Roberto Fazari

Oggi ZioMusic incontra un musicista, chitarrista e non solo, che in questi anni ha intrapreso una brillante carriera come professionista.
Chitarrista rock e metal con diverse band, turnista poliedrico in studio per le registrazioni di sigle tv, pubblicità e documentari e insegnante di successo. Roberto Fazari si è ritagliato in questi anni il suo spazio in questo mestiere, guadagnando la stima dei colleghi e professionisti del settore.
Lo abbiamo intervistato per farci raccontare i suoi trascorsi musicali, i segreti del mestiere (di cui lo Zio è sempre avido…) e per dare qualche consiglio sulle cose che è meglio fare, o non fare, per raggiungere il successo come professionista nella musica.

ZioMusic: Ciao Roberto, sono sicuro che i nostri lettori sono molto curiosi di sapere qual è stato il tuo inizio come musicista. So, per esempio, che il tuo percorso musicale non è legato esclusivamente alla chitarra.

Roberto Fazari: Eh si…effettivamente i miei inizi risalgono all’età di 6 anni. Ho incominciato con il pianoforte classico, che ho studiato per 7 anni prendendo anche lezioni di teoria e solfeggio. A 14 anni la musica metal “mi ha sconvolto” e da pianista classico mi sono trasformato in chitarrista elettrico Tamarro! O meglio…all’inizio, da autodidatta, mi sono avvicinato alla chitarra classica che adoro e studio tutt’ora…ma il fascino delle chitarrone distorte si è presto impossessato di me e non mi ha più lasciato.
Tutti i giorni sono grato ai miei genitori per avermi spinto/obbligato a studiare musica classica perché mi a permesso di acquisire un vasto bagaglio di conoscenze armoniche, di sviluppare un ottimo orecchio che mi aiuta a riconoscere accordi, intervalli, progressioni, e mi ha aiutato a diventare un buon lettore a prima vista.

ZioMusic: Quando hai preso la decisione, critica per chiunque faccia musica, che sarebbe diventato il tuo mestiere?

Roberto Fazari: Quando mi sono reso conto che se avessi continuato a lavorare in banca (ebbene si) avrei completamente mancato lo scopo della mia vita!
La musica non poteva rimanere un semplice hobby: avrebbe continuato a “tormentarmi” finché non le avessi dedicato il 100% delle mie energie.
Ho scommesso su me stesso: ho lasciato il lavoro, ho studiato con il grande Donato Begotti per avere una preparazione moderna seria e completa, ho preso lezioni di composizione ed arrangiamento per orchestra, ho
iniziato ad insegnare, mi sono messo “sulla piazza”.

ZioMusic: Gerry Calà, Umberto Smaila, Mediaset, giusto per citare alcune delle tue collaborazioni come turnista; qual è la chiave per entrare in questo circuito?

Roberto Fazari: Il passaparola positivo! Succede che qualcuno che ti stima ti chiede di sostituirlo nella sua band, in questo contesto ti guadagni altra stima ed altre conoscenze, ti chiamano per un nuovo progetto musicale, ti propongono di registrare un brano, in studio di registrazione ti apprezzano e fanno il tuo nome per altri lavori, sempre in studio passano altri musicisti che ti sentono suonare e ti “prendono” con loro ecc ecc ecc.
Morale: non ci sono regole, l’unica cosa che conta è suonare dando sempre il meglio!

ZioMusic: Se dovessi citare tre caratteristiche che un professionista deve possedere per avere successo quali sarebbero?

Roberto Fazari:
1) Rigore professionale: preparasi sempre al 110% per ogni lavoro che si affronta anche se piccolo, senza sottovalutare mai nessuna performance. A volte da un piccolo lavoro fatto molto bene nascono nuove occasioni, ma è anche facilissimo perdere un ingaggio per eccessiva superficialità o scarsa preparazione.
2) Determinazione a migliorarsi sempre: c’è sempre un lick nuovo da imparare, una tecnica da migliorare, un argomento nuovo da sviluppare e nuove prospettive professionali da coltivare…penso che sia fondamentale non sentirsi mai “arrivati” e darsi da fare ogni giorno.
3) Attenzione ai rapporti umani: che si tratti di allievi, compagni di band, fonici, direttori di orchestra, arrangiatori ecc…è molto importante trovare la chiave per relazionarsi in maniera costruttiva con ognuno. Il fattore umano (umiltà, correttezza, puntualità, auto ironia) ha quasi la stessa importanza della capacità tecnica.

