Roberto Gualdi


Oggi lo Zio è andato a trovare Roberto Gualdi, noto batterista ed insegnante Savonese che vive da tanti anni a Milano. Dal suo arrivo nel capoluogo Lombardo può vantare una carriera in continua crescita che lo ha portato, come dice lui da persona umile com’è, “ad avere il privilegio” di suonare live o in studio con grandi artisti come Lucio Dalla, PFM, Dolcenera, Piero Pelù, Paola Turci, Samuele Bersani, Demo Morselli Big Band, Elio E Le Storie Tese, Glenn Hughes (Deep Purple), Dario Mollo, Graham Bonnet (Rainbow), Victor Manuel, Tony Martin (Black Sabbath), Ricky Portera, Phil Drummy, Enzo Jannacci, Nek, Roberto Vecchioni e tanti altri.
Come si può capire la sua vita è la batteria e la musica in generale, oltre ad avere un particolare interesse per la buona cucina (vegetariana!), il vino rosso (assolutamente fermo!), un buon libro (gialli! ma non solo), la sua compagna Lorenza (bellissima!) e la coltivazione di tante amicizie (non necessariamente in questo ordine!).

Per questo incontro lo ZioMusic si è incarnato in Guido Block, cantante e bassista tedesco nonché caporedattore di ZioGiorgio.de, compagno di Roberto in tante serate, progetti e interminabili viaggi in macchina.

Roberto, oltre ad essere il mio batterista preferito, è un grande amico. Ci divertiamo insieme da tantissimi anni. Ho avuto la fortuna di suonare con tantissimi batteristi di altissimo livello ma con Roberto mi trovo veramente da Dio (adesso tutti gli altri mi mandano a quel paese)! Con lui andrei avanti a suonare per delle ore anche solo dei semplicissimi groove in 4/4 con il basso in ottavi (tipo AC/DC). Mamma mia che tiro! E che suono! Questo perché Roberto in tutto quello che fa mette un entusiasmo incredibile. Non per niente i suoi amichetti Rock’n’Roll dei Four Tiles (il gruppo cover con Cesareo, Sebo e il sottoscritto) lo chiamano anche “il fottuto entusiasta”.
Nel suo lavoro è molto professionale e creativo, sempre a disposizione per trovare le soluzioni migliori. Il tutto sempre a servizio del pezzo che sta suonando o incidendo e secondo me è per questo che viene apprezzato da tutti.
Come insegnante è preparatissimo (pensate, al CPM di Milano insegnava pure armonia), e a sentire i suoi allievi, bravissimo. Riesce a trasmettere la sua passione per la musica e la batteria
agli altri in un modo molto personale (vedi anche “il fottuto entusiasta”).
Roberto è una persona leale, simpaticissima (quasi sempre..eh eh eh) e divertente, sempre alla ricerca di trovare il risvolto positivo della situazione anche più disperata, con molta ironia. Non per niente è un grande fan di Woody Allen e Groucho Marxx. La sua generosità (a volta anche troppa) lo porta ad avere sempre duemila impegni che tenta di far convivere in qualche modo,
con eccellenti risultati, ma sicuramente per lui molto stancanti. Comunque sia Roberto è sempre pronto a darti una mano. Io ne so qualcosa: è anche grazie a lui che ho conosciuto e sto lavorando con delle persone e dei musicisti eccezionali. Grazie Roby.

Beh…bando alle ciance: Eccovi l’intervista con Roberto Gualdi

ZioMusic: ciao Robi, approfitto di questa occasione per farti di nuovo gli auguri per il tuo quarantesimo compleanno, cosi anche i nostri lettori sanno che ormai fai parte degli “anta” anche tu!

Roberto Gualdi: Incredibile veramente. Mi ero ripromesso per questo traguardo di perdere 8 kg , fare i sedicesimi con il doppio pedale a 180 di metronomo e avere il rullo singolo di Christian Meyer…Non sono riuscito a fare niente delle tre cose!!! Scherzi a parte sono molto contento, forse il “Me stesso” a 40 anni era il sogno del “Me stesso” a 20 quindi va benissimo così…

ZioMusic: Partiamo subito con una domanda che sicuramente nessuna ti ha mai fatto: Che bacchette usi?

