Roberto Ragazzo

Ho ritenuto interessante fare un’intervista anche con una figura, fra gli addetti ai lavori, che non fosse necessariamente un musicista (nel caso di Roberto non come prima occupazione…) o un tecnico ma che comunque gravitasse nel mondo della musica e degli strumenti musicali.
In effetti Roberto Ragazzo, pur essendo uomo marketing di indubbia esperienza e capacità, è sopratutto un musicista appassionato.
Ritengo che questo possa essere un valore aggiunto non da poco in un mondo come quello degli strumenti musicali dove la passione e l’amore per la musica sono probabilmente tra le prime ragioni di ogni addetto ai lavori.
Roberto è stato disponibile e sempre molto oggettivo nelle sue considerazioni e, tra le altre cose, ho scoperto essere grande fan dei Toto…

ZioMusic.it: Roberto i marchi che distribuite in Mogar sono veramente Rock and Roll! A parte gli scherzi è una precisa tendenza di Mogar avere marchi con questo tipo di orientamento musicale o è una scelta dettata dall’ oggettiva qualità dei prodotti?

Roberto Ragazzo: direi sì ad entrambe le domande! La filosofia generale di Mogar è indubbiamente quella di avere a catalogo marchi numeri uno per qualità e reputazione, ma è altrettanto vero che siamo orgogliosissimi della nostra immagine rock: siamo un’azienda giovane e ricca di musicisti e ci farebbe davvero piacere trasmettere all’utente finale la certezza che, dietro la “facciata” di una realtà aziendale professionale che opera nel settore da 257 anni (!), c’è il lavoro quotidiano di tante persone che condividono la stessa passione e gli stessi sogni di chi compra i nostri prodotti.

ZioMusic.it: durante la nostra conversazione è emerso come, almeno nel panorama Italiano, il mondo degli strumenti a fiato sia un po’ fermo. Forse mancano delle vere rivoluzioni come quelle operate per altre categorie di strumenti? Che so, un sax USB…

Roberto: è senz’altro vero, anche se è difficile ipotizzare delle rivoluzioni tecnologiche in ambiti come quelli degli strumenti a fiato o a percussione.
Certo, sarebbe interessante pensare anche per queste categorie di strumenti a delle applicazioni modeling, ma non dimentichiamoci che si tratta di un settore dove sono ancora la storia e la tradizione dei marchi a fare la differenza.
Ciò non toglie che esistano realtà che si sforzino comunque di cercare un approccio personale e originale: la mia collega Silvia Furlan, responsabile per Mogar del marchio Selmer, mi ricordava ad esempio il caso di Andrea Zermani (www.icetechonline.com), un musicista di Piacenza che sottopone gli strumenti a fiato ad un processo criogenico volto a migliorarne le proprietà meccaniche e la capacità di vibrazione.

ZioMusic.it: mi pare che il vostro catalogo abbia sempre un forte orientamento verso gli strumenti musicali “veri”. Nel senso che non avete virato prepotentemente verso il software o i prodotti da dj come forse altri hanno fatto.

Roberto: questo è senz’altro vero: è una precisa scelta aziendale, come accennavo prima, quella di mantenere un forte legame con la musica “live”, suonata, vissuta … sudata! La nostra vocazione è e rimane fondamentalmente orientata al contatto diretto del musicista con i nostri strumenti, come testimoniano i marchi compresi all’interno del nostro catalogo. Dobbiamo però ricordare che alcuni dei nostri fornitori più importanti, primi fra tutti Line6 e Zoom, hanno già sviluppato o stanno cercando di sviluppare ulteriormente applicazioni legate invece al mondo del software e dell’home recording, che entro breve tempo dovrebbero rappresentare una parte importante del loro catalogo e che costituiranno senz’altro una sfida non soltanto per Mogar, ma anche per i rivenditori “tradizionali” di strumenti musicali che siamo abituati a conoscere.

ZioMusic.it: alcuni dei vostri marchi si sono legati ad endorser molto famosi. Credi che esista il rischio che il prodotto passi in secondo piano? Come si può evitare questo?

Roberto: è innegabile che in particolare in Italia, mercato molto orientato alla “firma” e al “marchio” in ogni settore, anche la scelta di uno strumento sia spesso molto condizionata dalla presenza di endorser influenti associati al prodotto.
Da un certo punto di vista, si tratta di meccanismi naturali, se si considera che un’icona del proprio strumento avrà necessariamente un grande numero di potenziali emuli, che vorranno imitarlo in tutto e per tutto; non penso, però, ci sia il rischio di far passare il prodotto in sé in secondo piano, anche perché la qualità media degli strumenti dei grandi produttori è ormai da sola sinonimo di garanzia, quanto piuttosto il pericolo di seguire la “moda” e il nome senza considerare attentamente i propri gusti e il proprio stile prima di prendere la decisione finale.