ZioMusic: Quanto è stato importante per te essere anche pianista oltre che chitarrista elettrico e classico?

Roberto Fazari: Essere pianista mi permette di essere versatile soprattutto in fase di registrazione. Sono in grado di suonare in tempo reale parti di piano, archi, synth e pads che si rendono necessarie nell’arrangiamento del pezzo senza doverle “scrivere” con il mouse.
Mi rendo conto inoltre di avere una visione più ampia del pezzo e dell’arrangiamento grazie alle peculiarità dei due strumenti e questo in fase di composizione è un grande aiuto.
Poter ascoltare melodia ed accompagnamento contemporaneamente facilita il lavoro di creazione.

ZioMusic: Nell’ambiente sei noto per essere un session man praticamente infallibile, preciso e sempre al posto giusto. Come ti prepari per un turno in studio o una demo?

Roberto Fazari: Per quanto riguarda i turni in studio non c’è una preparazione specifica. Se so in anticipo cosa andrò a registrare (genere musicale, stile) faccio un ripasso di licks in tema e ascolto un po’ di musica di quel genere per poter essere propositivo ed avere nelle orecchie e nelle mani quel tipo di sonorità che poi mi verrà richiesta in studio.
Per le demo il discorso è diverso: inizio diversi giorni prima a studiare e ripassare i brani che andrò ad eseguire suonandoli a diverse velocità. E’ importante ripassare i brani mooolto lentamente per programmare il nostro cervello e le nostre dita al meglio.
Un’altra cosa che faccio è quella di registrarmi, in modo da poter ascoltare, valutare e migliorare la mia esecuzione. Se si tratta di un seminario, preparo la scaletta dell’intervento e simulo allo specchio sia l’esibizione che la spiegazione per “scovare” e correggere eventuali tempi morti o frasi poco chiare.
Insomma…cerco di non lasciare niente al caso ma di sentirmi sicuro al 100%.

ZioMusic: Quanto è importante il set-up per un chitarrista professionista? Puoi parlarci delle tue scelte tecniche?

Roberto Fazari: In studio è importante essere versatili e conoscere bene le proprie “macchine” per poter accontentare velocemente l’artista o il produttore.
E’ indispensabile anche poter offrire una vasta gamma di suoni utilizzando differenti chitarre, effetti, ampli, processori ecc…
Il 90% dei miei turni in studio riguardano musiche per pubblicità, sigle, documentari, trasmissioni televisive: in questo ambito spessissimo mi viene consigliato/ordinato di utilizzare dei simulatori come il Pod perché non c’è tempo per posizionare dei microfoni ecc ed è più utile ricreare una certa sonorità piuttosto che ottenere il suono “più bello della storia”.
Quello che faccio è: programmare ed editare completamente i miei suoni senza utilizzare alcun tipo di preset; prima di entrare nell’input passare da miei pedalini in modo da rendere un po’ più vero il suono; scaldare ulteriormente il suono passando attraverso un pre valvolare.
Detto questo, quando invece ho la possibilità ed il tempo, cerco sempre di utilizzare ampli e pedalini, evitando simulatori.
Per quanto riguarda le chitarre porto sempre con me la Strato e la Les Paul. Ho inoltre una chitarra con il ponte bloccato ed i “cordoni” nel caso ci sia bisogno di accordature particolari o particolarmente basse.
Per la parte acustica porto chitarra classica, chitarra acustica ed una ulteriore acustica con cordoni per accordature particolari, parti slide, esperimenti particolari ecc…
Dal vivo, infine, bastano un bel pulito, un bel pulito con chorus, un bel distorto ed un bel distorto con il delay (ah,ah,ah).
Per una visuale completa dei miei strumenti vi rimando alla sezione Gear del mio sito.

