Leif Searcy

Signore e signori, oggi incontriamo un maestro delle pelli. Un batterista che ha fatto del suo suono una vera e propria filosofia.

Colui che scrive è un chitarrista, innamorato però della batteria. Un buon disco deve avere un grande suono di batteria per colpirmi e soddisfarmi. Ci vuole certo molto groove ma anche il suono ha una parte davvero importante per la qualità di un pezzo.
Leif Searcy è un musicista che si riconosce. La prima volta che l’amico Roberto Fazari me lo ha segnalato mi sono ritrovato ad ascoltare con stupore tutti i brani pubblicati sulla sua pagina MySpace. Fin dai primi colpi ho subito percepito un bel groove ed un tocco di quelli che ti fanno sentire bene. E’ come se le sue mani incorporassero naturalmente equalizzazione e compressione per un mix sempre gradevole.
Il suo suono è l’anticamera di quello che Leif è come persona. Un carattere che si direbbe “low-profile”, non certo egocentrico, la sua disponibilità colpisce quasi al pari del suo groove, come dimostra quello che ci ha raccontato.

Ecco a voi una bella intervista con quello che, se vi fidate di me, è uno dei più interessanti batteristi italiani del momento.

ZioMusic: La tua carriera è iniziata girando per l’Europa, poi hai preso il volo anche grazie alla collaborazione con Carmen Consoli e molti artisti di fama. Ora suoni in molte formazioni e insegni in diverse scuole.

Leif: Come tutti i ragazzi ho incominciato a studiare la batteria per puro divertimento, finita la scuola poi mi sono trasferito per un anno a Vienna dove c’era una scuola in stile Musician Institute.
Qui ho incontrato ragazzi da tutta l’Europa con cui ho formato varie situazioni Jazz/Fusion per esibirmi in vari club austriaci e tedeschi mentre continuavo i miei studi.
Una volta tornato in Italia ho disperatamente cercato di introdurmi nella scena milanese, cosa che si è rilevata parecchio difficile se non fosse stato per il mio amicone Leandro Misuriello, che nel 1996 mi ha cercato per fare un’audizione per questa nuova artista sanremese: Carmen Consoli.
Da li non posso dire che la strada sia stata in discesa, ma la visibilità è stata di parecchio aiuto. Insomma supportare artisti come Renga, Paola e Chiara, Gemelli Diversi e altri e accompagnare, anche se in playback, Shania Twain, Phil Collins e Ricky Martin mi ha dato la possibilità di conoscere personaggi del settore discografico oltre ad altri musicisti bravi stringendo amicizie oltre a formare progetti musicali e lavorative.

Gemelli Diversi "Boom Tour 2007"

Adesso ho la fortuna di dividere progetti musicali con musicisti che andavo ad ascoltare negli anni della mia formazione come Paolo Costa, Giorgio Secco ed altri. Sai, avere la stima dei grandi musicisti è il miglior sponsor. A differenza di altri lavori questo funziona ancora con il passaparola.
Insegnare invece è una specie di missione. La cosa che trovavo molto più interessante degli esercizi per la batteria era quello che i miei insegnanti mi tramandavano a livello di ascolto di dischi e concerti. Passavo molto tempo a sfogliare i dischi Jazz, Rock e quant’altro di mio padre per sapere chi ci suonava per poi confrontare le mie scoperte con insegnanti e amici.
Per questo oggi oltre a dare nozioni strumentistiche tento di divulgare cultura musicale, adesso che poi internet aiuta a trovare cose incredibili, da filmati degli anni ‘50 a concerti del giorno prima la cosa risulta essere molto interessante.
I ragazzi devono sapere che prima di Tre Cool , Joy Jordison, Portnoy e Dave Weckl c’erano pionieri come Ringo Starr, John Bonham, Keith Moon, Neil Peart, Tony Williams, Steve Gadd ecc.

ZioMusic: Immagino che per un figlio di un musicista sia naturale pensare di fare questo mestiere. Quando hai deciso che avresti vissuto da musicista?

Leif: Non penso sia per forza naturale, considerando che molti talenti avevano genitori che facevano altro.
Il denominatore comune è se i genitori ascoltano musica in casa, io ho allievi di 15 anni che ascoltano esclusivamente i Led Zeppelin…
La musica è passione ed è quello che arriva ai ragazzi.
Vero però che avere genitori che lo fanno di mestiere incida comunque profondamente sulla formazione culturale e sulla considerazione che il Musicista è un lavoro come un altro, cosa che risulta strana solo qui.
I miei comunque erano musicisti del Teatro alla Scala, io bazzico decisamente altri lidi, anche se poi avevano ed hanno amici come Gerry Mulligan e Dave Friedmann che arrivavano a cena, diciamo che ne ho viste di tutti i colori da bambino!

Il ragazzo ha talento ma i genitori di un batterista devono avere un sacco di pazienza…e un paio di ottimi tappi per orecchie!

ZioMusic: Nel ’96 hai iniziato la tua collaborazione con Carmen Consoli, com’è andata?

