Roy Paci

ZioMusic vi presenta un’intervista che di certo non vorrete perdervi. Nella calura dei primi di luglio mi sono recato in quel di Mantova dove, dal 2 al 5 luglio si è svolta la prima edizione del Festival delle Passioni. Una manifestazione, ci tengo a sottolinearlo davvero interessante, nata dall’idea di far dialogare, attraverso contaminazioni e confronti, musica e cibo. Firma la regia degli eventi musicali Roy Paci e quella degli eventi enogastronomici Davide Paolini.

Il festival, promosso dal Comune di Mantova e dall’Arci Mantova, si sviluppa nelle più belle piazze del centro storico della città, divenuta patrimonio dell’Unesco nel luglio 2008.

Noi di ZioMusic, buongustai dal fine palato musicale, non potevamo certo perdere un’occasione così ghiotta per intervistare uno dei musicisti, artisti e personaggi più apprezzati in ambito nazionale: Roy Paci, famoso trombettista giramondo che, con il suo progetto solista Roy Paci & Aretuska, ha riscosso successi in molti paesi e costruito la trama musicale di importanti trasmissioni televisive come Markette e Zelig.

Ancora prima di iniziare l’intervista Roy ci svela di essere un nostro estimatore da tempo, di essere iscritto alla newsletter che legge sempre con interesse per restare aggiornato. Come iniziare meglio questa intervista? Ecco a voi.

ZioMusic: Bene Roy, parliamo anzitutto di come sei arrivato qui a Mantova in veste di direttore artistico del Festival delle Passioni.

Roy: L’idea è nata dall’Arci di Mantova e da una richiesta del Sindaco di restituire il prestigio che merita al lato musicale di questa città. La città gode in questo momento di una fama indiscutibile, è divenuta non più tardi di un anno fa patrimonio dell’UNESCO ed è luogo ricettivo di molte manifestazioni che riguardano diversi aspetti della cultura, dall’editoria all’eno-gastronomia. Il settore musicale era un po’ stato relegato negli anni passati in un canto.
Detto con sincerità, il Mantova Musica Festival è nato come tutti sanno come contro-festival di SanRemo, una manifestazione che ha trovato qualche difficoltà a vivere di luce propria. Negli anni si è un po’ sentito questo trend negativo per cui le istituzioni hanno avuto la necessità di considerare l’interesse della città e sviluppare un progetto di evento musicale completamente originale. Per questo motivo hanno pensato di coinvolgermi per la direzione musicale.
Per me è stata una grande soddisfazione quella di poter collaborare con della gente, uno su tutti Davide Paolini, che avrebbe svolto il ruolo di tramite con la gente per una cultura eno-gastronomica alla quale io sono legato in maniera viscerale.
Può sembrare particolare ma la cultura del mangiare e del bere entrano nella mia musica e si fondono intimamente. Questo per me è un momento in qui posso veramente liberarmi e togliermi anche delle soddisfazioni musicali che, per diversi motivi, in altri contesti non posso godermi.

ZioMusic: Dal tuo progetto di qualche anno fa, Banda Ionica, fino agli album di Roy Paci & Aretuska con album come “Baciamo Le Mani” e “Parola D’Onore”, rievocano e allo stesso sdrammatizzano la cultura siciliana da cui tu provieni. Qual è il filo conduttore e la filosofia di questo tuo percorso culturale?

Roy: Il progetto degli Aretuska nasce 11 anni fa e nasce, proprio come hai detto, come progetto ironico, una presa in giro, su quelle che sono le tradizioni e i problemi più forti della mia terra (Roy è siciliano, ndr).

Abbiamo sin dall’inizio adottato anche un look e un atteggiamento che trasmettessero questa filosofia goliardica. Allo stesso tempo, soprattutto nei primi tre anni, abbiamo messo molto impegno nel cercare di far capire alla gente quanto questo gruppo fosse impegnato a livello sociale ed etico. Ora sanno cosa siamo, i testi parlano chiaro, non abbiamo più bisogno di sottolineare continuamente il nostro coinvolgimento costante con questi temi importanti.

