trasmettitore con il ricevitore, molto utile soprattutto nell’utilizzo di sistemi multicanale. A destra del display sta un jog dial per modificare i vari parametri dei menu e un tasto di stand-by con indicazione di funzionamento,  retroilluminato in rosso.
Sul retro dell’unita trasmettitore sono collocati la presa di collegamento per l’alimentatore con affianco uno scarico della trazione per il cavo del power supply a spina, una presa di collegamento LAN (l’Ethernet può servire per utilizzo del programma WSM per sistemi multicanale) con affianco un LED giallo che segnala l’attività di rete, due prese output jack 6,3 mm, due prese input combinate XLR-3/jack 6,3 mm e la presa BNC, uscita antenna (RF OUT) con possibilità di alimentazione remota (DC IN) tramite il Combiner AC3.

Il ricevitore EK 300 IEM G3 è molto robusto, e tenendolo in mano si avverte subito che è stato concepito per resistere alle forti sollecitazioni sul palco. E’ molto compatto, ma per la sua grandezza ridotta pesa abbastanza, che mi da un’ulteriore sensazione di sicurezza, perchè si sente che i materiali utilizzati sono di qualità superiore.  Viene alimentato con due batterie stilo 1,5V tipo AA ed è protetto contro qualsiasi manovra accidentale. Anche il sistema a clip per fissarlo alla cintura o ai pantaloni sembra indistruttibile.
Dopo l’accensione il ricevitore mostra sul display la visualizzazione standard con la frequenza utilizzata, il nome scelto, il livello del segnale radio RF, il livello audio AF, il blocco tasti e il livello della batteria oppure anche la modalità dei canali audio "Stereo" o "Focus".

Durante il silenziamento viene illuminata la parola MUTE come la lettera P segnala l’attivazione del tono pilota. A destra del display sono collocati due indicatori LED, uno rosso per indicare il funzionamento e lo stato della batteria, e uno verde che indica la ricezione radio. Tramite il selettore up/down all’esterno e i due tasti ESC e SET all’interno del vano batterie, facilmente raggiungibili aprendo semplicemente il coperchio, si possono accedere e modificare i vari parametri del menu, come lo squelch (soglia di soppressione rumori di fondo), i preset delle frequenze, il nome, il bilanciamento, il modus di output stereo o focus, l’equalizzazione, il blocco tasti,  funzioni avanzate come la frequenza, il tono pilota, limiter ecc.

Il ricevitore è dotato delle modalità di funzionamento: Focus, che consente di passare da una ricezione stereofonica ad una ricezione “doppio mono” nella quale un canale viene utilizzato per il mixaggio e l’altro per la propria voce o per uno strumento; di bilanciamento, per dosare il livello di ciascun segnale tramite il potenziometro dedicato; dell’HiBoost e del limiter, che permette di mantenere il livello d’ascolto a dei valori ragionevoli. Inoltre il sistema è arricchito dalla ricezione diversity con l’utilizzo del terminale di massa del cavo della cuffia come 2nd antenna, della potenza selezionabile 10/30mW e della porta Ethernet per la gestione , tramite switch, con il programma WSM. E’ integrato anche un EQ grafico a 5 bande.

Il trasmettitore ed il ricevitore sono dotati di 26 banchi di frequenze ognuno con 16 frequenze preselezionate.  1680 le frequenze selezionabili nella banda dei 42 MHz!

L’evolution wireless ew 500-945 G3 è composto dal ricevitore EM 500 G3 e dal trasmettitore a mano SKM 500 dotato di capsula MMD 945. Oltre al ricevitore fisso inseribile a rack e il  trasmettitore a mano nella confezione sono contenuti anche un clamp MZQ 1- 1 kit di montaggio a rack GA 3, un alimentatore rete NT 2-3, due antenne telescopiche, due pile stilo 1,5V tipo AA e il manuale di istruzione.

L’aspetto frontale del EM 500 è molto simile a quello del trasmettitore fisso SR 300 IEM, il display permette di controllare i livelli e vari stati di funzionamento, incluso lo stato di carica delle batterie del trasmettitore che viene trasmesso dal radiomicrofono stesso al receiver true diversity.  Sul retro troviamo due prese BNC, per le antenne, un uscita audio jack 6,3mm, l’uscita XLR-3 simmetrica, una presa di collegamento LAN, con affianco un LED giallo per segnalare l’attività di rete e la presa per connettere il power supply esterno.

Ci sono 6 capsule diverse tra cui poter scegliere per il trasmettitore a mano SKM 500 tra dinamiche e a condensatore con caratteristiche diverse, io ho scelto di provare la MMD-945, cioè la capsula dinamica con catteristica supercardioide.
 
