La microfonazione della chitarra

Qualche tempo fa, in un torrido pomeriggio di giugno, mi sono recato a Milano, all’ Accademia del Suono di Milano per assistere a un seminario sulla microfonazione della chitarra e, più in generale, sui microfoni.
“Vedrai che è interessante” mi aveva detto Timur Semprini, titolare dell’accademia, anche per chi come me si spera non sia proprio alle prime armi in fatto di microfoni e microfonazioni.

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Il docente era Filippo Gabbrielli che fino a quel momento avevo sentito e conosciuto solo per nome, assistito nelle operazioni tecniche dall’amico Fausto Dasè, fonico resident dei bellissimi studi dell’accademia.

Al solito il corso si teneva nella sala di ripresa dello studio A (fatevi un’idea dal video di che pò pò di sala di ripresa si sono fatti all’Accademia…) attrezzata per l’occasione con sedie, lavagna, computer per visualizzare le slide e tutto il necessario per il seminario, aria condizionata compresa…

Filippo, dopo le presentazioni di rito, è partito con le spiegazioni seguendo uno schema molto logico e chiaro.
Ho subito capito che il seminario, sebbene fosse durato una giornata circa, avrebbe toccato praticamente i punti salienti e necessari per capire come adoperare i microfoni e il perché.
In effetti era il “perché” che mi interessava particolarmente e il docente non ha certo risparmiato consigli e considerazioni sull’uso di questo piuttosto che l’altro tipo di microfono.
Filippo è un accademico, ingegnere elettronico e diplomato SAE, ma nella sua esposizione non ha mai dato l’idea di parlare come un libro e di cose “metafisiche”, anzi, il suo lessico pur utilizzando le terminologie tecniche del caso, risulta sempre chiaro e comprensibile.
Col suo modo rilassato e affabile poi riesce a districare anche gli argomenti più complicati.

In quest’ottica devo rivelare che non mi ha fatto per niente male fare una bella ripassata sulle tipologie dei trasduttori, sulle loro caratteristiche fisico-meccaniche e sulla loro scelta in base al tipo di ripresa.

Questa la parte teorica, durata per tutta la mattinata.
Il pomeriggio prevedeva la parte pratica, un chitarrista si prestava a suonare alcune parti di chitarra acustica ed elettrica e Filippo, insieme a Fausto, mostravano come riprendere e registrare le chitarre con la possibilità di riascolto immediato nella control room dello studio A.
Si è gentilmente prestato per l’ occasione Roberto Fazari (già insegnante in Accademia dei corsi CCR di Donato Begotti N.d.R.)

Questa fase è quella che a mio modo di vedere ha fatto veramente la differenza nello stage, la possibilità di vedere e “toccare con mano” il lavoro che fonico professionisti come Filippo Gabbrielli fanno regolarmente in studio di registrazione.
In questo modo si aveva la possibilità di ascoltare la diversa resa delle diverse tipologie di microfoni impiegati: dal classico dinamico onnipresente fino a storici condensatori di fascia alta passando, con sommo interesse per il sottoscritto, dai tanto decantati microfoni a nastro.

In effetti ascoltare e provare tutti questi microfoni non è cosa da tutti i giorni e di certo è una possibilità che può offrire una struttura attrezzata come l’ Accademia che per l’ occasione si era avvalsa della collaborazione di Funky-junk.

Le parti di chitarra venivano registrate su sequencer Pro-Tools e preamplificate tramite stessi preamplificatori API e convertitori PRISM per tutti i canali giusto per cercare di mantenere il confronto tra i microfoni il più veritiero possibile.
Gli ascolti invece erano affidati alle ADAM della regia dello studio A.
Si è cominciato con la chitarra classica, per passare a pomeriggio inoltrato alla elettrica e alla ripresa dei cabinet. Grande interesse hanno destato i microfoni a nastro che, per chi non è abituato ad ascoltarli, introducono in effetti a un mondo ricco di sfumature e dinamiche spesso sconosciute ai dinamici.

Nel filmato a corredo potrete osservare alcune fasi della lezione del mattino prima e delle prove comparative del pomeriggio poi.
Un seminario efficace sicuramente fondamentale per i neofiti e certamente interessante anche per chi con i microfoni ci “traffica” ormai da qualche anno.
Un plauso di nuovo a Timur, Fausto e tutta l’ Accademia che continuano a proporre eventi e seminari di un certo peso e valore e, ovviamente a Filippo.
A proposito, di domande a Filippo ne avrei volute fare tante, ma sono riuscito a strappargli una promessa: una bella intervista per le pagine di ZioMusic.it!

info: www.accademiadelsuono.it

A presto

Aldo “hucchio” Chiappini
ZioGiorgio.it staff

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