Prova cuffie Sennheiser HD 380 PRO

 Visto che da tempo stavo cercando un alternativa alle due cuffie Sony (MDR-7506 e MDR-7509) che uso maggiormente in studio sono stato molto felice dell’offerta di Exhibo di farci provare la nuova cuffia dinamica, di tipo chiuso HD 380 PRO della Sennheiser

Preso dall’entusiasmo mi sono fatto prestare dai nostro amici Fausto Dasé e Timur Semprini dell’Accademia del Suono (vedi anche l’intervista su ZIOMUSIC) anche altre cuffie, giusto per avere un confronto: le Ultrasone Proline 650, le Beyerdynamic DT 770 e le Extreme Isolation EX-29.  

Una buona cuffia è fondamentale per tutti i professionisti dell’audio, i fonici, i musicisti e sound designer, e servono per avere un ulteriore “visione” dello spettro sonoro, per il livellamento di volume degli strumenti e il loro posizionamento nello spazio, la profondità dei riverberi, le fasi ecc. , cioè tutto quello che riguarda il monitoring.
  
Anche l’isolamento dal rumore ambientale circostante e la confortevolezza anche dopo molte ore di lavoro sono altretanto importanti.
 
Le discussioni sulle cuffie da studio sono infinite, almeno quanto la questione di che ascolti monitor sono da usare. Per farsi un idea, basta chiedere a un qualsiasi fonico “secondo te quale sono le migliori cuffie in circolazione” (attenzione, tenetevi libere almeno un paio di ore) per scattenare un appassionato scambio di opinioni ed esperienze. Le risposte sicuramente discordanti ci fanno capire che oltre ad avere sul mercato una certa quantità di prodotti validi, nella valutazione entra prepotentemente il gusto personale nella scelta della “propria” cuffia. Tanto per farvi un esempio: nell’ottobre del 2008 sono andato a New York allo Sterling Sound da Tom Coyne in persona, per il mastering del CD “Sushy” – Faccio Quello Ke Voglio” (che a maggio esce per la "We Can! Records" con distribuzione Universal), e con grande sorpresa ho potuto constatare che lui per l’ultimo controllo di ogni brano utilizza le Sony MDR-7506. Visto che conoscevo bene queste cuffie, che per i miei gusti mancano un po’ di bassi, chiedendogli della sua scelta, Tom mi ha risposto che era d’accordo con me. Tuttavia da una parte non erano i bassi che gli interessavano in questo ulteriore controllo finale e dall’altra ormai è talmente abituato a quell’ascolto, che preferisce utilizzare quel modello piuttosto di rifarsi il suo ascolto di riferimento.
 
Come già detto di cuffie ce ne sono tante sul mercato. Non bisogna solo scegliere tra vari produttori ma decidere anche preventivamente che tipo di cuffia si vuole usare.
 
 
Nel caso delle Sennheiser HD 380 PRO si tratta di cuffie chiuse (esistono anche semiaperte o aperte), dinamiche (ce ne sono anche di elettrostatiche), cosidette “circum-aurali”, perchè appoggiano delicatamente sulla testa e circondano completamente le orecchie, al confronto delle cuffie sovra-aurali, semplicemente poggiate sopra l’orecchio. 
Le dimensioni incidono molto sulla qualità delle cuffie. Quelle che secondo me suonano meglio sono di grandi dimensioni. Anche le sovra-aurali garantiscono una buona qualità d’ascolto anche se le minori dimensioni talvolta portano ad un livello di comfort inferiore rispetto ad un buon paio di cuffie circum-aurali, e ad una peggiore resa dello spazio sonoro. 
 
Guardando le specifiche tecniche fornite dal produttore scopriamo che le HD 380 PRO possiedono tutte le caratteristiche per rispondere alle notevoli esigenze tipiche delle applicazioni nel monitoring: ampia risposta in frequenza da 8 a 27.000 Hz, l’ottima pressione acustica di 110dB (1 kHz, 1 Vrms) ed un eccellente isolamento del rumore ambientale circostante fino a 32dB. La ormai approvata tecnologia Sennheiser ‘Eargonomic Acoustic Refinement’ (E.A.R.), cioè l’orientamento dei trasduttori verso il canale auricolare, dovrebbero assicure un perfetto equilibrio tra "indossabilità" e qualità acustica.
 
Togliendo le cuffie dalla confezione di plastica si nota subito la buona fattura mecchanica, il bellissimo styling e il ridotissimo peso (solo 220 grammi). Il design ergonomico e i cuscinetti soffici (intercambiabili) sui padiglioni e sull’archetto fanno ben sperare in una “indossibilità” superiore, importantissimo nelle lunghe session di lavoro. 
 
 
La HD 380 PRO è costruita in modo da poterla piegare su se stessa e riporla nella sua comodissima e "chiccosa" custodia in dotazione, davvero funzionale! Ti permette di portarti in giro una cuffia di grande dimensioni in modo davvero semplice, senza rovinarla. Il cavo a spirale, lungo 1m (ma estendibile fino a 3m), staccabile e collegato ad un solo padiglione, termina con un jack da 3.5 mm e adattatore da 6.3 mm, avvitabile.
 