ZioMusic: La chitarra classica e quella elettrica sono due mondi che si vanno sempre più separando. Nel tuo campo hai riscontrato questa tendenza oppure le tue due anime, con la competenza sviluppata in entrambi i campi, riescono a fondersi nel lavoro e nella tua attività artistica?

Roberto Fazari: Sono principalmente un chitarrista elettrico ma nutro un amore enorme per il suono della chitarra classica ed acustica.
Mi piace comporre musiche per chitarra acustica: il mio brano White Fall è piaciuto molto e sicuramente pubblicherò nuovi brani.
Nel campo delle session la mia preparazione mi ha permesso di poter accettare lavori in cui la parte acustica era predominante.
In Italia spesso ad un turnista viene richiesta una preparazione “globale”: un giorno devi registrare un brano rock tamarro, il giorno dopo devi registrare un brano di chitarra acustica sola come sottofondo per un documentario ed io sono contento di essermi costruito questa piccola fama di chitarrista completo.

ZioMusic: Metal, rock, pop. Non sembra che tu sia particolarmente legato ad un genere musicale, oppure è una questione di esigenze lavorative?

Roberto Fazari: Succede una cosa strana: quando suono sono felice e non mi interessa il genere…davvero!
Mi accorgo che mi diverto come un matto a suonare qualsiasi cosa…che sia metal o musica italiana anni ‘60…musica che non mi sognerei mai di ascoltare a casa o in macchina!
Resta il fatto che il mio amore è sempre il rock in tutte le sue forme dalle più morbide alle più estreme.

ZioMusic: Parlando di influenze chi potresti citare come tuoi “maestri”?

Roberto Fazari: Mi piacciono molto di più i gruppi rispetto ai chitarristi solisti.
Tutti i miei chitarristi preferiti sono membri di band fantastiche: Mark Knopfler con i Dire Straits, John Petrucci con i Dream Theater, Kiko Loureiro con gli Angra, Paul Gilbert con i Mr Big.
Tra i solisti apprezzo Andy Timmons e la nuova stella Guthrie Govan.

ZioMusic: La composizione non può mancare tra i talenti di un musicista. Quali sono i tuoi punti cardine per iniziare la scrittura di un pezzo?

Roberto Fazari: In studio quando devo “creare” musica, ad esempio per un documentario, cerco di pensare in termini di sonorità, di sensazioni da evocare, e quindi parto spesso da un suono e ci lavoro sopra.
Per quanto riguarda invece i miei brani il discorso è differente: spesso il tutto nasce da un riff o una melodia che mi ronza in testa…mi siedo al pianoforte o imbraccio la chitarra e faccio “fluire” la musica cercando comunque di raccontare una storia in ogni brano, comunicando i miei stati d’animo in quel momento.
Spesso mi è difficile sviluppare un’idea per trasformarla in un brano completo…è una delle sfide che sto affrontando ultimamente.
Ho nel cassetto moltissime idee che aspettano di “evolvere”…

ZioMusic: Parlando di auto-produzione, in questo caso la possibilità con le tecnologie audio odierne di ottenere un buon prodotto anche nel proprio home-studio, cosa usi?

Roberto Fazari: Per le registrazioni in casa mi affido ad un Apple G4 con una scheda audio interna MOTU 2408. Questa scheda ha un modulo esterno collegato via Firewire con 8 ingressi jack, ingressi Rca ed ottici e zero latenza.
Utilizzo un’interfaccia MIDI Edirol alla quale collego le mie tastiere Korg.
Come software sono un fedele utilizzatore di Logic. Sfrutto molto il suo campionatore interno Exs 24 per caricare library di batterie, pianoforti ed archi.
Utilizzo il Pod con i “trucchi” di cui parlavo sopra.
Microfono con uno Shure Sm57 ed un AKG il mio piccolo combo Marshall.
Ho due casse da studio Digital Designs per gli ascolti “professionali”.

ZioMusic: Hai qualche trucchetto da consigliare ai nostri lettori per realizzare i loro brani in casa?

