Manne Newport Special 5 active

Quando il nostro Aldo “Hucchio” Chiappini della redazione ZioMusic mi ha chiesto se avevo voglia di provare un basso MANNE ho risposto subito di si. Da tempo mi incuriosiscono gli strumenti Manne, che considero dei veri “eyecatchers”.

Ai tempi, ero appena arrivato in Italia e suonavo ancora la chitarra, c’era un periodo dove andava veramente forte il jazz rock e la fusion, di cui un chitarrista di nome Gianluca Mosole era in quel momento uno dei massimi esponenti in Italia. Mancino e con le corde rovesciate! Bel fraseggio, un suono fantastico e una chitarra bellissima: Era una Manne. Mi piaceva molto la forma dello strumento, particolare ma non troppo, accattivante ma nello stesso momento molto elegante. Insomma…uno strumento serio (anche il prezzo, come poi purtroppo ho dovuto scoprire). Quando poi ho visto che uno dei miei eroi (uno sconosciuto cantante/bassista di nome Glenn Hughes, ma chi è?) ha collaborato assieme a Mr. Manne allo sviluppo di un modello chiamato ‘Soulmover’ la mia curiosità ed ammirazione verso questi strumenti è cresciuto ulteriormente. Il fatto poi che anche il mio caro amico Faso degli ‘Elio e le storie tese’ è un Endorser Manne fa capire che tanti e grandissimi musicisti apprezzano il lavoro della piccola azienda italiana, situata a Schio, una cittadina di 40.000 abitanti con la tipica vocazione artigiana del nordest d’Italia.

Beh…detto: fatto! Grazie a Mr. Manne, cioè Andrea Ballarin, in questo momento sto per tirare fuori dalla custodia morbida in dotazione un basso 5-corde della serie Newport, più precisamente il modello Special 5 active.


Prima impressione

Quando apro la cerniera della custodia mi avvolge un gradevolissimo profumo di legno misto cera (o qualcosa di simile). Che buono! Già mi piace e non ho ancora visto il basso! Quello che poi esce dalla custodia imbottita è un bellissimo strumento, con un design per i miei gusti perfetto. Adoro il legno, in particolare quando è bello come quello che è stato usato per questo strumento. Tutta l’hardware(meccaniche, ponte, pick-up e potenziometri) è nera e si sposa perfettamente col bellissimo top in Noce Canaletta. Le venature del legno vengono esaltate grazie alla finitura opaca. Veramente emozionante.

Ma andiamo scoprire una per una le caratteristiche di questo basso.


Il corpo:

Cominciamo subito con una delle particolarità degli strumenti Manne: Il body del Newport Special è in Korina (legno africano, ottimo sostituto del Mogano) è stato lavorato con una tecnica detta ‘Multichambering’. Questa idea è stata sviluppata per alleggerire la cassa in Korina e renderla più risonante. Prima di incollare il top, viene lavorata la cassa asportando il più materiale possibile, però facendo in modo che strutturalmente lo strumento rimanga integro, similmente al nido d’ape, mantenendo nella zona ponte e attacco del manico la solidità necessaria (vedi anche nella foto il corpo grezzo con effetto ‘Emmenthal’). Questa tecnica dovrebbe eliminare il problema di frequenze dominanti o particolarmente sensibili come invece succede con una camera tonale unica di maggior volume, che potrebbe essere troppo “colorante”. Risultato: Il legno ha maggiore elasticità globale e cosi dà una risonanza maggiore, percepibile sia al tatto sia come risultato sonoro positivo.


Il manico:

Il manico è in laminato e le parti laterali sono in frassino.
La sezione laminata aggiunge molta resistenza al manico, con la possibilità di poter regolare con precisione l’action con i truss rod (che nei modelli 5 e 6 corde sono ben due). L’uso del frassino per le parti laterali arriva dall’idea di poter cosi usare legni più leggeri per la cassa, ampliando la risposta sulle frequenze più basse e più acute. Le viti di fissaggio al corpo sono a filettatura metric. Il manico ha un profilo asimmetrico elicoidale per migliorare la “suonabilità” e la finitura è satinata a mano sul dorso. La paletta inclinata è stata realizzata in un unico pezzo con il manico.



La tastiera

Subito un’altra particolarità di questo strumento: la tastiera in resina fenolica(!), ridotta di spessore allo stretto necessario per posizionare il tasto. Questo in modo da evitare che abbia troppo effetto sul suono globale. Al contrario del legno, questa resina non è elastica , quindi le scanalature dei tasti sono tagliate con la massima precisione per rendere possibile l’inserimento dei tasti e incollarli con resina epossidica. Dopo che i tasti sono stati intagliati e messi al loro posto viene bloccato il manico con un blocco di metallo che ha lo stesso raggio della tastiera e allineato con cura e quindi tenuto ben serrato finchè l’epossidica non si sia indurita. In questo modo si ottiene un perfetto posizionamento del tasto, richiedendo un minimo di rettifica e di limatura.
Di tasti ce ne sono 24, del tipo 6110 Dunlop.

Il ponte
è un Manne (Custom), come anche i Pick up, quello al ponte è un MM model, quello al manico un JMM model. Le meccaniche sono Wilkinson, chiuse.


Il circuito attivo della prestigiosa azienda tedesca Glockenklang ha una particolarità (e siamo già a tre): oltre ai controlli ‘Balance’ dei pick-ups (con scattino centrale) e i tre controlli di acuti, medi, bassi (con scatto centrale nella posizione di flat) c’è un push-pull che nella posizione non tirata funge semplicemente da volume e mette in funzione il circuito attivo, invece nella posizione tirata l’elettronica diventa passiva! In questa posizione di circuito passivo (pot volume alzato), il tono degli acuti funziona come tono passivo dalla posizione di flat (centrale) verso il lato del taglio (in senso antiorario).