Roberto Gualdi: Zildjian Super 5A. come le 5A ma più lunghe e quindi con il peso un po’ più bilanciato sulla punta

ZioMusic: ieri ho visto un intervista con Phil Collins dal recente Genesis-Tour che ha fatto una delle sue battute: parlando della sua batteria assieme al suo drumtec, gli facevano notare che è uno dei pochi al mondo che ancora usa i concert tom, il pedale della grancassa stravecchio e l’asta dell’ hihat che non è neanche più in produzione. Alla domanda quando pensasse di cambiare la batteria lui ha risposto: “…Tanto è inutile…sarebbe sempre una batteria…nuova magari, ma sempre una batteria che suona come una batteria…”

Roberto Gualdi: Penso che un pochino abbia ragione. Ogni musicista ha un proprio suono nella testa e nelle mani. Sicuramente con lo strumento giusto si ottiene tutto più facilmente ed il suono che hai in testa lo raggiungi in modo più rapido. Per quanto riguarda le batterie poi, oltre a fusti e timbrica generale ci sono elementi come: affidabilità delle meccaniche, varietà timbrica di rullanti, diametri e altezze tamburi, accessori vari, che sono componenti molto importanti.

ZioMusic: Tu da anni sei legato ai marchi TAMA e Zildjian e sei Endorser per il distributore Mogar Music. Racconta un po’ ai nostri lettori com’ è nata questa collaborazione e come funziona in generale la storia dell’endorsement.

Roberto Gualdi: Tengo a precisare, con orgoglio, che sono 11 anni di collaborazione con Tama e Zildjian e che la prima batteria Tama l’ho acquistata e risale a prima della collaborazione.
Diciamo che un po’ ha influito il fatto che Stewart Copeland, Simon Phillips, Billy Cobham e altri miei “eroi” usassero Tama. Per quanto riguarda il discorso Endorsement, a mio avviso c’è un po’ di confusione. Sembra quasi debba essere una medaglia alla bravura, mentre invece è un “investimento” di una ditta che pensa che attraverso un certo musicista il suo marchio abbia pubblicità. C’è poi il discorso legato alla figura del dimostratore. In questo caso il musicista dimostrerà la validità di un prodotto in fiere o negozi indipendentemente dal fatto che suoni in situazioni di grande popolarità. Per quanto riguarda il mestiere del dimostratore oltre a doti tecniche è importante essere dei buoni comunicatori e riuscire a fare “spettacolo e divertimento” anche in questo campo. Quindi giovani musicisti, pensate a organizzarvi e cercare di proporvi come dimostratori ma non cercate “endorsement” al primo disco, al primo tour o perché fate 15 serate con la vostra band nei locali, di questi tempi è molto difficile ottenere l’attenzione delle grandi case, ma come si dovesse muovere qualcosa di veramente importante nella vostra carriera vedrete che qualcuno si farà avanti.


Ecco Roberto con la sua amata “Bubinga”


ZioMusic: so che quando ti sei trasferito a Milano per seguire il tuo sogno di fare il musicista, per finanziarti i tuoi studi hai suonato per un bel po’ di tempo con un orchestra di liscio. Che ricordi hai di questo periodo della tua vita? Qualche aneddoto?

Roberto Gualdi: è stato sicuramente un periodo massacrante ma stimolante, non avevo niente, vivevamo in sei in un bilocale, ma ero alla conquista del mondo. Studiavo al CPM con Walter Calloni e di sera suonavo, 5 volte alla settimana nelle balere. Spesso gli altri dell’orchestra andavano a cena e io rimanevo in camerino a studiare con il pad….infatti ero più snello!!!!
Ero deciso a fare due anni senza distrazioni, al pomeriggiolezioni, studio e seminari e alla sera 5 o 6 ore con il click o a far ballare la gente, quindi la teoria e la pratica che più pratica non si può. Un aneddoto è che una sera ero talmente stanco che facendo un valzer, mi sono ipnotizzato con il battere della cassa e ho avuto un “colpo di sonno” mentre suonavo.
Un altro momento “terrificante” è stato proprio i primissimi tempi quando non conoscevo bene tutte le velocità giuste dei vari balli tradizionali (aggiungerei fottuti) e tutta la pista si è girata a lamentarsi perché avevo “cannato” la velocità. Tutti arrabbiati contro uno: IO! Orribile.