Leif: Stavo tornando a casa ed ho incontrato Leandro (Misuriello, ndr) per strada davanti al Jungle Sound (studio di registrazione milanese, ndr). Faccio per salutarlo e lui mi dice di parcheggiare e seguirlo all’interno della sala prove. Così faccio. Entriamo e qui mi presenta Fabrizio Rioda, uno dei soci della sala, che ci da una copia del primo cd di Carmen e ci dice di studiare “Amore di Plastica” per il giorno dopo.
Li chiedo a Leo chi è Carmen Consoli e lui mi dice: “Boh, è una che ha fatto San Remo Giovani!”. A questo conveniamo che non avendo niente in mano conviene buttarsi.
Il giorno dopo arriviamo in sala e dopo una prima scrematura fatta dallo stesso Rioda arriva Carmen. Si presenta timidissima: “Piacere…Carmen”, poi chiede se hanno una chitarra elettrica. Le portano un Flying V, accende il Marshall ed intona “Foxy Lady” di Hendrix…..rimango basito ed incomincio a chiedermi: “Chi diavolo è questa qui…”. Da quello che avevo sentito sul disco non mi sembrava la stessa cantante. Mi aveva letteralmente steso, sai sul disco cantava quasi sussurrata in sala invece era letteralmente Fuoco. Da lì ho capito che era decisamente tosta.
Leo ed io ci siamo aggiudicati il lavoro proprio grazie al fatto di avere delle cose in comune con lei. Stava cercando musicsti che condividessero la sua stessa passionalità nella musica, essendo poi tutti ragazzi c’era la possibilità di crescere insieme.

Uno scatto dal "Mediamente Isterica Tour" con Carmen Consoli.

ZioMusic: La musica di Carmen è molto varia, le sue origini siciliane la ricollegano alla musica melodica e cantautorale, mentre i suoi inizi hanno una connotazione rock. Ti sarai trovato ad affrontare generi molto diversi lavorando con lei.

Leif: Si, anche se poi io ho affrontato primariamente il suo lato più Rock, da dopo “Mediamente Isterica” è entrato Puccio Panettieri al mio posto.
Ho fatto altre esibizioni con lei dopo, il “Bataclan” di Parigi nel 2001 nel periodo di “Bambina Impertinente” per esempio ed anche il Leoncavallo di Milano pocho dopo l’uscita del suo cd/dvd Live a Taormina.
L’inverno scorso invece abbiamo rifatto il Tour di “Mediamente isterica” per celebrare il decennio dello stesso disco, un’esperienza bellissima.
Crescendo con lei, anche i musicisti hanno la possibilità di dare il loro contributo artistico e nei primi dischi ho proprio avuto questa possibilità.
Pensa che il brano “Geisha” lo abbiamo arrangiato insieme, e la linea di basso della strofa di “Eco di sirene” lo ho inventata io insieme a lei nel soggiorno di casa sua.
Inoltre sono co-autore e canto con lei nel brano “Komm Wieder” che è all’interno della colonna sonora del film “L’uomo che ama” di M.S. Tognazzi.

ZioMusic: Cosa comporta l’essere polivalente per la preparazione di un batterista? Su cosa ti sei concentrato per essere professionista a 360°?

Leif: Sulla musica principalmente. La musica è comunicazione!!!
Considero i vari generi musicali come vere e proprie lingue. Jazz, Rock, Funk, Jazz, Samba, Son, ecc. non sono diverse dal francese, inglese ecc. Quello che poi si studia sullo strumento sono i vocaboli, la grammatica e tutti i mezzi per poter comunicare, i dischi ed i concerti sono invece i libri.
Per poter suonare bene uno stile bisogna ascoltarlo bene ed entrarci visceralmente. Non è importante che tu sia polivalente per forza, ammiro più un batterista che sia “vero” in quello che fa.
Io amo il Rock quanto il Jazz e l’Hip Hop, ho a casa dischi dei Led Zeppelin, Hendrix, Beatles, Pantera, Foo Fighters, Living Color per passare a Coltrane, Miles e Ornette Coleman per finire a Marsalis e poi Tower of Power, Tribe called Quest, The Roots, Erikah Badu, D’Angelo, Soul Coughing, Medeski Martin & Wood, John Meyer e la lista si dilunga su migliaia di cd e vinili. La musica che ascolto mi piace, se no non la compro, e quella che mi piace tento di suonarla il più possibile circondandomi di musicisti che condividono la mia stessa passione.
La polivalenza ne diventa una conseguenza e questa ti dà poi la possibilità di accedere a più opportunità di lavoro ed esperienze artistiche.

ZioMusic: Ci parli del tuo setup per i live e per lo studio di registrazione?

