Cesareo – Parte 2a

Ecco la seconda parte della nostra intervista a Cesareo, chitarrista di Elio e le Storie Tese.
In questa seconda portata vi offriamo argomenti succulenti come: l’importanza di restare aggiornati, la musica che ascolta Cesareo, il CD Brulè, la pirateria, i progetti per il futuro e molto altro.
Inoltre, ma ve lo sveleremo solo alla fine, Cesareo ci ha gentilmente regalato una sorpresa per voi.
Non perdetevela.

ZioMusic: Sei un chitarrista poliedrico e una band come gli Elii ti permette di affrontare i generi più diversi con continuità, dal rock al funky, dai ritmi latino-americani alla disco. Come hai ampliato e approfondito il tuo bagaglio ritmico in modo da essere sempre a tuo agio?

Cesareo: Facendomi il cosiddetto mazzo. Certe cose, onestamente, non ero capace di farle. Armonicamente Sergio, Faso e Elio, che è anche diplomato in Conservatorio in flauto traverso, sono molto più preparati ed ho dovuto star loro dietro. Certe composizioni mi trovavano impreparato, con accordi e progressioni che non conoscevo. Ho dovuto riprendere i libri a volte, accettando le critiche quando non ero immediatamente in grado di soddisfare le richieste degli altri. Allo stesso modo gli altri hanno dovuto imparare cose che non erano nel loro bagaglio culturale. Le si affronta di buon grado.
Io sono un grande imitatore e riesco bene ad essere credibile anche nelle cose che ho imparato da poco. In tutti i generi ci sono difficoltà tecniche specifiche, per questo non bisogna mai cullarsi ma progredire continuamente.

Alcune foto con i ricordi migliori di Elio e le Storie Tese.

ZioMusic: Quanto è importante ancora lo studio per un chitarrista già affermato come te? Qual è il materiale che in questo momento attira più la tua attenzione di studio e quanto tempo riesci a dedicare a questo?

Cesareo: Avrei tanto tempo da dedicare allo studio ma spesso, lo ammetto, soprattutto quando suono molto, non ho voglia di mettermi anche a studiare. Magari preferisco guardare un film per rilassarmi oppure dedicarmi alle mie altre due grandi passioni: gli elicotteri e le macchine radiocomandate e la X-Box, soprattutto Call of Duty.
Ogni tanto però ho voglia di imparare cose nuove e capita che passi tre o quattro giorni a studiare la sera, a volte anche fino alle tre del mattino. Negli ultimi 5 o 6 anni, spero si sia notato, credo di essere migliorato abbastanza nell’esecuzione e nella ricerca delle cose che suono, proprio per il fatto di non essermi mai accontentato.
Una cosa che non ho mai fatto è quella di ricalcare pari pari le cose degli altri. Non c’è qualcosa che studio in particolare, preferisco farmi influenzare a distanza. Un musicista che mi stimola ora è Andy Timmons ma non cerco di studiarlo per filo e per segno, preferisco un condizionamento casuale, più guidato dalla mia rielaborazione inconscia.

ZioMusic: Gli Elio e le Storie Tese sono diventati nel tempo una band dalla tecnica solidissima, tanto da avere pochi paragoni. Avete portato il vostro genere ad un livello nettamente superiore. Quanto e cosa comporta la preparazione di un disco o un tour?

Cesareo: La tecnica che abbiamo noi, come strumentisti singoli di EELST, viene sicuramente messa a disposizione della composizione. Se suoni bene ti puoi quindi permettere di spingere la tua musica anche verso cose complesse, difficoltà che però non devono derivare dal desiderio di stupire a tutti i costi, credo che ormai non ne abbiamo nemmeno più bisogno.
Ti faccio un esempio, i cambi dispari, come ne “Le terra dei cachi”, ti richiedono più sintonia, più preparazione.
Credo che il lavoro maggiore però non sia più quello della preparazione tecnica di uno show quanto rendere il tutto più bilanciato e godibile possibile. Voi che avete visto il nostro concerto potete testimoniare che il risultato è quello di una band che suona molto bene ma anche di uno show dove tutto è al suo posto, le svisate e gli sfoghi strumentali non eccedono mentre il complesso ne risulta sempre preferito.
Un nostro pallino poi, ogni volta che iniziamo un tour o un disco, è quello di voler fare cose che nessuno hai mai fatto. E’ una piccola mania che ci portiamo dietro da sempre.
Negli ultimi tour di supporto ai dischi usciti tutto è stato più semplice in fase di preparazione. Questi dischi sono stati suonati e registrati quasi live, tutti assieme, quindi i pezzi nella loro interezza sono già acquisiti.
La difficoltà di fronte alla quale ci troviamo da qualche hanno è nella scelta delle scalette. Oggi abbiamo una tale quantità di pezzi che vorremmo fare, o che il pubblico vorrebbe sentire, che la scrittura dello spettacolo non è più così banale. L’ultima scaletta di questo tour ha avuto un successo meraviglioso, con commenti molto positivi.