ZioMusic: come hai fatto poi ad entrare nel cosiddetto “giro” che ti ha permesso di vivere di musica?

Roberto Gualdi: Anche per quanto riguarda il fatto di vivere di musica farei un pochino di ordine per aiutare magari chi inizia adesso a fare questo mestiere. Distinguerei bene tra
Sostentamento Economico, Validità Artistica e Popolarità.
La mia prima scelta iniziale è stata trovare comunque l’indipendenza economica con la musica, indipendentemente dalla musica, e quindi l’orchestra da ballo è stata la partenza.
Ovviamente ho cercato di crescere sempre di più il mio valore artistico, che unito all’esperienza che cresceva, mi ha permesso di passare ai gruppi di cover, sempre più importanti e poi ai tour e poi ai dischi, tutto ciò porta ad un minimo di crescita della popolarità. È importante capire che il cosiddetto “essere arrivati” è una somma dei tre aspetti i quali però possono essere anche indipendenti. Un musicista di avanguardia può ad esempio avere un valore artistico altissimo ed una popolarità bassissima oppure il primo coglione della televisione un basso valore artistico ed una grande popolarità e soprattutto probabilmente nessuno dei due avere dei soldi in tasca.
Quindi io ho iniziato con l’orchestra da ballo, poi mi stavo veramente esaurendo e sono passato ad un gruppo di cover, nel 94 era una nuova realtà in espansione, tanti locali, tanta gente che seguiva le band e poche band. Con altri 3 amici abbiamo formato la band Scomunica ed abbiamo realizzato un cd. La persona che devo ringraziare con tutto il cuore è Ricky Portera, grande amico e grande chitarrista. Una sera ero a suonare con un gruppo di cover e in cartellone c’era anche lui. Dopo che ho suonato si è avvicinato e mi ha fatto molti complimenti e mi ha chiesto il numero.
Mesi dopo mi chiama e inizio a suonare con lui, lo chiama Paola Turci per il tour e lui propone me e il bassista, poi mesi dopo mi presenta a Dalla con il quale ho iniziato a collaborare, prima solo per le promozioni televisive e poi anche live.
Quindi grande Ricky che si è esposto e mi ha proposto: grazie!
Nel frattempo e ripartita la PFM e Mussida, che mi conosceva per via del CPM, mi ha proposto a Franz.
Con la PFM sono stato 9 anni, difficili ma straordinari e fondamentali per la mia crescita artistica. Nella PFM ho conosciuto Fabbri, diventato poi mio grande amico, mi ha portato a fare vari lavori sia televisivi sia discografici, compresa Dolcenera, “la Mia Protetta” come dici tu. Le chitarre di un disco di Dolcenera le ha fatte Massimo Varini, il quale mi ha chiamato per due brani nel disco di Nek…eccetera eccetera… una cosa tira l’altra…
Ragionando su questa risposta ho ragionato sul fatto che il mio karma è assolutamente legato a chitarristi, aggiungiamo Cesareo con FourTiles e Dario Mollo per il versante metal ed il cerchio è chiuso…

ZioMusic: se dovessi dare una specie di “guida per il batterista professionista” a tutti i ragazzi giovani che vogliano intraprendere l’avventura del batterista fulltime, quali sarebbero i punti focali?