Roberto Fazari: Due consigli validi per le registrazioni sia in casa che in studio:
– avere ben chiare le ritmiche da eseguire perché spessissimo vanno doppiate. Se non si ha ben in mente il valore e la posizione di ogni nota il “doppiaggio” risulta inefficace ed anche “sgradevole”.
– Fare i suoni sul mix del pezzo. Spesso un suono gigante non si amalgama bene con il resto degli strumenti, così come un suono che può apparire “sfortunato” da solo risulta efficace all’interno del mix.

Mi piace molto suonare le parti di batteria (utilizzando il campionatore) piuttosto che utilizzare loop preconfezionati. O meglio, spesso sommo dei groove a parti di batteria che programmo e suono io…quasi a ricreare il feel di una batteria suonata da un umano che apporta piccole variazioni durante la sua esecuzione.
Idem per le parti di basso…difficilmente suono 4 battute e le copio.

Faccio il possibile per ricreare l’idea di un brano suonato da uomini e non da macchine!

ZioMusic: La tua tecnica micidiale è ben nota. I 301 bpm sono ormai diventati famosi tra i chitarristi su YouTube. Oggi come oggi sei ancora alla ricerca di qualcosa in più, nella tecnica pura, oppure consolidato il tuo bagaglio stai puntando altrove?

Roberto Fazari: Sicuramente cerco di mantenere la mia tecnica ad un alto livello perché è uno degli aspetti che più mi viene chiesto di approfondire da parte degli allievi: proprio la pennata alternata “fast” è l’argomento a me affidato nei seminari BIG che terrò con Donato Begotti ed Antonio Cordaro.
Come dicevo prima, però, cerco sempre di imparare qualcosa di nuovo e quindi ultimamente mi sto interessando di improvvisazione in ambito jazz e di tecniche legate al country…adoro quei fraseggi iperveloci!
Inoltre sto incominciando ad investire sulla composizione…ho voglia di creare e realizzare un mio cd che non sarà necessariamente ipertecnico.

ZioMusic: Hai un sogno nel cassetto, come musicista?

Roberto Fazari: Certo non mi lamenterei se diventassi uno dei turnisti più richiesti in Italia! (ah,ah,ah)
A parte gli scherzi, mi basta sapere che farò questo mestiere sempre con lo stesso entusiasmo di oggi e la stessa spinta a migliorare ogni giorno.
Il mio sogno è quello di poter “portare avanti” tutti i diversi aspetti del mio mestiere (didattica, live, turni) a livelli sempre più alti ma senza dover mai rinunciare completamente ad uno di essi.

ZioMusic: Per finire. Oggi sei insegnante del corso cadetto di Donato Begotti, il CCR (Corso in Chitarra Rock). Cosa vedi nel tuo futuro per quanto riguarda progetti artistici e lavorativi?

Roberto Fazari: Insieme a Donato stiamo migliorando ogni anno il CCR aggiungendo nuove idee, registrando nuovi video, rilasciando nuovo materiale. Nei prossimi anni aggiungeremo nuove materie di studio per rendere il corso il più professionale e completo possibile.
Grazie all’Accademia del Suono si stanno aprendo nuove prospettive di collaborazione con riviste specializzate e portali dedicati alla musica.
Sto creando e raggruppando un sacco di esercizi che spero prendano la forma di un metodo didattico.
Come dicevo prima, infine, uno dei miei prossimi obiettivi è la realizzazione di un cd di mie composizioni.

ZioMusic: Grazie mille Roberto per la tua disponibilità. Salutandoti e augurandoti il meglio ti chiedo se puoi fare un tuo saluto a tutti i nostri lettori di ZioMusic.

Roberto Fazari: Ti ringrazio per l’attenzione che mi avete dedicato, saluto tutti i lettori di ZioMusic e vi invito a contattarmi, per qualsiasi curiosità o consiglio, attraverso il mio sito o la mia pagina su MySpace.

Info: www.robertofazari.com

Info: www.myspace.com/robertofazari

Luca “Luke Reds” Rossi
ZioMusic Staff

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