 
Bene, finalmente mi metto le cuffie in testa. Sono molto comode da indossare, senza esercitare troppa pressione sulla testa (cosa che non sopporto in tante altre cuffie, visto che porto anche gli occhiali) aderendo però perfettamente, circondando completamente le orecchie. 
 
Dal momento che le indosso noto l’isolamento acustico dall’esterno. Stavo giusto selezionando qualche brano musicale da utilizzare per le prove di ascolto che in quel momento esce “Dreams” dall’album Rumours dei Fleetwood Mac dalle nostre casse Dynaudio. Alzo ancora un po’ il volume esterno e mettendo e togliendo le cuffie tento di valutare l’effettivo l’isolamento sonoro. Va detto che un attenuazione di 32 dB forse si ottiene su certe frequenze medie/alte ma l’isolamento è poco evidente sulla parte bassa delle frequenze e varia molto nelle rimanenti parti dello spettro sonoro. I modelli chiusi in generale garantiscono un buon isolamento acustico dall’ambiente esterno, ma nessuna cuffia può fare miracoli. Comunque le HD 380 PRO sotto quest’aspetto sono superiori a tante altre cuffie che ho provato. 
 
Adesso spengo le casse e mi collego all’uscita cuffia della nostra RME Fireface. Metto di nuovo il brano di prima, Dreams, e alzo pian piano il volume dal potenziometro dedicato. 
Quello che mi impressiona da subito è la riproduzione delle frequenze basse, profonde e molto ferme, poco “boomy”, come lo sono purtroppo tante altre cuffie su quelle frequenze. Anche lo spettro sulle medie e alte è molto equilibrato, mancano quelle super “frizzanti” che a me d’altronde danno fastidio,  risultando spesso molto stancanti, in particolare nelle situazioni di pressioni sonore un po’ più alte o continue. Cambio CD e metto “Two against nature” dei Steely Dan. Anche qui la definizione audio e immagine sono veramente ottimi e l’efficacia è notevole. Insomma… un suono profondo e preciso, tipico delle cuffie Sennheiser.
 
Per un mese ho provato le HD 380 PRO ascoltando i miei soliti brani di riferimento di tutti i generi, e utilizzandoli nei tipici lavori da studio, in fase di arrangiamento, nei missaggi ecc. Durante la registrazione di voce e strumenti tutti gli musicisti si sono espressi molto faverolmente sia per la comodità che per il suono.  Ah, non scordiamoci che le cuffie chiuse evitano anche di disturbare chi ci sta accanto. Questo vale in particolare anche per certi cantanti o strumentisti che quando registrano hanno bisogno di volumi spropositati in cuffia, creando cosi un fastidioso rientro della base o del click nel microfono. Effettivamente con la HD 380 PRO non si sente praticamente nessun rientro, cioè l’isolamento molto efficace anche con volumi alti.
 
Ho provato le nuove cuffie della Sennheiser ovviamente anche in confronto con le altre cuffie sovvracitate. La cosa divertente, ma anche un po’ frustrante, è che suonano completamente diverse.  Cosi ho fatto fare a tutte le persone che passavano in studio ho un confronto, organizzando dei veri e propri “blind tests”, per farmi dire quale delle cuffie prediligevano. Il risultato? Ancora una volta ho dovuto imparare che “de gustibus non est disputandum”! A chi piaceva più quella a chi l’altra…comunque nelle varie hitparade delle 6 cuffie in “gara”, le HD 380 PRO erano sempre o al primo o al secondo posto!
 
Valutazione finale:
Durante le prove d’ascolto sono rimasto piacevolmente impressionato da come il suono viene reso in modo naturale. Definizione audio e immagine mi sembrano nettamente migliori rispetto alla maggior parte delle altre cuffie. Sembra che l’orientamento dei trasduttori porti effetivamente a qualche reale miglioramento. L’ascolto risulta molto equilibrato, con bassi molto profondi e puliti. Le frequenze alte vengono riprodotte in modo poco agressivo, cosa che personalmente preferisco, cosi da poter lavorare anche a volumi sostenuti senza "spaccarsi" le orecchie, vuol dire senza affaticamento. Per una cuffia chiusa e circum-aurale l’HD 380 PRO è veramente comoda da indossare, grazie al suo design ergonomico e il peso veramente ridotto. Ho notato solo dopo tante ore un leggero fastidio creato dalla pressione e dal riscaldamento delle orecchie, ma questo effetto è ovviamente un po’ condizionato proprio dal tipo di cuffia. L’isolazione acustica è buona e molto superiore ad altre cuffie di questo tipo ma, come già detto, tenere a bada le frequenze basse e sempre un’impresa piùttosto ardua.
Devo dire che complessivamente le Sennheiser HD 380 PRO mi piacciono molto e posso consigliarle a tutti coloro che cercano delle cuffie professionali con caratteristiche ed esigenze tipiche delle applicazioni nel monitoring e nel quotidiano lavoro in studio.  
Come ho già fatto notare prima, esistono anche altri modelli d’ottima qualità e la scelta dell’uno o dell’altro modello è dettata principalmente dai propri gusti personali; d’altronde non esiste nessun test in grado di sostituire l’ascolto diretto.
 
Chi è interessato ai dati tecnici, li po’ trovare QUI

Ulteriori Informazioni: www.exhibo.it

 

 

 

 

 

 

Guido Block, staff ZioMusic

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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