Roberto Gualdi: Io direi:
la teoria, la pratica, la persona, il manager.
Secondo me il senso del vivere è legato alla crescita, quindi scegliete quello che volete fare al mondo, e poi datevi da fare, cambiando i lavori o gli interessi cambiano i percorsi ma il senso è lo stesso, dare valore alla nostra persona imparando a fare bene qualcosa e cercare di farlo sempre meglio.
La teoria è fondamentale, lo studio deve essere il nostro hobby, bisogna trovare un insegnate,
bravo e di esperienza! Non fermatevi al vostro vicino di casa che suona da tre anni. L’insegnamento non è solo un modo per sbarcare il lunario per musicisti disoccupati. Seguite i seminari, incontratevi a casa di amici batteristi e scambiatevi quello che state studiando, a me capita spesso di passare pomeriggi con Stefano Bagnoli o Maxx Furian, si fanno due parole, si passa dal “cosa stai studiando” al “che figata quello lì, fammelo vedere”, si suona un po’ insieme, si guardano due video (si finisce sempre con un certo che Gadd, ha un groove pazzesco… ) e poi pizza!! Si studia per tutta la vita ed è la cosa più bella.
Nello studio metto anche ascoltare musica di tutti i generi, analizzare i grandi del passato e andare ai concerti.
Ovviamente senza pratica la teoria non serve a niente. Nel campo pratica dobbiamo esercitare sia l’arte che il mestiere. Bisogna mettere in piedi sia gruppi per lavorare (cover e affini) sia situazioni creative che ci fanno crescere artisticamente. Bisogna suonare il più possibile, con più musicisti possibili e fare più esperienza possibile.
Per quanto riguarda la persona è di vitale importanza non confondere tra cercare di essere un persona piacevole con essere falsi. Secondo me bisogna cercare di migliorare sempre nei rapporti con il prossimo non con “i prossimi che contano” con tutti i prossimi. Entriamo nel discorso riguardo all’Ego e la sua gestione, una persona vanitosa vorrà essere sempre al centro dell’attenzione e questo disturberà il giusto equilibrio sul palco, ma anche in una squadra sportiva o in ufficio.
Bisogna essere puntuali, bisogna arrivare perfettamente preparati e non bisogna rompere gratuitamente i coglioni al prossimo. Questo non vuol dire fare i cortigiani, bisogna essere solidi e guadagnarsi il rispetto delle persone con le quali si lavora. In tour si passano ore e ore in auto, al ristorante, in hotel e i motivi di stanchezza, stress o tensioni sono tanti, non è il caso di aggiungerne inutilmente.
Curare l’aspetto manageriale è importante, da organizzarsi un curriculum con foto, a lo spazio web, da saper gestire fatture, commercialista e essere in grado di farsi pagare il giusto e non farsi fregare…si impara anche questo…in bocca al lupo.
L’ultimo consiglio è create progetti, non aspettate solo che vi chiamino, diversificate gli impegni e quindi le entrate, io insegno, scrivo su DrumClub, faccio seminari, dischi, tour, gruppi nei locali e progetti vari.
Non vorrei nessun’altra vita ma è comunque un grande sbattimento pieno di dubbi sul futuro e continue alternanze di successi e delusioni quindi dovete veramente essere convinti che è la cosa più importante e non volete fare altro, a prescindere da tutto. Io dopo 27 anni di musica ogni volta che salgo sul palco il mondo si ferma, la musica è grande come l’universo ma in cambio ci chiede la vita intera.


Roberto con la Pfm, Piero Pelù, Mauro Pagani

ZioMusic: una giornata tipo di Roberto Gualdi come si svolge?

Roberto Gualdi: Ovviamente dipende se sono a casa o in giro.
Se sono a casa la giornata tipo teorica è: sveglia verso le 9 mi faccio la tazzona di caffè americano e scarico la posta e gestisco un po’ myspace. Poi vado in palestra vicino a casa, giusto poco più di un’ora, dopodiché vado in saletta a studiare batteria.
Nel pomeriggio o gestione della vita come banca, commercialista, supermercato o insegno o mi preparo pezzi o vado al cazzeggio con la mia compagna Lorenza, che poi è la mia attività preferita.
Se sono in giro o in studio ovviamente è un’altra storia. Cerco comunque di studiare un po’ con il pad e magari il pad cassa con il doppio pedale, o durante i viaggi ascoltare musica e analizzare brani o batteristi che mi interessano, ma anche di godermi quello che sto facendo anche prima e dopo il concerto, magari facendo un giro nel centro del paese o città del concerto o pranzando e cenando in un buon ristorante, o aspettare il soundcheck o il concerto leggendomi un libro in un caffè di una bella piazza, insomma dato che non si sa quando abbandoneremo questo pianeta, godiamoci l’esperienza.
Prima ho parlato di giornata tipo “teorica” perché la giornata tipo “pratica” può anche diventare leggere Dylan Dog, guardare dei dvd e poi scendere a prendere l’aperitivo, ogni tanto il cazzeggio totale e la mia oasi per l’equilibrio mentale.
Per me è fondamentale vivere in un posto che mi permetta di fare tutto quello che ti ho detto, palestra, saletta, supermercato, bar, cinema, negozi, passeggio…tutto senza spostare la macchina.
La dimensione paese anche in città.