ZioMusic.it: da persona di marketing, come credi sia possibile far percepire la qualità di uno strumento musicale al pubblico e nella maniera più efficace?

Roberto: per quanto riguarda la scelta di acquisto, escludendo l’importanza di un endorser influente (di cui abbiamo appena detto), credo che in molti casi l’ago della bilancia possa essere rappresentato dal parere del proprio insegnante o del negoziante di fiducia, soprattutto in tutti i casi in cui non si ha ancora l’esperienza per orientarsi con decisione su un modello particolare o più semplicemente non si hanno le idee chiare.
Più in generale, credo che al pari di moltissimi altri ambiti anche nel nostro settore ci si faccia influenzare anche inconsciamente dalla reputazione del marchio, soprattutto se confermata dalla presenza del brand sui palchi più importanti o in TV.
A questo proposito, ritornando alla nostra immagine “rock” cui accennavi prima mi ha fatto particolarmente piacere la concretizzazione della partnership con ROCK TV School, la prima scuola espressamente dedicata al rock e al metal e legata all’omonimo canale 718 della piattaforma Sky: Mogar sarà infatti il fornitore ufficiale ed esclusivo della strumentazione per le aule di chitarra e basso, che vedranno la presenza di amplificatori Mesa/Boogie, Engl e Line6.

ZioMusic.it: una domandina leggera. Tra gli endorser che hai avuto il piacere di conoscere chi musicalmente ti ha fatto proprio uscire gli occhi dalle orbite?

Roberto: beh, parlando da batterista non posso non citare Simon Phillips, con il quale ho avuto il piacere di trascorrere qualche giorno in occasione del suo ultimo clinic tour italiano dell’ottobre 2004. Per un fan di lunga data dei Toto, è stata la concretizzazione di un sogno organizzare il tour, conoscerlo e vederlo in azione da pochi centimetri di distanza: un’esperienza davvero indescrivibile!
Tra gli altri nomi internazionali, e passando alla chitarra, citerei Andy Timmons, semplicemente immenso, oppure nell’ambito percussioni Raul Rekow e Karl Perazzo, i due “motori” di Santana, che oltre al loro indiscutibile bagaglio tecnico hanno conquistato tutti noi di Mogar grazie alla loro straordinaria carica umana.
Non vorrei però tralasciare gli artisti italiani con cui Mogar ha l’onore di collaborare, da Cesareo e Ricky Portera a Luca Colombo o Alessandro Benvenuti, o in ambito batteristico Roberto Gualdi, Stefano Bagnoli, Walter Calloni, Maxx Furian, ecc.

ZioMusic.it: ecco la domandina meno leggera. Di musica dal vivo in Italia se ne continua a vedere poca, chi è che deve spartirsi la colpa secondo te?

Roberto: domanda davvero difficile: se dovessi citare i principali indiziati, direi … la SIAE e l’ENPALS, due organizzazioni che in nome della presunta tutela dei diritti dei musicisti hanno in realtà contribuito a riempire di burocrazia un settore come quello della musica live, dove al contrario sarebbe indispensabile liberalizzare per incentivare i gestori dei locali a dare spazio alle band più giovani.
Per fortuna, una recente novità legislativa ha finalmente esentato i musicisti non professionisti dal versamento dei contributi ENPALS fino al raggiungimento di una soglia retributiva di € 5.000 annui, ma la situazione è lungi dall’essere risolta e il risultato degli ultimi anni è stata la progressiva scomparsa di moltissime band non professioniste di ottimo livello, stritolate da obblighi e controlli, nonché la riduzione dei locali che potessero permettersi di far suonare “in regola”.
Credo che il caso italiano non abbia eguali in Europa e mi auguro davvero che il settore possa essere riformato dalle fondamenta. Non posso infine non citare l’influenza dei media, in particolare TV e network radiofonici, assolutamente incapaci salvo rare eccezioni di prendersi la responsabilità di “educare” i propri ascoltatori. Ma il discorso ci porterebbe troppo lontano!

ZioMusic.it: per concludere Roberto, anche se sei un batterista, che idea hai dei vari simulatori a modelli fisici (Line6 Pod e derivati…) indipendentemente, se possibile, dal tuo ruolo in Mogar.

Roberto:
Credo che l’avvento dei simulatori a modelli fisici abbia rappresentato una grande rivoluzione, che come tale ha inevitabilmente creato scuole di pensiero contrapposte; come spesso accade in questi casi, non penso però esista conflitto: semmai complementarietà tra modeling e mondo dell’amplificazione tradizionale (valvolare), e credo che il segreto sia cercare di comprendere il meglio di entrambi gli universi per soddisfare le proprie esigenze di utilizzo pratico (come per chi, ad esempio, utilizza il POD in studio e una Dual Rectifier dal vivo!)

Info: www.mogarmusic.it

Aldo “hucchio” Chiappini
ZioGiorgio.it staff

Luigi Di Guida, HTML editing
ZioMusic.it staff

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