Recensione di BigSeq2, il gate-sequencer del futuro

Molte volte le cose accadono proprio per caso. Questa è la fortunata vicenda che mi ha fatto imbattere, qualche tempo fa, in qualcosa di davvero “cool”, se vogliamo usare un termine americano quanto il software di cui vi sto per parlare.

Dicevo che tempo fa, vagliando novità gustose per voi fedeli lettori di ZioMusic.it, sono finito nel classico loop senza fine di link e rimandi tra siti di produttori e musicisti e case produttrici. Fortunatamente l’ora tarda ed il nome molto accattivante mi hanno fatto soffermare sul sito di Audio Damage, azienda americana produttrice di plug-in audio.

Il giorno seguente la mia prima visita, più per curiosità e scrupolo che altro, è stata sulla pagina dedicata al neonato di casa AD, il plug-in BigSeq2. E’ un gate sequencer, con possibilità di fare anche da unità multi-effetto, che funziona su piattaforma VST.

Gli esempi del caso mi convincono da subito. Sono un appassionato da sempre di sonorità nuove. Benchè chitarrista, apprezzo davvero molto, anche nel mio campo, artisti che sanno accoppiare elementi come le chitarre rock o metal a sonorità elettroniche e talvolta dance (uno su tutti Marty Friedman con il suo bell’album Music for Speeding). Questo plug-in fa tutto ciò e molto altro ancora e sono qui per raccontarvelo.

Lasciando una meticolosa descrizione del software alla pagina ufficiale sul sito Audio Damage (www.audiodamage.com) io passo subito a descrivervi quella che è stata la mia esperienza con questo gate-sequencer.

Sono sempre dell’opinione che per spiegare qualcosa bisogna prima averla compresa. Ecco io trovo che, in molti casi e in particolare questo, il modo migliore per capire è tornare un po’ bambini e giocare con le cose. Il BigSeq2 si presta ottimamente a questo approccio ed all’inizio sembra proprio una piccola scatola delle meraviglie. Prima di darsi ad uno studio scientifico e razionale che prevede una completa e necessaria lettura, per un utilizzo più professionale, del manuale di istruzioni; è meglio dare in pasto a questo software il maggior numero di tracce che vi capitano sotto mano. Quello che è in grado di fare potete constatarlo nelle prove che ho realizzato e che trovate nella sezione a fondo pagina.

La concezione di questo software è anzitutto intelligente e flessibile, cominciando dal fatto che tutte le sezioni gate e effetti sono in serie l’una con l’altra, escludibili singolarmente, regolabili nel mix e disponibili in ordine a piacere. Non otterrete lo stesso effetto, ad esempio, con un gate VCA che interviene prima o dopo del blocco filtri di modualzione.

I blocchi sono VCA (voltage controlled amplifier), il gate vero e proprio che realizza il chop delle tracce e la modulazione di intensità; Filter, una sezione con filtri di modulazione variabili sia nella forma d’onda generatrice che nella frequenza e nella risoluzione sonora; Distort, può aggiungere due tipi di distorsione, un fuzz e un warp; Freq, è uno shifter che può creare effetti tipo whammy o warp, il tutto potenziato dalla consueta sezione grafica per il controllo di intensità e on/off; Bits, offre l’effetto distorsione digitale con diverse matrici d’errore in sequenza binaria selezionabili e la possibilità di scegliere l’intesità e il rate; Delay, contiene effetti delay, flanger e chorus completamente impostabili.

Inizialmente l’utilizzo di questo plug-in può sembrare un po’ difficile e misterioso. Sembra quasi che faccia un po’ quello che vuole ‘lui’. Bisogna però calarsi nella filosofia di programmazione che ha voluto prediligere, e questo per alcuni utenti può essere considerato un difetto, la molteplicità dei parametri modificabili rispetto alla semplicità. Qui praticamente tutto è regolabile e, almeno per chi non ci ha preso la mano, in un primo momento non è immediato percepire gli effetti delle variazioni fini sui parametri.
L’interfaccia grafica però è user-friendly e aiuta a capire e gestire il funzionamento di BigSeq2. Le quattro sezioni: Modulation Sequencer, Gate Sequencer, Routing e Effect sono molto razionali a mio avviso. Con la prima si gestisce graficamente con il mouse l’andamento in intensità, da 0% al 100%, e tempo l’intervento della sezione desiderata; la seconda è un sequencer che semplicemente accende e spegne la sezione desiderata nei momenti prestabiliti; la terza permette di vedere e modificare il routing delle sezioni, variando l’ordine di intervento; la quarta contiene i parametri, variabili con manopole, degli effetti disponibili per ogni sezione.