ZioMusic: quando vai nella tua saletta a studiare, come dividi gli esercizi? Ultimamente stai studiando qualcosa di particolare?

Roberto Gualdi: L’altro giorno il mio amico Maxx Furian mi diceva “bisognerebbe suonare come suoniamo adesso e avere 18 anni”. Più si studia e più conosci i tuoi limiti e vorresti saperne di più e ti rendi conto che anche alla fine dei tuoi giorni non ne saprai abbastanza ma il bello è proprio essere eterni studenti e quindi diventare “studiosi” della musica e ovviamente non solo della batteria.
Tendenzialmente, a questo punto della mia vita, ho diviso lo studio in tre momenti e in tre set, giusto per non distrarsi. Ho un set di pad (batteria Muta) con doppio pedale, metronomo e specchio per studiare tecnica delle mani e dei piedi, come dire la ginnastica. Poi ho un piccolo jazz set con la cassa piccola, le pelli tirate e il ride giusto per studiare appunto jazz drumming, big band o fraseggi tradizionali e poi il mio set abituale dove cerco di sviluppare idee, fill, soli o suono con basi. L’idea sarebbe fare un’ora su ogni set. Le ultime cose che sto studiando sono alcune marce Napoleoniche sul rullante, alcune pagine del metodo di John Riley di jazz drumming e sul set principale lo sviluppo in chiave “power fill” di alcuni rudimenti tradizionali e sticking di Gary Chaffee..
Mi piacerebbe migliorare il doppio pedale e portare sulla batteria fraseggi percussionistici africani o indiani in “tribalmetal” style, vedremo. Il problema è che vivendo vite molto incasinate e con giornate sempre diverse, riuscire a mantenere costante la frequenza è difficile. Ho anche preso un diario per annotare cosa studio e ogni tanto si sommano pagine bianche…

ZioMusic: parliamo un po’ dei tuoi attuali progetti: hai appena concluso l’incisione del nuovo disco di
Roberto Vecchioni. Com’è andata la registrazione e com’è il tuo omonimo visto da vicino?

Roberto Gualdi: devo premettere che la mia vera fortuna non è stata tanto arrivare in “serie A” ma farlo con artisti che hanno rappresentato molto nella mia vita. Della Pfm avevo tutti i dischi, Dalla lo seguivo sia nei dischi sia live, Pelù negli anni 80 era un riferimento per noi giovani band new wave e così Vecchioni. Io ho un carissimo amico, Davide, che conosco dai tempi dell’ asilo, 37 anni, lui è sempre stato un grande fan di Vecchioni, e mi portava ai concerti e mi prestava i cd e mi ha portato quindi nel suo mondo. Per inciso è diventato anche lui insegnante di lettere e ovviamente dice che è colpa di Vecchioni.
Comunque tornando a noi all’inizio delle registrazioni ha chiamato me, il bassista ed il chitarrista dicendoci che lui teneva molto alle emozioni della musica legate al testo e di tenerne conto e abbiamo ascoltato tutti i provini con Vecchioni che ci spiegava pezzo per pezzo il testo e quale fosse stato il punto di partenza. E’ stato un momento molto bello e intenso. Ovviamente da buon insegnante sa spiegare bene e gli piace farlo.

ZioMusic: in primavera hai fatto un tour con Dolcenera in Germania. So che da un tedesco può sembrare una domanda un po’ retorica, ma oltre alla birra hai potuto notare qualche differenza a livello professionale/tecnico?

Roberto Gualdi: purtroppo devo ammettere che c’era una tale professionalità ed un rispetto del prossimo che se ti ricordi ti ho spedito un sms chiedendoti cosa stessi facendo in Italia.
Noi eravamo i supporter di Christina Sturmer, una giovane cantante austriaca molto nota in Germania, abbiamo fatto tutti posti da 2000/3000 posti sold out. Eppure non c’è mai stata la sindrome da Cenerentola nei nostri confronti. I tecnici bravi, svegli e gentili con noi come con il gruppo di Christina, l’impianto allo stesso volume (non è così comune) e il pubblico invece che lamentarsi di questa sconosciuta che cantava in Italiano (in italia i supporters sono sempre massacrati) hanno ascoltato incuriositi e poi apprezzato molto la cosa, chiedendo perfino il bis. Ovviamente le attrezzature erano perfette come da riderlist richiesto. Avevamo solo 60 min per fare il soundcheck ed il primo giorno partendo da zero temevo fosse veramente poco. Dopo 40 min avevamo finito e non ho sentito mai così bene.
Ps. le auto si fermano sempre a fare passare i pedoni, ma questa è un’altra storia…

ZioMusic: come sta andando il Drumduo il “Diavolo & L’Acqua Santa” insieme a Stefano Bagnoli?