ZioMusic: Praticamente ogni vostro live viene registrato, masterizzato e venduto su CD Brulè, una bella iniziativa che richiede però anche impegno e investimenti. Questo per soddisfare i vostri fans, per rispetto al vostro meticoloso lavoro in ogni data e, immagino, anche per tentare di arginare il fenomeno della pirateria. Qual è il lavoro dietro le quinte che permette di ottenere tutto questo?

Cesareo: A differenza di quel che si pensa l’investimento non è clamoroso, tutti potrebbero fare i CD Brulè. E’ sufficiente un computer con un programma di registrazione decente e dei masterizzatori buoni, quindi non è impossibile. Non serve un intero studio mobile, credo che l’investimento sia dell’ordine dei 15 mila euro.
Il problema è avere la mentalità giusta per andare sul palco tutte le sere e sapere che ti stanno registrando. In queste occasioni alcuni si fanno intimorire e suonano un po’ trattenuti, ma noi, dopo tutti questi live incisi (il CD Brulè è partito nel 2004, ndr), non ci ricordiamo nemmeno più della registrazione, la preoccupazione non esiste più. Certo devi sapere che gli errori che farai saranno stampati per tutta la vita su un supporto. Noi quando sentiamo gli errori ne ridiamo, alcuni invece non riescono a sopportarlo.
E’ inutile dire che il 70-80% dei dischi live che si vendono sono pesantemente rifatti o corretti in studio. E’ un peccato per gli acquirenti che pensano sentire musica veramente live.
Ora però non bisogna pensare che gli artisti e le band siano tutti dei pavidi. Purtroppo ci sono anche pesanti vincoli discografici da rispettare, che spesso impediscono queste iniziative. Noi fortunatamente da anni ci facciamo tutto in casa, siamo editori, casa discografica, produttori dei tour, quindi nessuno può eccepire nulla. Una casa discografica tipo ci direbbe sicuramente: ‘Non potete, con il disco appena uscito, sparare fuori quaranta live… andate a penalizzare le vendite del disco.’ Poi ci sono i venditori che hanno una percentuale sul venduto quindi se metti autonomamente a disposizione i dischi sul luogo del concerto, scavalcandoli, li penalizzi. Questi e altri vincoli, incomprensibili secondo noi, sono i meccanismi interni per cui tanta musica va male.
Di sicuro questa libertà si paga con maggiori rischi e investimenti da parte nostra. Quando realizziamo un disco non abbiamo nessuno che ci mette sul tavolo 200 o 300 mila euro.
Ti dico anche che EelST sono sicuramente, ad oggi, il gruppo al mondo che ha più live incisi alle spalle, per cui potremmo anche pensare di andare da un notaio e ratificare ufficialmente la cosa. Ci vogliamo prima guardare alle spalle, per vedere chi ci sta inseguendo. EelST non è l’unica band buona che c’è in giro, ce ne sono molte decisamente valide che potrebbero fare la stessa cosa. L’unica pecca di alcuni gruppi è proprio far parte di una casa discografica.
Pensa che comprando un nostro disco, con il codice che si trova all’interno, si ha accesso non solo al download digitale di tutti i brani del disco, ma per un certo periodo anche a tutta la nostra discografia sul sito. Sembra che ci diamo la zappa sui piedi da soli ma è semplicemente guardare alla realtà; chiunque voglia un pezzo di EelST può ottenerlo in due modi altrettanto facili: o così, con la qualità digitale migliore e la legalità che mettiamo a disposizione, oppure dalla rete con la scarsa qualità degli MP3 che ci sono in giro. Quindi se devi avere della musica nostra, ma non vuoi comprarla, tanto vale che siamo noi stessi a fornirtela, dandoti accesso a un ottimo ascolto.

ZioMusic: E’ un operazione che rende i fans più fedeli insomma?

Cesareo: Proprio così. C’è gente, tra i nostri fans storici, che registrava tutti i nostri concerti davanti alle transenne con microfoni volanti e un audio di scarsa qualità. Ebbene da quando esiste il CD Brulè questo fenomeno non esiste praticamente più. Loro stessi, per primi, ci dicono che non ne vale la pena quando, con 12 euro, puoi comprare il disco della serata con la sua bella copertina, perfettamente registrato.
Uno di questi mitici fans, ad esempio, si chiama Marok. E’ davvero un bravo ragazzo e siamo affezionati molto affezionati a lui, che dilettandosi con la fotografia, ha fatto talmente tanti scatti dei nostri concerti e ci ha seguito tanto, da essere una fonte estremamente affidabile per foto che nemmeno noi avevamo e magari cercavamo da tempo. Ebbene lui, che era tra quelli che inizialmente registravano i nostri concerti, è diventato un super-cliente: ne compra due per ogni concerto perchè li colleziona. Meglio di così!

Un bel regalo di un fotografo fan speciale. Gli Eelst ringraziano.

ZioMusic: Molti musicisti sono collezionisti di musica, altri invece al di fuori della loro attività professionale cercano di evitarla. Che musica ascolta Cesareo?