Col basso in mano
Ma…dove eravamo rimasti? Ah ecco…ho appena tirato fuori il basso dalla custodia e ovviamente, dopo i primi apprezzamenti (profumo, design), me lo suono un po’ cosi “da spento”. Non so se siete d’accordo, ma secondo me si capisce già moltissimo di uno strumento anche senza amplificarlo. Noto subito
la tastiera piuttosto larga, effettivamente la larghezza al capotasto è di 5cm.
Quasi mezzo centimetro di più del mio Ibanez BTB1005 e il mio Stingray5. Prendo una cinghia e “indosso” per la prima volta il Newport Special. Il bilanciamento è perfetto questo sicuramente anche grazie alla locazione della meccanica blocca-cinghia che è situata sul retro del corpo sul corno superiore dello strumento (altro punto a favore). Avere il blocca-cinghia in questa posizione forza lo strumento ad angolarsi indietro verso la direzione del suonatore, facendo in modo che esso si posizioni contro il corpo, dando un senso di stabilità e buon appoggio.

Mi metto a suonare un po’…

Beh ragazzi…la tastiera è veramente un’ autostrada, anche se larga (o proprio perchè larga) è “suon abilissima”, mi trovo subito. L’action per me è perfetta, sono un bassista Rock, nel senso che picchio abbastanza forte sulle corde e mi piace sentire un pochino la corda che batte (frige) sulla tastiera. Suonando più leggero con la mano destra il suono diventa pulitissimo su tutta la tastiera e in tutte le posizioni, giusto sulla quinta corda (il Si basso) c’e un po’ di “frigimento” dal dodicesimo tasto in su, cosa per me trascurabile, visto che la quinta corda non la suono mai in quelle posizioni. Avere il manico satinato sul dorso fa scivolare bene la mano e da una bella sensazione. Anche il 24esimo tasto è perfettamente raggiungibile grazie al generoso cutaway.
Bene…vediamo cosa succede se amplifico il basso.



Per una prima prova amplificata mi attacco direttamente nel mixerino Mackie che ho in una saletta del mio studio, dove faccio le lezioni di canto e studio in generale. Il segnale poi va nel impianto voce, due casse Yamaha amplificate da 150W ognuna. Metto tutto in ‘flat’ sia sul mixer che sul basso e via!
In questa posizione dei pick-up (cioè in mezzo) il Newport ha un suono caldo, brillante e definito. Insomma, una sonorità molto “viva”.

Usando il pick-up del ponte il suono diventa più nasale. Qui mi diverto anche un po’ con l’elettronica: Ci metto un pochino di medie e di bassi. Perfetto.
Quello che però mi fa impazzire è il pick-up al manico! Un suono molto “Jazzy-Style” e grosso come una casa. Davvero potente!

Visto che voglio anche registrare qualche esempio sonoro del Newport da farvi ascoltare mi attacco (sempre in diretta) in una RME Fireface 800. Devo ancora incidere un intro di un pezzo [“See what is better” – vedi l’mp3 da ascoltare] per il primo CD dei “Noize Machine” (che uscirà tra un paio di mesi), nuovo progetto rockissimo con Dario Mollo alla chitarra, Roberto Gualdi on drums e Andrea “Mitzi” Dal Santo on leadvox. Ispirato dal pick-up al ponte mi metto a suonare e registrare la parte in tapping/poppato, (un po’ alla Levin con i suoi funkfingers se volete, ma picchiando solo con le dita). Bellissimo (al mio modesto parere). Il suono è grosso, brillante, ben definito e preciso. Proprio quello che cercavo. Anche a Dario è piaciuto molto e abbiamo deciso di tenere questa take per il CD!

Adesso c’ho preso gusto e decido di registrare un altro pezzo [“Smile (for a while)”- vedi l’mp3 da ascoltare] con un po’ di suoni/stili diversi. Faccio notare che è tutto registrato in flat dentro la Firewire 800 (con una leggerissima “schiacciatina” con un L3 sul master) e registrato con Nuendo.

La prima parte, il tema centrale di un pezzo di Charlie Chaplin (!) che si chiama “Smile”, è stata registrata con i due pick-up con il balance-pot in mezzo.
Nella parte che segue, il riff alla Jaco, ho aggiunto molto del pick-up alla ‘Musicman’ al ponte, dandogli anche un pochino di medie e basse dal circuito attivo Glockenklang.

La parte Slap/Pop l’ho suonata di nuovo con i due pick-up miscelati insieme, in posizione flat.
Nella parte che segue, sia il riff, le ‘svise’ e il finale, viene esaltato il pick-up al ponte. Ma quanto mi piace!


Valutazione finale:

Il Newport Special 5 è un basso con molto carattere, pieno di idee e particolarità. I legni usati sono bellissimi, il design è formidabile e la lavorazione e la rifinitura sono di primo ordine. Comodissimo da suonare, questo basso ha un suono caldo, grosso e nello stesso momento brillante e definito. Molto equilibrato e poco squillante (cosa che a me piace tanto).
La tastiera in resina mi ha piacevolmente convinto, prima ero un po’ diffidente (come succede a tutti, presumo) ma da subito mi sono accorto che è una validissima alternativa al legno.

Il prezzo di 1663,00 Euro scontato e ivato al pubblico non è sicuramente poco, ma (per me) questi soldi li vale tutti. Chi sta cercando un basso ben fatto, curato nei particolari, con carattere e un suono caldo e organico, sicuramente con un Newport Special 5 si troverà benissimo.

Best compliments to Mr.Manne & Staff!!!

Altre info: www.manne.com

Guido Block
ZioGiorgio Network staff

Vai alla barra degli strumenti