Leif: Dipende con chi suono prevalentemente oppure dal tipo di progetto musicale.
Passo facilmente da un setup base cassa, rullante, tom e timpano ad utilizzare 2 o 3 tom. Le dimensioni incidono sul tipo di musica che sto per fare.
Mi considero minimalista, principalmente perché da ragazzo portavo tutto quello che avevo ma dopo montaggi e smontaggi infiniti ho deciso di ridurre il più possibile. Basta mal di schiena!
Ho una DW 22×16, Tom 12×10 e timpano 16×16, una Tamburo Formula Cassa 18×16 – 20×16 -22×18, Tom 8×8-10×8-12×10, timpano 14×12, 16×14, rullanti Tamburo 14×6,5 acero Opera, 14×5 acero Opera, 13×6,5 Black steel, 13×5 Acero Formula, Yamaha Alluminio 14×3,5, Pearl MLX 14×6,5.
Essendo endorser Zildjian ho una schiera di piatti Avedis, K, K Custom, A Custom e Constantinopole che mi permettano di muovermi agilmente in qualsiasi direzione musicale.
Utilizzo esclusivamente bacchette VicFirth 55° (Endorser) per Rock e stili ad alto volume, e Steve Jordan segnature per Jazz, Funk e stili più conenuti a livello di volume sonoro.

ZioMusic: Quali sono le cose che un professionista non deve mai dimenticare riguardo la sua strumentazione?

Leif: La manutenzione e la cura. Odio strumenti scordati o con le pelli marce.
Ci tengo molto al mio suono, cambio le pelli quando sento che il suono non esce come dovrebbe, ogni tanto pulisco i piatti e le meccaniche.

ZioMusic: In un disco il suono della batteria, che spesso viene sottovalutato, è uno degli elementi chiave per la buona riuscita del complesso ed il suo giusto inserimento nel mix è strategico per enfatizzare l’elemento ritmico. Quello che mi ha colpito del tuo suono è proprio questo: un bell’impatto, carico di energia, che però si traduce in grande balance nell’insieme. Qual è il trucco per un suono così?

Leif: Ah, il segreto sta nel accordare la batteria in modo che abbia un bel suono acustico, il resto lo fa il tuo tocco.
Enfatizzo molto questo discorso anche a lezione, la tecnica è importante non per andare veloce ma per avere un bel tocco. Le dinamiche, sfruttare la lunghezza di una nota il più possibile.
I batteristi come John Bonham o Tony Williams avevano una manciata di microfoni a disposizione e nonostante questo avevano un suono devastante, bello pieno.
Importante però e anche la bravura del fonico. Ci vuole una stretta collaborazione tra fonico e batterista. La fonia mi piace molto, di conseguenza guardo ed ascolto sempre attentamente quello che fa il fonico, hanno un altro modo di ascoltare.
Un batterista che mi piace come affronta il suono oggi è Questlove dei Roots.

ZioMusic: Di contro quali sono gli errori da evitare per registrare una buona batteria?

Leif: Stare attenti a dove si posizionano i microfoni, piazzare bene i panoramici che creano l’ambiente, fanno già una grandissima differenza, il resto sta nell’accordatura dello strumento.

ZioMusic: Attualmente quali sono i progetti in cui suoni?

Leif: Con Daniele Moretto (Tromba) ed Enzo Messina (Rhodes) abbiamo riformato i QUARTO, un quartetto Funk-Jazz con brani originali in cui faceva originariamente parte nel disco Leandro Misuriello (basso).
Dopo la sua scomparsa, una serie di combinazioni ci ha portato a rimettere in piedi il gruppo. Adesso al basso abbiamo Paolo Costa, dopo una purtroppo breve collaborazione di Silvio Verdi. Poi c’è la Tom’s Family, con Paolo Costa, Giorgio Secco (gt), Fabio Valdemarin (key), Daniele Moretto, D.Comoglio, R.Perego e Alessio Nava ai fiati e la incredibile voce di Sergio Cocchi. Qui ci dilettiamo a proporre vero Funk e Soul con brani di S.Wonder, Sly, James Brown, Tower of Power ed altri classici del genere.
4 Hands Quartet con Luca Meneghello e Giorgio Secco alle chitarre, e Piero Orsini al basso. Poi l’ Eclectic Trio, un trio Rock-Blues con sempre Giorgio alla chitarra e voce e Marco Mariniello al basso.
Infine faccio parte della Luca Jurman Band.
Insomma mi mantengo occupato a suonare con artisti e musicisti straordinari.

Leif con la Luca Jurman Band al Blue Note di Milano.

ZioMusic: Infine la domanda di rito. Cosa farà Leif Searcy nel futuro?

Leif:Il papà di sicuro, groovare il più possibile e riguardo alla musica tengo le orecchie aperte e tenterò di sorprendere e sorprendermi.

ZioMusic: Nel chiederti un saluto per i nostri lettori, ti ringraziamo per questa bella intervista e rimandiamo chiunque volesse approfondire la tua conoscenza o tenersi aggiornato sulle tue attività a visitare i link a fondo pagina. Grazie!

Leif: Ringrazio voi ed i vostri lettori, spero di essere stato di aiuto a divulgare il piacere di questo fantastico mestiere.

Info: www.myspace.com/leifdrum

Info: www.myspace.com/quartojazz

Info: www.myspace.com/tomsfunkyfamily

Info: www.myspace.com/sleghismo

Info: www.myspace.com/eclectictrio

 

Luca "Luke Reds" Rossi
Redazione ZioMusic

 

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