Tengo sempre in primo piano quelle che sono le problematiche della mia terra però, essendo un musicista nomade, alla fine mi faccio avvolgere da tutte quelle che sono le realtà anche al di fuori del mio territorio.

ZioMusic: Il tuo essere giramondo ti ha portato a conoscere e farti influenzare dagli stili e generi più disparati. Questa influenza così globale ti ha lasciato spazio per conservare dei miti musicali a cui fai sempre riferimento oppure ti consideri una sorta di apolide del mondo musicale?

Roy: Mi sento sicuramente apolide. Non riesco assolutamente a sentirmi legato, fatto salvo per quello che ti ho detto prima, ad un luogo, non mi faccio mai monopolizzare da un posto. Quando arrivo in una grande metropoli, ad esempio, la prima cosa che faccio è di proiettarmi in una sorta di deriva psico-geografica, facendomi affascinare e trasportare da quelle che sono tutte le realtà creative, soprattutto periferiche. Non vado mai in cerca delle realtà inflazionate o troppo consolidate.
Io nasco in un territorio che è di suo notevolmente decentrato geograficamente, per conquistarmi qualcosa nel mondo della musica ho faticato il triplo. Sembra paradossale, ma mi è stato tuttavia molto semplice arrivare a certi obbiettivi grazie, scusa un po’ di immodestia, al talento. Il talento lo metto assieme al ‘culo’, al coraggio ed alla faccia tosta, sono gli elementi fondamentali per andare avanti. Quello che dico ai tanti ragazzi che pensano di avere le carte giuste e mi chiedono come fare per arrivare è di avere soprattutto perseveranza e fantasia. Mai farsi coinvolgere da certa gente che cerca di imporre agli artisti un certo modo di fare, l’originalità va premiata, sempre.

ZioMusic: Inutile negare che la televisione abbia portato la tua musica nelle case degli italiani come non mai. E’ la televisione che deve aiutare la musica o il contrario?

Roy: Bella questa domanda. Dovrebbe essere la musica ad aiutare la televisione però in effetti, per adesso, è tutto il contrario. Proprio per questo motivo la televisione si appoggia a tutta una serie di personaggi opinabili dal punto di vista musicale che alla fine fanno apparire assolutamente non musicale quella che è la realtà italiana.
Per quanto mi riguarda programmi come X-Factor o Amici sono estremamente deleteri, sono il lato peggiore e sbagliato della musica italiana. E’ un peccato perché di fatto è la musica vera che dovrebbe favorire la televisione. Quella musica è una musica fatta a tavolino, una cosa che ha poco senso. Manca tutto il mondo alternativo della musica italiana che ha tanto faticato ad emergere e che si trova ad essere completamente cancellato da questa realtà imposta dalla televisione.
A fare questi programmi ci sono dei personaggi che dovrebbero dire solo grazie a quello che è accaduto nel panorama underground italiano negli anni ’80 e ’90. E’ un peccato pensare che questa gente non possa far emergere quello che è il lato alternativo della musica italiana.
Gli artisti blasonati, è indiscutibile, non avranno mai problemi. Io li rispetto tutti, da Vasco, che vado a sentire ai concerti, alla Pausini, che è una grandissima interprete cantante, ma non c’è solo questo. E’ davvero un problema che la realtà che alimenta la musica italiana non sia rappresentata quasi da nessuno.
Il solo fatto che due autori coraggiosi, come Gino e Michele, abbiano scelto me per una trasmissione come Zelig crea stupore nelle persone. Invece di prendere i Paolo Belli o i Demo Morselli di turno hanno scelto qualcosa di diverso. Per lo stesso motivo io credo che non farò più Zelig. Ho già dato, e spero che altri come me abbiamo la stessa fortuna e opportunità. Io non sono un prodotto televisivo, non sono Roy Paci di Zelig. Zelig mi ha reso visibile al pubblico e per questo li ringrazio.

ZioMusic: Nei tuoi progetti musicali l’improvvisazione ha un ruolo importante. Come musicista hai più un approccio tecnico, da compositore, all’improvvisazione oppure lo consideri uno spazio di estrema libertà dedicato più all’istinto che alla ragione?