Roberto Gualdi: molto bene, ai seminari viene sempre tanta gente e apprezzano molto quello che proponiamo. Con Stefano è un piacere immenso sia suonare che andare in giro e passare un po’ di tempo. Abbiamo vari progetti, un libro e un gruppo insieme a Paolo Jannacci ma tra gli impegni di uno e dell’altro e difficile portare avanti le idee.

ZioMusic: non potevo non chiederti del progetto “Noizemachine” [Progetto rockissimo con Dario Mollo (guit), Roberto Gualdi (dr), Guido Block (bs,vox) e Mitzi (leadvox)], visto che faccio parte anche io! Così creiamo un po’ di suspense. Sei contento come stanno venendo i pezzi?

Roberto Gualdi: sono molto contento. Con Dario avevo già fatto quattro dischi e ogni volta le cose migliorano. Questo, a differenza degli altri dischi, è un progetto di band e Dario ha voluto la collaborazione degli altri sia per i suoni che per la scrittura che per i mix e questo ha reso tutti più coinvolti emotivamente nella cosa. Con lui si lavora benissimo è un grande musicista e fonico/produttore. Il mio ruolo è stato, oltre che cercare di ottenere il massimo sia dal punto di vista timbrico che di arrangiamento delle ritmiche, di dare qualche sapore o colore diverso, portando magari influenze di gruppi dei nostri giorni.. Te e Dario infatti mi chiamavate “Deanniottantizaiser”, non vedo l’ora che esca!
Un altro progetto a cui tengo molto e che ti coinvolge al basso e voce sono i “Four Tiles” con Stefano “Sebo” Xotta alla chitarra “muccata” e Cesareo di Elio e le Storie tese all’altra chitarra…con i Four Tiles oltre a fare fiere di strumenti e seminari in quanto Band ufficiale della Mogar suoniamo anche covers Rock e affini nei locali. Siamo talmente amici, o “fratelli di madri diverse” come ci ha insegnato il dimostratore Ovation Matt Smith, che andare a suonare o vedersi è sempre una gioia.


The Four Tiles: Sebo, Block, Gualdi e Cesareo

ZioMusic: quando vai in studio per registrare un disco come quelli fatti con Dario Mollo, cioè molto rock, serve un suono molto potente. C’è qualche trucco che puoi rivelare riguardo la scelta delle pelli, l’intonazione, la scelta del rullante, dei piatti o il posizionamento dei microfoni ?

Roberto Gualdi: per questo disco abbiamo cercato di usare meno effetti possibili sulla batteria e tenere il suono più live. Penso sia importante lavorare molto sulla scelta dei suoni di base, ho portato 10 rullanti e li abbiamo provati tutti per trovare quello più giusto per il suono di cassa e tom che avevamo. Ovviamente vuoi sapere chi ha vinto, rullante tama 14” x 6.5” in metallo modello Lars Urlich.
Credo sia molto importante lavorare tanto sul suono e l’intonazione di partenza, le note dei tom e il rullante, cercare di avere armonici consonanti in tutto il set, se poi c’è la possibilità di posizionare dei microfoni ulteriori distanti dal set meglio. Cercare di tenere i crash ad una altezza che non rientrino troppo nei microfoni dei tom, dopodiché se vuoi il suono potente, DEVI MENARE FORTE!!!