Cesareo: A me la musica piace molto, ascolto quasi tutto. Sono un ascoltatore vario, preferisco ascoltare Shania Twain in macchina piuttosto che Satriani, mi piace gustare gli arrangiamenti che ci sono sui suoi dischi, un vero e proprio manuale di arrangiamento, talvolta una definizione degli spazi cosi precisi pur con la coesistenza di moltissimi strumenti.
Dal mio punto di vista, se sei musicista devi vivere con la musica attorno, anche per non diventare uno che si radica troppo sui suoi gusti personali.
Chiaramente ci sono dei generi musicali ai quali non riesco ad appassionarmi. Partendo da Beatles, Rolling Stones, Genesis, Yes, Deep Purple ed ai chitarristi migliori del mondo, una di quelle cose che non riesco ad ascoltare è il genere hip hop. Lo rispetto, come tutti gli altri generi, ma le basi sempre uguali, non suonate ma campionate, con questo diluvio di parole sopra, non incontra il mio gusto. E’ un espressione musicale legittima ma non mi piace.
Mia figlia, ad esempio, che non si interessa quasi per nulla di EelST, se non perchè ci suono io, impazzisce per i Club Dogo e Fabri Fibra. Io posso solo “disperarmi” (ride, ndr) ma non posso fare altro. Non le dirò mai: “Questo genere fa schifo”. E’ una filosofia che non mi appartiene. Cerco di farle conoscere qualche alternativa ma per ora con scarso successo.

ZioMusic: Recentemente un gruppo storico del rock come gli AC/DC ha rifiutato l’ennesima dorata proposta di iTunes per la vendita online sul loro portale della loro discografia. Pare che la motivazione sia stata che la band non vuol essere “fatta a brandelli” dal metodo di iTunes, che ogni brano singolarmente. Gli AC/DC vedono i loro album come dei concept compatti e quindi vogliono mantenere ogni pezzo contestualizzato con tutti gli altri di un certo disco. Tu cosa ne pensi? Credi che sia una scelta attuale?

Cesareo: Penso sia una scelta legittima, anche i Beatles hanno rifiutato per molto tempo, e per ragioni economiche, di vendere attraverso iTunes. Credo però che oggi, se ad un ragazzino piacciono inizialmente solo due o tre pezzi degli AC/DC e li può trovare facilmente su iTunes, sia un modo per avvicinarlo a questa musica. Se a questi consumatori così vari dai la forte limitazione del “tutto o niente” allora forse non conosceranno mai gli AC/DC. E’ un peccato più per l’artista che per chi ascolta. Stanno tenendo duro su una tendenza davvero globale che aiuta economicamente un sacco di musicisti.
Noi, in proporzione, vendiamo di più attraverso i canali di internet che da quelli tradizionali. Il ragazzino, che sta attaccato al computer, va su iTunes e si compra la musica senza troppa fatica, il disco è diventata una cosa quasi da collezionista. La musica su iTunes è un po’ come il giornale consegnato a casa allo stesso prezzo dell’edicola, se ce l’hai sotto casa la voglia di leggerlo magari ti viene.
Riguardo gli AC/DC posso pensare che sia la solidità economica a permettere loro di non usufruire del canale di iTunes. Anche i Beatles non daranno mai le loro canzoni per le pubblicità, e questo concetto è ancora superiore a quello degli AC/DC, non vogliono svilire le loro opere capolavoro associandole ai pannolini piuttosto che ai biscotti per la colazione. Questo non succede per Elio e le Storie Tese perchè per sopravvivere anche il Cynar va bene.

Ecco la famosa sala prove/cantina protagonista anche del video di Parco Sempione.

ZioMusic: Oltre alla fine del Supermassiccio Tour quali sono i tuoi impegni e progetti per il futuro prossimo?

Cesareo: Alla fine di questo tour credo che ognuno si farà proprio gli affari suoi. Elio farà le classiche cose che ama, come il teatro, Sergio sarà impegnato come autore. Io inizierò davvero a puntare di nuovo sui Four Tiles, per fare un disco e nuovi concerti con loro; ho già ricominciato con il progetto Notte delle Chitarre e preparero, dopo anni che me lo chiedono, una clinic sulle chitarre nei pezzi di Eelst.
In seguito si comincerà a buttare giù qualche idea per il disco nuovo e sicuramente ci sarà un tour primaverile o estivo. Forse ci saranno delle proposte per trasmissioni televisive ed altre cose che non abbiamo ancora definito.
Nel frattempo tutta la nostra organizzazione si muove e avanza nel settore distributivo. Dopo iTunes ci stiamo allargando ad altri canali di distribuzione su internet. E’ tutto un work in progress.

Eccoci giunti alla fine. Qui di seguito tutti i link a cui approfondire su Cesareo, Elio e le Storie Tese e i Four Tiles.
Non perdetevi assolutamente, in fondo, la dedica che Cesareo ha voluto lasciare a tutti i lettori di ZioMusic.

Info: www.myspace.com/cesareoeelst

Info: www.elioelestorietese.it

Info: www.fourtiles.it

Info: www.myspace.com/fourtiles

Foto: Guido Block

Luca “Luke Reds” Rossi
ZioMusic Staff

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