Prove

Per queste prove ho realizzato alcuni brevi esempi musicali. Data la peculiarità e la particolarità dei risultati all’inizio di ogni esempio ho lasciato il primo giro inalterato e originale, per intenderci il BigSeq2 era spento, così da poter constatare il prima e il dopo il "make up".

Basso Midi e Batteria 1 & 2 – Ecco il classico esempio di piombo trasformato in oro. Ho composto un groove in stile hip hop con basso e batteria. Ho lasciato espressamente che il basso suonasse molto MIDI per evidenziare maggiormente la straordinaria trasformazione che questo gate può attuare. Ho applicato il BigSeq2 solo alla traccia di basso. Il suono sgranato e un po’ distorto è particolarmente bello. Qui ho inserito un po’ di tutto tra gli effetti del plug-in ma la cosa essenziale è il gate ritmico con il VCA e il Delay a tempo che entra nei momenti in cui il gate taglia. La sgranatura si ottiene con un po’ di distorsione Warp. L’effetto bubble nel secondo esempio è una ricercata combinazione di filtri, delay e frequency shiter.

Esempio 1
Esempio 2

Hip Hop Groove 3 – Utilizzando lo stesso groove di batteria degli esempi precedenti ho settato in maniera diversa il BigSeq2 ed ho ottenuto una bella sequenza hip hop elettronica molto efficace. Tengo a precisare che ho utilizzato solo una drum machine e il plug-in in questione. Il gate taglia moltissimo ma poi il delay e la sezione filtri di modulazione, che sposta tutto su una banda di frequenze più alte, fanno la magia.

Esempio 3

ChillOut Pads 4 & 5 – Una sequenza di accordi molto semplici suonati con dei pad campionati, che potete sentire inalterati nel giro iniziale. Nei giri successivi ho utilizzato progressivamente diversi preset per ottenere una sequenza simile armonicamente ma mutevole all’orecchio, come spesso accade nella musica chillout. Questo è un utilizzo creativo delle automazioni registrate, il cambio di preset. Le atmosfere minimali ed eteree si arricchiscono di ritmo proprio, indipendentemente dalla batteria che rimane ineffettata e costante per tutto il tempo.

Esempio 4
Esempio 5

Nu Metal Gate 6 – Per dimostrare come questo gate-sequencer di adatta a tutti i generi qui ho creato un groove, batteria e basso, in stile metal. Poi ho aggiunto una progressione di accordi in stile nu-metal, accordi di quarta super saturi, senza però aggiungere nessuna ritmica particolare, quasi fossero dei pad. Il lavoro ritmico qui lo fa il BigSeq2 aggiungendo l’effetto chopper, ottenuto con il VCA in terzine di sedicesimi con attacco brevissimo e gate secco, ed un po’ di frequency shifter a più 536Hz con cadenza in terzine di ottavi per renderlo più acido.

Esempio 6

Considerazioni finali

Le considerazioni finali non possono che essere favorevoli. E’ un plug-in che stimola veramente la creatività e aggiunge valore alle produzioni, sia utilizzato in maniera massiccia che per piccoli dettagli. Se devo trovare un paio di difetti direi che si adatta più ad utenti esperti e un po’ smanettoni piuttosto che a quelli svogliati, la sezione preset è tuttavia ben fornita e viene incontro anche a loro. Le possibilità sono notevoli, l’utilizzo dei soli preset di fabbrica è quasi uno spreco. Manca la compatibilità con ProTools e l’azienda non intende realizzare una versione per i prodotti Digidesign. Perfetta la compatibilità AU e VST.

Info: www.audiodamage.com

Luca “Luke Reds” Rossi
Redazione ZioMusic

 

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