Ecco un filmato realizzato da Mogar Music che ha fatto una bella
pagina YouTube per tutti i suoi Endorser. Qui Roberto suona su
una base del pezzo “Terratoria”, brano contenuto nel CD The Cage II,
con Dario Mollo alla chitarra, Tony Martin alla voce e ovviamente

Roberto Gualdi on drums


ZioMusic: sulla tua pagina myspace ho visto che i tuoi eroi, batteristicamente parlando, sono Gavin Harrison; Terry Bozzio; Stewart Copeland; John Bonham; Manu Katchè; Jeff Porcaro; Simon Phillips; Steve Gadd; Bill Bruford; Danny Carey; Jack De Johnette; Jimmy Cobb; Tony Williams; Mike Portnoy; Trilock Gurtu; Dave Grohl; Walter Calloni; Franz Di Cioccio. C’è invece qualche batterista giovane che ultimamente ti ha impressionato in particolare?

Roberto Gualdi: non saprei, ti direi Josh Freese che ha poco più di 30 anni e suona con “a perfect circe” e “nine inch nails” ma ha già un curriculum che definirlo giovane non so se è corretto. Comunque è un batterista fantastico, con un suono monumentale e un tempo granitico.

ZioMusic: l’ultimo CD che hai comprato? Hai sentito qualche CD bello che vorresti raccomandare?
Hai visto qualche bel concerto ultimamente?

Roberto Gualdi: gli ultimi cd che ho preso sono l’ultimo Nine Inch Nails “Year Zero”, l’ultimo di Porcupine Tree “Fear of a black planet”, 1000 days dei Tool, Who’s next degli Who, una raccolta suonate per pianoforte di Debussy e un live di John Mc Laughlin “remember shakti”.
Per vari motivi li consiglierei tutti.
Concerti oltre a Porcupine Tree e Tool che sono i miei preferiti del periodo, ho visto Nine Inch Nails, forse il più bel concerto che abbia mai visto, Marilyn Manson e il Gods Of Metal con Korn, con il batterista degli Slipknot Joy Jordison, che mi sono piaciuti molto e Ozzy… un’istituzione.

ZioMusic: volevo chiederti una storia divertente da raccontare ai nostri amici di ZioMusic. Tipo un momento imbarazzante nel quale hai pensato “dio…fa che sia solo un brutto incubo e che mi sveglio e non è vero niente”?

Roberto Gualdi: sicuramente durante gli anni di incubi ne ho avuti parecchi, click che non partono, spartiti che volano via dal leggio, spie che si rompono nel momento peggiore o computer che si inchiodano un attimo prima di una diretta televisiva. Nel nostro mestiere infatti è molto importante la capacità di reagire all’imprevisto in modo tempestivo e senza fermare lo show. Comunque un momento molto particolare è stato durante l’ultimo tour di Dolcenera, una gamba del rack è stata montata male e a metà concerto si è smontata ed è crollata la batteria… siccome tom e piatti erano tutti sul rack sono rimasto con cassa, rullante e charleston, tipo anni 20. Ovviamente 8 misure prima di alcuni stacchi con piccolo solo di batteria ho evidenziato ancora di più la cosa facendo il pirla e poi ho detto a Dolcenera nel microfono: “ti dispiacerebbe fare un bel pezzo piano e voce che ho da lavorare?”. Appena è crollato tutto ho pensato “non ci posso credere… alla prossima cena dei batteristi sarò lo zimbello!!



Ecco il risultato quando si mena cosi forte sui tamburi!

ZioMusic: OK Roby, ce l’abbiamo fatta. Grazie davvero per la tua disponibilità! Ti viene in mente qualcosa che vorresti dire in chiusura?

Roberto Gualdi: vorrei salutarvi ringraziandovi ovviamente, ringraziando tutti alla Mogar, Roberto Ragazzo e Mauro Antonazzi su tutti, per gli stupendi strumenti e il sostegno costante e ringraziando tutti i fantastici amici musicisti con cui ho suonato in questi 27 anni di batteria e musica.
E un grande in bocca al lupo per tutti i ragazzi che sognano di vivere di musica, avere un sogno di questi tempi è già molto, studiate tanto, suonate, create e divertitevi, ponendovi come obbiettivo la preparazione e affidabilità del professionista ma sempre l’entusiasmo del dilettante: e molto più spesso di quello che pensate le cose, anche le più impensate, accadono…

Se volete sapere ancora di più su Roberto Gualdi:

info: www.robertogualdi.com

info: www.myspace.com/robertogualdi

Guido Block Staff ZioGiorgio

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