Roy: Libertà totale. L’improvvisazione sta alla base di tutta la musica che io faccio. L’improvvisazione per me è creare in tempo reale una composizione. Con la tromba o con il pianoforte spesso mi metto e vado a ruota libera per quattro, cinque ore mentre mi registro. Io cerco di attingere a tutte quelle che sono le possibilità di creare musica estemporanea non solo il jazz di un certo tipo: c’è l’improvvisazione balcanica, dei gnaoua marocchini, che ho studiato per mesi, il raga indiano e tutte quelle forme che traggono anche dalla musica popolare. Cerco di comporre mentre suono.
Allo stesso modo nei live c’è molta libertà, molta improvvisazione su di un canovaccio stabilito. E’ fondamentale per poter dare ogni volta alla gente un concerto sempre nuovo e genuino.

ZioMusic: ZioMusic è un portale dedicato a tutti gli appassionati di musica ma anche ai professionisti. Puoi parlarci della tua strumentazione?

Roy: Certo, sono contento che mi fai questa domanda perché sono io il primo che va a leggere di queste cose su ZioMusic. So anche che il circuito dei fonici è interessatissimo al vostro network.
Io uso una tromba Bach modello Stradivarius 18037 nella versione del centenario, con la campana intarsiata, prodotta solo in mille esemplari. E’ modificata con un cannello Marco Nesi (la pompa pricipale a cui si attacca il bocchino), di questa ditta artigianale di Osmannoro, vicino a Firenze, tenuta da Giuseppe Nasisi e lo stesso Marco Nesi, un grande trombettista storico. Il cannello Marco Nesi penso che sia il ‘non plus ultra’ per qualsiasi trombettista.
Poi uso anche una tromba Bach 197 New York, un flicorno Leblanc, infine a volte uso una tromba del 1957, una Martin originale che utilizzo per suoni un po’ più scuri per raddoppiare alcune parti nei dischi.

ZioMusic: Quali sono i prossimi progetti che ti vedranno al lavoro?

Roy: Come ti ho già accennato non credo che farò più Zelig. Il disco di Roy Paci & Aretuska uscirà a gennaio, in contemporanea tra l’altro con quella che potrebbe essere la nuova edizione di Zelig, avremo quindi da fare altro. Poi sinceramente ho paura che continuare a ripetere questa esperienza televisiva mi tolga definitivamente il tempo per studiare, una cosa fondamentale per me. Non voglio ridurre il mio lavoro a pensare cosa fare in questo o quell’intermezzo musicale. Ho bisogno di studiare e di tenere sotto costante esercizio lo strumento. Sono molto disciplinato su questo.
Proprio su questa cosa sto iniziando a scrivere un libro. Devi sapere che da anni pratico il kick-boxing, un’arte marziale che ben si sposa con la disciplina che ho per lo studio e la pratica della musica. Ultimamente ho messo molto impegno per sviluppare una tecnica di riscaldamento per lo strumento che prenda le basi da quella per le arti marziali. Io e il mio maestro di kick-boxing scriveremo questo libro imperniato sulla disciplina della performance.

Ho diverse partecipazioni in programma, la più importante che ti posso citare è quella con Mondo Cane con Mike Patton (cantante storico dei Faith No More). Poi c’è un bel progetto che si chiama “Il terrone, l’ebreo e lo zingaro” con Frank London e Boban Markovic. La Banda Ionica è in stand-by da circa tre anni ma vorremmo presto riprenderla con Fabio Barovero per fare uscire il terzo disco. Corleone invece è un progetto di jazz piuttosto spinto e molto interessante proprio per questo motivo.
In questi anni mi sono impegnato per costruire il mio grande studio a Lecce, attualmente uno dei più grandi in Italia. Produciamo diverse cose, io in prima persona sono produttore discografico ma adesso sto iniziando anche a fare il produttore artistico per alcune band.

ZioMusic: Ecco infine un saluto speciale per voi tutti lettori di ZioMusic.it da parte di Roy. Clicca Qui!

Info: www.roypaci.it

Info: www.aretuska.com

Luca "Luke Reds" Rossi
Redazione ZioMusic

 

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