Il radiomicrofono viene sempre alimentato con due batterie stilo 1,5 volt, che trovano alloggio in un vano nella parte bassa dell’impugnatura, facilmente svitabile per la sostituzione. Sempre nella parte bassa si trova un display grafico LCD che permette di monitorare i livelli di segnale audio e ricezione e con un interuttore multifunzione è possibile controllare tutti i parametri dei menu di gestione.

Il ricevitore ed il trasmettitore sono dotati di 20 banchi di 32 frequenze compatibili, preprogrammati + 6 banchi liberi per l’utilizzatore, in tutto sono 1680 frequenze selezionabili nella banda dei 42 MHz. Ci sono a disposizione 5 differenti range di frequenze nella banda UHF. Le nuove serie ew 300 e 500 G3 oggi sono provviste di interfaccia Ethernet che ne consente la totale gestione e controllo tramite un normale PC, anche grazie al software “Wireless Systems Manager” di Sennheiser. Questo software professionale rende il monitoring e la gestione dati molto più semplificata. Si tratta di un valido aiuto, estremamente utile soprattutto nelle applicazioni multi-canale.
Per aumentare ulteriormente la capacità di operare in ambito multi-canale, la potenza in uscita standard dei trasmettitori di entrambe le serie può essere ridotta da 30 mW a 10 mW, così da poter inserire un maggior numero di canali in una definita gamma di frequenza. Ulteriori features sono la sincronizzazione del trasmettitore tramite interfaccia ad infrarosso, una risposta di frequenza estesa (20-20.000 Hz), un range audio esteso (SK: 60dB; EM e SKM: 48dB), un rapporto segnale/rumore > 120 dB, equalizzatore e soundcheck integrati.

La prova

Premessa: Per un cantante un buon sistema di monitoring è fondamentale. Mentre gli altri musicisti hanno sempre la possibilità di sentirsi in qualche modo, o dallo strumento stesso o dagli amplificatori, il vocalist è nelle mani del fonico di palco o come spesso succede nelle mani del fonico di sala, che fa tutto con un’unico mixer. In più di mille concerti ho usato poco gli in-ear monitor anche per questa ragione:  con  monitor tradizionali, anche con un pessimo suono sul palco in qualche modo riesci a cavartela. Se usi in-ear monitor dipendi al 100% da chi fa i suoni sul palco (o in sala, vedi sopra). Chiaro, se giochi in "Serie A", in produzioni con mixer di palco ed operatore dedicato, l’in-ear monitoring porta grandissimi vantaggi, in particolare in situazioni critiche a livello acustico della location. Il palco diventa più silenzioso e pulito e il fonico di sala ringrazia.
L’altra considerazione da fare è l’abitudine che bisogna fare all’ uso degli in-ear, visto che è una sensazione psicoacustica particolare. Ce ne sono di tutti i tipi, e tra i miei colleghi cantanti esistono varie filosofie. Chi usa auricolari poco isolanti e si mette solo un po’ di voce nelle cuffiette, chi usa solo un cuffietta addirittura, chi invece si trova solo con gli in-ear fatti su misura, con lo stampo del orecchio. Spessissimo vengono usati sistemi hibridi di IEM + diffusori tradizionali. La sensazione del spostamento d’aria di un altoparlante non te la può dare neanche la cuffia più bella del mondo.

Ho potuto provare il sistema IEM e il radiomicrofono in quattro occasioni diverse; quattro concerti del gruppo cover "Four Tiles", dove canto e suono il basso e nella quale militano anche Cesareo, il chitarrista di Elio e le Storie Tese, il batterista Roberto Gualdi (superimpegnato in questo momento con Dolcenera, X-Factor e la preparazione per la nuova stagione di Zelig con il gruppo di Jannacci jr.)  e Stefano "Sebo" Xotta, il chitarrista più rock’n’roll che conosco in Italia. Tutte le location erano locali di media grandezza: Lo Stomp di Legnano, il Bierbauch a Brescia,  il Ritmia a Pianengo e il Trilogia a Marnate.

Ci ho messo poco a capire che i due sistemi in prova sono di altissima qualità, pensato per l’uso professionale.

Se dovessi descrivere l’ew 300 IEM G3 in solo due parole direi che è un sistema compatto è potente, perfetto per l’utilizzo on stage. Mi ha dato subito una sensazione di sicurezza e affidibilità.

Il set-up è velocissimo: grazie all’interfaccia ad infrarossi i trasmettitori si sincronizzano coi ricevitori e i menu per accedere ai vari parametri sono cosi intuitivi che ho dovuto consultare le istruzioni poche volte. La larghezza di banda di ben 42 MHz con 1.680 frequenze commutabili garantiscono di trovare sempre "la frequenza giusta" con un segnale costante. Il belt pack è solidissimo, ha un bel design ed è pieno di tecnologia intelligentissma. Mi piace il regolatore di volume a scatti e in generale la cura anche di quei particolari che a prima vista possono sembrare magari poco importanti , come per esempio la possibilità di poter girare la clip per agganciare il belt pack al contrario (con l’antenna in basso per intenderci).

Cos’è la cosa più importante di un sistema in-ear? Bè… direi gli auricolari!  Gli IE 4 in dotazione sono comodi da indossare, hanno un bel suono pulito e potente e anche con movimenti violenti con la testa non sono riuscito a farli uscire dalle orecchie. Ho cambiato anche gli anelli di gomma morbida nera che avvolgono la capsula dell’auricolare e che si trovano nella confezione (due più grandi e due più piccoli), ma per me andavano perfettamente quelli montati ‘da fabbrica’. 

Bisogna dire che questi auricolari isolano abbastanza dal rumore esterno e questo ci ricollega al discorso di prima. Bisogna anche ricordare che gli in-ear monitor non solo ci fanno ascoltare la musica ma ci proteggono anche le orecchie.

Ho potuto provare il sistema particolarmente bene in una delle quattro serate, dove il banco di sala aveva abbastanza canali monitor a disposizione per poter mandarmi due linee sul palco, una con il mix del gruppo e una solo con la mia voce. In questo modo ho potuto sfruttare la funzione Focus: davvero comodo regolarsi il bilanciamento tra voce e mix degli strumenti direttamente dal receiver. Devo dire che in quell’occasione il sistema mi ha veramente convinto. Sentivo davvero bene. Ho comunque usato anche un sistema di monitoring tradizionale con i monitor, uno per testare un po’ il comportamento del radiomicrofono in una situazione classica del tipo "gruppo di rock’n’roll con due chitarristi e batterista che pesta di brutto" con un bel casino sul palco, e due per poter provare anche un un sistema hibrido.

Le procedure per modificare i vari parametri nei menu sia del trasmettitore fisso che del ricevitore sono veramente semplici e intuitive. Mi sono messo a "giocare" un po’ con frequenze, eq, limiter, squelch e solo,  per capire qualcosa in più sul tono pilota e altre due cose ho consultato il manuale d’istruzione, che è scritto in modo molto comprensibile. Tutto il  sistema ha funzionato sempre perfettamente.

Da cantante/bassista non me ne faccio più di tanto di un radiomicrofono, per ovvie ragioni. Per me un buon microfono per il live deve essere robusto, poco problematico a livello di feedback e ovviamente deve suonare bene. Tutte queste caratteristiche si possono trovare nel SKM 500, qui con la capsula dinamica, con catteristica supercardioide.

Come si può notare dal grafico fornito da Sennheiser la risposta in frequenza è molto lineare dai 100 ai 1000 Hertz, ma dai 1000 Hertz ai 8 kHz c’è un boost progressivo che trova il suo picco, quasi 7 db in più, intorno ai 4k. Questo da al microfono una bella presenza senza però risultare fastidioso o troppo frizzante, visto che la risposta in frequenza decade rapidamente sopra i 12k.
A livello di sensibilità al feedback la capsula MMD 945 ha dimostrato tutta la sua forza,
ho provato di creare volutamente il feedback aumentando progressivamente il volume nella spia e il volume della mia voce nel mio floor monitor era veramente alto prima che il sistema entrasse in larsen.
Il SKM 500 è costruito in modo molto robusto e "massiccio", tutto di metallo, sembra indistruttibile.

Valutazione finale
Sia il sistema IEM ew 300 G3 che il sistema di microfono wireless della serie 500 G3 mi hanno veramente convinto. La scelta dei materiali, il design, l’alto livello tecnico e la progettazione intelligente danno al cantante e/o musicista tutto il supporto necessario per un monitoring di alto livello ovunque si trovi sul palco e ai cantanti un sistema che garantisce un grande suono con i vantaggi che comporto un radiomicrofono a livello pratico e scenico. Per quello che ho potuto provarli io i sistemi wireless hanno lavorato alla perfezione, mai uno "sgancio" o qualche problema. I sistemi sono compatti, il set up è velocissimo, del tipo "pronti e via" e le caratteristiche dei menu sono semplici e incisivi. E pensare che avrò sfruttato i due sistemi forse al 20% delle sue possibilità…

Ulteriori info: www.exhibo.it

Guido Block
Redazione ZioMusic

 

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